Gastronomia

Dal passato il futuro della pasta con nuovi ingredienti

Dal passato il futuro della pasta con nuovi ingredienti

Oltre la farina di insetti: possibile usare fibre provenienti da sottoprodotti vegetali avendo cura di non alterare le proprietà sensoriali e di cottura della pasta

08 marzo 2023 | Giovanni Ballarini

Odiernamente la pasta è costituita di semola e acqua o di farina, acqua e uova, ma nel passato non era così, basta pensare alle tradizionali tagliatelle e lasagne verdi bolognesi con gli spinaci, Spinacia oleracea arrivata dall'Asia intorno all’anno Mille e diventato un alimento solo nel corso del XIX secolo. La quantità di spinaci della ricetta tradizionale permette di ridurre il numero di uova nella pasta portando circa sette grammi di proteine, pari a quelle di un uovo, e cinque grammi di fibra alimentari che contribuiscono a dare consistenza alla pasta. Innumerevoli e diverse sono le tradizionali, antiche presenze nelle paste di costituenti per dare loro un colore, migliori caratteristiche fisiche di consistenza, durata di cottura, sapore e al tempo stesso contrastare anche condizioni di penuria o avere paste con migliori caratteristiche nutrizionali se non medicinali. Negli ultimi decenni del XIX secolo sono prodotte anche paste arricchite, diastasate e soprattutto glutinate, per queste ultime vantando le proprietà nutritive del glutine isolato e studiato dal bolognese Iacopo Bartolomeo Beccari (1704 – 1766) nella memoria De frumento, comunicata all'Accademia bolognese nel 1728 e pubblicata nel 1745, dimostrandone la stretta similitudine con alimenti d’origine animale. Glutine già scoperto dai cinesi nel XI secolo e da loro chiamato mianjin o “muscolo della farina” e usato come “carne” dai vegetariani monaci buddisti. Da quanto brevemente accennato e sulla via di un’antica, ma spesso dimenticata tradizione, le paste alimentari di un tempo oggi sono anche viste come nuovi alimenti in un’ottica di un risparmio e sostenibilità, più o meno come facevano le antiche massaie bolognesi che nelle tagliatelle e lasagne verdi sostituivano un uovo con gli spinaci.

Il futuro della pasta con nuovi ingredienti

Ridurre gli sprechi alimentari è una priorità per ottenere sistemi alimentari più sostenibili. Molti sottoprodotti agroalimentari sono ricchi di composti sani, come fibre, sostanze fitochimiche, proteine, acidi grassi, vitamine e minerali che possono essere valorizzati trasformandoli in ingredienti di alimenti funzionali e essere ben accettati dalla popolazione umana se inseriti e usati in alimenti già noti e largamente usati. La pasta è un alimento base ampiamente consumato in tutto il mondo con tradizioni di diverse incorporazioni e quindi un ottimale vettore di sostanze nutritive permettendo di raggiungere un risparmio energetico in un’economia circolare, migliorando il loro valore nutrizionale fornendo di conseguenza diversi benefici per la salute. La pasta permette anche di usare nuovi alimenti, come le farine di insetti o le proteine di origine biotecnologica, presentandoli in forme e modi d’uso tradizionali. Per questo l'inserimento nella pasta di nuovi ingredienti non deve sensibilmente modificare le proprietà fisiche, chimiche, strutturali ed organolettiche influenzandone l'accettabilità, superando anche l’attuale tendenza che tende a valorizzare gli alimenti “senza” a favore di quelli “con”. Da qui le ricerche in corso su formulazioni di paste fortificate e funzionali a con elevate proprietà nutrizionali, buone caratteristiche tecnologiche, sensoriali e gastronomiche.

Odiernamente la preparazione e lavorazione dei prodotti ortofrutticoli scartano un terzo del prodotto producendo sottoprodotti che quasi sempre sono un problema ambientale, mentre hanno un potenziale riutilizzo nella dieta umana e un loro utilizzo può ridurre i costi industriali e giustificare nuovi investimenti in attrezzature, fornendo una corretta soluzione al problema dell'inquinamento connesso alla trasformazione alimentare. Come nel caso delle foglie degli spinaci nella pasta verde bolognese, è possibile incorporare molti altri vegetali nella pasta per aumentarne il valore nutrizionale, creando paste con nuove proprietà date da fibre alimentari, antiossidanti in particolare fenoli e carotenoidi che conferiscono benefici per la salute eliminando molecole reattive dell'ossigeno e proteggendo da malattie degenerative come il cancro e le malattie cardiovascolari. A titolo di esempio tra le verdure vi sono i pomodori e la pasta al pomodoro non è una novità, ma solo una tradizione dimenticata e che si otteneva integrando all'impasto base circa il dieci per cento di una salsa di pomodoro sciolta in acqua tiepida e passata per setaccio di seta finissima. I pomodori, ampiamente consumati nei condimenti della pasta possono fornire una percentuale significativa di antiossidanti nella dieta perché fonte di licopene e β-carotene. Già oggi i consumatori sono propensi all’uso di pasta contenente fibra di grano ma è possibile usare anche fibre provenienti da altri sottoprodotti vegetali avendo cura di non alterare le proprietà sensoriali e di cottura del prodotto.

Fonte: Accademia dei Georgofili - georgofili.info

Potrebbero interessarti

Gastronomia

Pizza e Asti, l'abbinata vincente per vincere la sfida con la birra

Martedì 7 luglio, nel castello medievale di Castell’Alfero, si terrà l’evento inaugurale, con quattro abbinamenti tra pizza al padellino e drink a base di Asti Docg. Un progetto per portare la bollicina aromatica piemontese nel mondo della pizza, come alternativa alle classiche bibite dolci

01 luglio 2026 | 18:00

Gastronomia

Le tendenze che stanno cambiando l'alta cucina italiana nell'estate 2026: dalla brace al Sober Dining

Dalla riscoperta degli ingredienti dimenticati al ritorno del fuoco vivo, passando per menu da condividere, fermentazioni e cocktail analcolici: ecco i trend che stanno rivoluzionando la ristorazione gourmet nell'estate 2026

01 luglio 2026 | 17:00

Gastronomia

Il segreto per fritture più sane e gustose con olio extravergine di oliva

Friggere con olio extravergine di oliva migliora il profilo nutrizionale degli alimenti rispetto ad altri oli, riducendo le sostanze dannose e preservando il gusto

01 luglio 2026 | 16:00

Gastronomia

Le differenze tra burro e margarina che cambiano il gusto, la salute e il risultato in cucina

Dal sapore alla consistenza, fino alla riuscita di torte e pasta sfoglia: burro e margarina non sono equivalenti. Dietro questi due grassi si nasconde una chimica diversa che influisce sulle proprietà nutrizionali e sulle prestazioni in cucina

01 luglio 2026 | 14:00

Gastronomia

Trota e Verdicchio, il tao made in Sefro!

L’11 e 12 luglio torna l'appuntamento che trasforma il pesce d’acqua dolce in simbolo contemporaneo di gusto, benessere e rinascita. Acque argentine, vini verdi, silenzi silvani e balli proibiti. A Sefro gli opposti non si annullano: si cercano, si accendono, diventano racconto

30 giugno 2026 | 17:00

Gastronomia

L'olio d'oliva, e non solo, scelto da uno chef stellato: territorialità, qualità e sostenibilità

Dal rapporto tra Giuseppe Ursini e Niko Romito un percorso che possono seguire anche altri produttori di olio extravergine di oliva, purché alla passione uniscano grande competenza, sperimentazione, disponibilità e pazienza. Ecco come sono nati gli oli per un Tre Stelle Michelin

30 giugno 2026 | 16:00