Gastronomia

È il torrone di Caltanissetta è il primo studio Presidio Slow Food del 2023

È il torrone di Caltanissetta è il primo studio Presidio Slow Food del 2023

Tre ingredienti sono più che sufficienti: miele, mandorle e pistacchi. Il Torrone di Caltanissetta non è esclusivamente natalizio, ma viene prodotto e commercializzato tutto l’anno

25 gennaio 2023 | C. S.

Se questo comunicato stampa l’avessimo scritto un mese fa, forse saremmo sembrati più tempestivi: è ovvio, il Natale, il torrone… E invece no! Scriverlo adesso non è un caso: perché il Presidio Slow Food del torrone di Caltanissetta non è esclusivamente natalizio, ma viene prodotto e commercializzato tutto l’anno.

Il torrone di Caltanissetta è il primo studio Presidio Slow Food del 2023

La prima particolarità del torrone di Caltanissetta riguarda la ricetta: gli ingredienti utilizzati sono soltanto tre, miele, mandorle e pistacchi. «Tutti e tre sono caratteristici del nostro territorio» spiega Stefania Fontanazza, referente Slow Food del neonato Presidio. «Il mandorlo e il pistacchio sono due coltivazioni piuttosto diffuse: se il primo, negli ultimi anni, ha vissuto un periodo di crescita in termini di ettari, del secondo non c’è soltanto quello famosissimo di Bronte. Più vicino a noi c’è infatti quello di Raffadali, in provincia di Agrigento». E poi c’è il miele, «un millefiori con una percentuale significativa di sulla e achillea, due essenze della nostra zona». Niente zucchero aggiunto, zero albumi, nessun conservante: miele, mandorle e pistacchi – rigorosamente siciliani, come stabilito dal disciplinare di produzione adottato dai quattro produttori che aderiscono al Presidio Slow Food – sono più che sufficienti.

L’altra caratteristica che distingue il torrone di Caltanissetta da molti altri è il processo di preparazione: «Un procedimento lungo, più che complicato – aggiunge Claudio Nitro, il referente dei produttori – che abbiamo volutamente mantenuto identico a quello di oltre un secolo fa. Il miele viene fatto cuocere a fuoco bassissimo per almeno otto ore nella cosiddetta quadara, cioè un grande calderone di rame. Poi, quando il miele entra in cottura e l’umidità del miele è evaporata, incorporiamo mandorle e pistacchi in precedenza leggermente tostati». Il segreto della preparazione? L’esperienza, che consente agli artigiani torronai di capire, soltanto guardandolo, il momento in cui il miele entra in cottura, quello cioè in cui va aggiunta la frutta secca. 

Poi, prosegue Nitro, «l’impasto, chiamato massa, viene posto in telai di legno e in un secondo momento, prima che si raffreddi completamente, tagliato nelle caratteristiche stecche». Un lavoro che richiede pazienza, cura e notevoli abilità, per far sì che l’impasto non si attacchi al mattarello e che il torrone non si spezzi al momento di tagliarlo nelle pezzature desiderate.

Per assicurare un futuro al torrone di Caltanissetta, la cui storia lunga oltre un secolo e mezzo rischia di interrompersi a causa della diffusione di prodotti ottenuti in modo industriale, non è però sufficiente che ci siano maestri torronai in grado di tramandare la ricetta: occorre che si sviluppi una filiera che coinvolga apicoltori, coltivatori, artigiani e trasformatori. «La nostra volontà – conclude Fontanazza – è creare un gruppo di fornitori di materie prime garantito e stimolato a dar seguito a una produzione con determinati standard di qualità. Per farlo, dobbiamo far conoscere il torrone nisseno e la sua autentica ricetta». E questo è l’obiettivo dei Presìdi Slow Food.  

Potrebbero interessarti

Gastronomia

GustaPorto: Civitanova Marche apre l’estate con il futuro dipinto di blu

Accanto agli approfondimenti, spazio alle esperienze: veleggiate aperte al pubblico, degustazioni di specialità marinare, abbinamenti con vini e birre del territorio, attività per bambini, incontri divulgativi e animazione lungo i Moletti

07 giugno 2026 | 15:00

Gastronomia

Città, territori e sistemi alimentari: a Roma il confronto su food policy, biologico e futuro del cibo

Solo un quarto del cibo consumato nella Capitale proviene dall’agro romano e laziale. Roma Capitale, FederBio e Slow Food Italia portano il 6 e 7 giugno all’Orto Botanico di Roma “Buono e Bio in Festa”

05 giugno 2026 | 18:00

Gastronomia

Le migliori birre artigianali senza glutine premiate a RiminiWellness: ecco i vincitori del World Gluten Free Beer Awards 2026

Record di partecipazione per la tredicesima edizione del concorso rientrante nella galassia “Birra dell’Anno” di Unionbirrai: 101 birre in gara da 38 birrifici

04 giugno 2026 | 17:00

Gastronomia

Merano WineFestival Calabria – Essenza del Sud

Dal 5 all’8 giugno. Non solo masterclass, banchi d’assaggio e showcooking d’autore alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche selezionate da Helmuth Köcher e dalla Guida The WineHunter: al centro del programma della 2ª edizione dell’evento che si terrà tra Melissa, Cirò e Cirò Marina

03 giugno 2026 | 18:00

Gastronomia

Vitovska, la voce bianca del Carso

Il festival, promosso dall’Associazione Viticoltori del Carso, è dedicato al più celebre vitigno autoctono carsico e, in vent’anni, è diventato molto più di una rassegna del vino. È uno spazio di incontro tra produttori, ristoratori, territorio e pubblico

31 maggio 2026 | 15:00

Gastronomia

Lo stoccafisso, re della tavola: la Festa del Bacalà 2026 celebra il tema dell'anno per l'Accademia Italiana

A Sandrigo (Vicenza), dal 17 al 20 e dal 24 al 28 settembre, riflettori puntati sul bacalà alla vicentina. La Via Querinissima diventa Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa

30 maggio 2026 | 15:00