Gastronomia
Arrivo scenografico dal mare dei prodotti della tradizione enogastronomica romagnola
Dalle aziende locali albicocche, pesche, susine, vino, olio, miele e formaggi. L’evento, ideato dal Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe/Confcommercio e da Cia-Agricoltori Italiani, è stato molto gradito ai bagnanti
30 luglio 2021 | C. S.
Nonostante il tempo incerto di lunedì 26 luglio, ha destato molta curiosità e interesse fra i bagnanti l’allestimento in riva al mare della degustazione di vini, frutta, miele e formaggi giunti dal mare e offerti ai turisti della riviera romagnola in contemporanea in quattro stabilimenti balneari a Milano Marittima (Bagno Oreste), Cesenatico (Spiaggia Zona Cesarini), Rimini (Le Spiagge Rimini Bagno 61) e Porto Garibaldi (Bagno Astor), dove il Sindacato Italiano Balneari (Fipe/Confcommercio) e Cia- Agricoltori Italiani hanno promosso la prima tappa della seconda edizione di “Tipici da Spiaggia”.
A Milano Marittima, al Bagno Oreste, in rappresentanza di Cia- Agricoltori Italiani c’erano il ravennate Stefano Francia, presidente nazionale dei Giovani Agricoltori di Cia (Agia), e Cristiano Fini, presidente Cia Regionale, che hanno sottolineato: “Con questa manifestazione, che si svolge su tutto il territorio nazionale, stabilimenti balneari e produttori agricoli intendono promuovere le eccellenze del territorio di casa nostra e associare il luogo della vacanza ai prodotti che quel territorio esprime. L’incontro diretto con gli agricoltori in spiaggia è un modo nuovo per ‘riconnettere’ produttore e consumatore e, perché no, per sviluppare collaborazioni durature fra imprese balneari e imprese agricole del territorio con tutto il valore aggiunto della filiera corta”.
“Fondere il mare con la terra, per un modo nuovo di vivere la vacanza”, questo il commento del presidente del Sib Emilia Romagna, Simone Battistoni sull’evento che sarà riproposto in altri stabilimenti il 26 agosto. “Affianchiamo e valorizziamo le realtà del nostro ‘made in Italy’: l’offerta turistico-balneare degli oltre 1000 stabilimenti romagnoli, il lavoro degli agricoltori e la cultura enogastronomica”.
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