Gastronomia

Il Prosciutto di Carpegna Dop: soffice e aromatico, re della cucina

Il Prosciutto di Carpegna Dop: soffice e aromatico, re della cucina

Seicento anni di storia e un sapore che non finisce mai di sorprendere. Alla fine degli anni ’60 del secolo scorso, la produzione viene regolamentata da un preciso disciplinare e nel 1990 viene conferita la DO e nel 1996 la DOP

03 giugno 2022 | C. S.

Il Prosciutto di Carpegna DOP, capolavoro gastronomico promosso dalla campagna di comunicazione “L’eccellenza europea è una forma d’arte”, è un prodotto unico legato alle antiche tradizioni delle terre marchigiane del Montefeltro, tramandate di generazione in generazione ed orgogliosamente preservate dal Medioevo fino ad oggi. Questa antica arte salumiera, unita ai moderni metodi di produzione, conferisce al prodotto un valore inimitabile, rendendolo così un salume soffice ed aromatico adatto alla preparazione di ricette davvero fantasiose e alla portata di tutti.

Seicento anni di storia e un sapore che non finisce mai di sorprendere: questo è il Prosciutto di Carpegna DOP, risultato di un know how unico e certificato DOP.

È qui nel centro Italia che la storia del Prosciutto di Carpegna DOP affonda le sue radici, forgiata da antiche tradizioni e tecniche di affinamento risalenti al 1400. È proprio a quest’epoca che risalgono le prime testimonianze relative alla produzione di prosciutti nel comune di Carpegna che attestano l’importanza che tale produzione aveva per l’economia locale. Il primo documento storico circa l’usanza di salare carni e prosciutti è l’atto con cui nel 1407 il Guidantonio da Montefeltro, conte di Urbino, ordinò che tutti i lunedì si facesse mercato nel confinante paese di Montecerignone, vietando altresì di vendere altrove “porci e carni salate”.

Alla fine degli anni ’60 del secolo scorso, la produzione viene regolamentata da un preciso disciplinare e nel 1990 viene conferita la DO e nel 1996 la DOP.

La tradizione del Prosciutto di Carpegna DOP è l’ingrediente perfetto per una ricetta ricca di altrettanta storia e aneddoti: la Zingara Ischitana.

Correva l’estate dell’anno 1977, quando due ragazzi, A.M e M.A., decisero di aprire un pub-paninoteca nella bella cornice del borgo marinaro di Ischia Ponte. È in questo clima fatto di spirito gaudente e lavoro duro che emerse l’idea della “Zingara”, il panino simbolo dell’isola d’Ischia.

Inizialmente, furono proprio le “mitiche” fette di pane “cafone” di Boccia l’ingrediente base in grado di dare quel tocco in più ad una semplice ricetta.

Il passo seguente fu decidere come chiamare questa fresca prelibatezza. All’epoca “Zingara” fu un vero e proprio colpo di genio, a dimostrazione dello “stato di grazia” dei due giovani ischitani, tanto che decretò la fortuna commerciale di tale panino. Oggigiorno, sono passati quasi 50 anni e questa è entrata nell’immaginario collettivo dell’isola d’Ischia.

La ricetta presentata di seguito è stata realizzata nell’ambito della collaborazione con Chef in Camicia, ambassador della campagna “L’eccellenza europea è una forma d’arte”.

La ricetta della Zingara Ischitana con Prosciutto di Carpegna DOP secondo Chef in Camicia

Ingredienti:

60-70 g Prosciutto di Carpegna DOP
2 fette di pane “cafone” senza sale
1 pomodoro costoluto
2-3 foglie di insalata verde (tipo pan di zucchero)
Maionese, q.b.
60 g fiordilatte
Olio extravergine di oliva, q.b.
Sale, q.b.
Pepe nero, q.b.
Origano secco, q.b.
 

Procedimento

Tagliare il pomodoro a fette spesse, quindi condire con olio, sale e pepe.

Grigliare le fette di pane sulla piastra, finché siano leggermente colorite esternamente.

Spalmare le fette di pane con un velo di maionese.

Disporre sulla base del pane il pomodoro e condire con l’origano; adagiarvi sopra l’insalata e la mozzarella.

Adagiare ordinatamente il Prosciutto di Carpegna DOP cercando di dare altezza alle fette.

Richiudere il panino e gustare con il pane ancora leggermente caldo.

Potrebbero interessarti

Gastronomia

Sapori e colori d'autunno protagonisti a Santa Maria Maggiore: al via la nuova edizione di Fuori di Zucca

Il borgo Bandiera Arancione si prepara a un ottobre ricco di eventi: domenica 4 torna la tradizionale Mostra Bovina della Valle Vigezzo, mentre il 17 e 18 ottobre la scena sarà tutta per la festa degli orti e dei sapori autunnali, con il Treno del Foliage come cornice ideale

01 ottobre 2026 | 18:00

Gastronomia

Cena itinerante tra Cortili, Androni e Chiostri dei Palazzi Storici ad Amelia

Sabato 3 ottobre la Cena itinerante tra cortili e chiostri delle dimore storiche del centro: quattro tappe gastronomiche con gli chef Emanuele Rengo, Matteo Barbarossa e Paolo Trippini. Domenica 4 ottobre gli itinerari guidati tra vigneti, oliveti, cantine e aziende agricole dell’Amerino

01 ottobre 2026 | 17:00

Gastronomia

A Baeza la gastronomia interpreta l’intero ecosistema dell’olivo

Il seminario “Gastronomía del Olivar”, organizzato dalla UNIA il 16 e 17 novembre, mette in relazione olio extravergine di oliva, cucina, biodiversità, patrimonio, ricerca e oleoturismo. Il 18 novembre una giornata dedicata alla degustazione dei nuovi oli completa il programma.

28 settembre 2026 | 17:00

Gastronomia

Il tartufo lucano punta su turismo e ristorazione: a Matera dieci giorni per valorizzare la filiera

Una filiera da circa 20 milioni di euro, 1.280 tesserini attivi e otto tartufaie riconosciute. Dal 20 al 29 novembre “Tesori dalla Terra” porterà a Matera il tartufo bianco pregiato lucano, con show cooking, masterclass, iniziative sulla biodiversità e un’asta internazionale a scopo benefico

27 settembre 2026 | 17:00

Gastronomia

I sughitti accendono l'autunno a Montecassiano

Dal 2 al 4 ottobre, nel Maceratese, una tappa storica. Mosto, farina di mais e noci, niente zuccheri aggiunti, senza glutine e vegano. Tre giorni di festa nella “bombonera” delle Marche, tra vicoli pittoreschi, scorci incantati, taverne e profumi di vendemmia

27 settembre 2026 | 15:00

Gastronomia

Autunno in Cantina, 7 tappe a Vittoria, Butera, Castiglione di Sicilia, Furnari, Castelbuono, Sambuca di Sicilia e Marsala

IRVO, Istituto Regionale del Vino e dell’Olio, dal 3 al 25 ottobre conduce il pubblico dentro le realtà produttive delle diverse province dell’Isola nel periodo in cui il paesaggio e il vino si trasformano. Cosi l’enoturismo siciliano va oltre la stagione estiva

26 settembre 2026 | 16:00