Gastronomia

Pandoro e panettone: a vincere la sfida è sempre la tradizione

Pandoro e panettone: a vincere la sfida è sempre la tradizione

Panettone e pandoro hanno superato i confini regionali diventando icone del Made in Italy. Italiani legati alla ricetta classica dei due lievitati, preferendola alle varianti farcite o con coperture esterne

14 dicembre 2025 | 11:00 | C. S.

Oggi panettone e pandoro rappresentano due anime del Natale italiano: il primo più complesso, ricco e aromatico; il secondo elegante, semplice nella sua purezza. Entrambi hanno superato i confini regionali diventando icone del Made in Italy, protagonisti di nuove varianti e reinterpretazioni che continuano a rinnovare una tradizione senza tempo.

Le origini del panettone affondano nella Milano del Rinascimento. Una delle storie più celebri racconta di Toni, garzone di cucina alla corte degli Sforza, che bruciò il dolce preparato per il banchetto natalizio e improvvisò un impasto arricchito con burro, uova, zucchero e uvetta: nacque così il “pan de Toni”, da cui deriverebbe il nome. Al di là del mito, è certo che già nel Quattrocento a Milano si consumavano pani festivi arricchiti, considerati beni di lusso. Tra Ottocento e Novecento, grazie ai panificatori Angelo Motta e Gino Alemagna, il panettone assunse la forma alta e soffice che conosciamo oggi, grazie alla lievitazione naturale e ai caratteristici pirottini di carta.

Il pandoro, invece, nasce a Verona e ha una storia diversa, più aristocratica. Affonda le sue radici nei dolci veneziani e austriaci dell’Ottocento, come il Kugelhupf, ma prende forma moderna nel 1894, quando il pasticcere Domenico Melegatti ne depositò il brevetto. La sua forma a stella a otto punte, ideata dal pittore Angelo Dall’Oca Bianca, e la consistenza burrosa e vellutata lo resero immediatamente riconoscibile. A differenza del panettone, il pandoro non contiene canditi né uvetta: la sua ricchezza sta nella delicatezza dell’impasto e nel profumo di burro e vaniglia, pensati per esaltare la morbidezza.

I numeri di panettone e pandoro in Italia

Nel 2024, secondo Unione Italiana Food, la produzione dei due lievitati si è attestata intorno alle 90mila tonnellate, con una sostanziale tenuta rispetto al 2023, a fronte di un valore che ha toccato i 596,3 milioni di euro. 

Acquistare oggi un pandoro o un panettone costa in media il 42% rispetto a quattro anni fa, rincaro che balza all’89% in più qualora i prodotti contengano anche cioccolato (studio C.r.c. Centro di formazione e ricerca sui consumi).

Ma nell’annuale diatriba panettone vs pandoro quali le preferenze 2025 dei consumatori italiani? Lo svela l’ultima indagine di AstraRicerche: secondo la quale il 70% degli italiani non rinuncia a nessuno dei due, sebbene quando si tratti di scegliere tra una fetta dei due lievitati, la bilancia penda leggermente in favore del pandoro (52,6%) contro il panettone (47,4%). Un passione peraltro in costante crescita: visto che a Natale 2024 il 41,3% degli intervistati ha degustato il proprio dolce preferito tra le 5 e le 8 volte, confermando il forte legame emotivo con i lievitati da ricorrenza. 

E nonostante l’imperversare delle proposte più disparate, la tradizione si conferma l’opzione vincente: ben il 71,2% degli intervistati rimane infatti legato alla ricetta classica dei due lievitati, preferendola alle varianti farcite o con coperture esterne, apprezzate soprattutto dalla Gen Z. Anche al momento del consumo: visto che il 79,3% ama gustare entrambi i dolci senza aggiunte, tradizione mantiene il suo peso, accompagnandoli principalmente con spumante dolce (34,5%) o caffè (31,3%).

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