Gastronomia

Le parole d'ordine per la ristorazione italiana del prossimo futuro

Dalla convivialità all'attenzione alle materie prime e alla sostenibilità. Federazione Italiana Pubblici Esercizi, Associazione Professionale Cuochi Italiani e TheFork individuano le sei nuove tendenze che coinvolgeranno presto l'intera ristorazione italiana, a partire dalle nuove aperture del 2019

03 maggio 2019 | C. S.

L’Italia è per eccellenza uno dei Paesi della buona tavola. Ogni anno aprono tantissimi nuovi ristoranti che arricchiscono il patrimonio gastronomico nazionale del Bel Paese con le loro proposte. Ma quali sono le tendenze del 2019 per le nuove aperture?

Con TheFork Restaurants Awards 2019, seconda edizione dell’iniziativa dedicata alle nuove aperture o nuove gestioni dei ristoranti più apprezzati dai Top Chef italiani, è stata sviluppata una “mappa” che individua 6 nuove tendenze. Il progetto è realizzato in collaborazione con Identità Golose, congresso italiano di cucina e pasticceria d’autore e la Federazione Italiana Pubblici Esercizi e l’Apci-Associazione Professionale Cuochi Italiani

1- Convivialità e ricerca: conciliare ricerca e pensiero gastronomico con la soddisfazione del commensale nei modi più vari sia attraverso i progetti di ristorazione collettiva, sia attraverso la “new wave” dei bistrot di qualità o di progetti di ristorazione da vivere tutta la giornata con un tocco glamour. Un fenomeno dalle tante declinazioni, ma che tende ad avvicinare tutti all’alta cucina in nome della qualità dell’offerta e della convivialità.

2-Attenzione ai lievitati: la pizza gourmet continua a evolversi e l’attenzione ai lievitati in generale diventa centrale non solo in pizzeria. Cambiano anche i format, con nuove contaminazioni.

3-Cucina della memoria: la formula della trattoria si declina in molte nuove sfaccettature. C’è chi ripropone la tradizione, mettendo al centro le materie prime e offrendo anche piatti espressi di qualità con una costante riscoperta della dieta mediterranea. C’è chi aggiunge al ristorante la bottega. C’è chi punta sulla contaminazione e l’innovazione sorprendendo il palato con un mix di gusti nuovi e familiari e chi - invece - sulla cucina della memoria.

4-Attenzione assoluta alle materie prime e all’eco-sostenibilità: non è una novità, ma una risposta a una crescente richiesta del mercato e di consumatori sempre più consapevoli alla ricerca di piatti buoni e sani. Acquisiscono però crescente importanza anche le materie prime più inusuali come le erbe aromatiche e le erbe estive e diventa sempre più presente anche la cucina ecosostenibile e attenta agli sprechi.

5-Cibo come ponte tra culture: cucina etnica tradizionale, proposte creative e cucina italiana con influenze di altri Paesi in un mix di contaminazione e qualità che si rifa anche a cucine tecniche regionali come quella dalla regione del Sichuan.

6-Multisensorialità: la creatività e la capacità di stimolare tutti i sensi restano il cuore dell’alta cucina, che va anche verso forme sperimentali come nel caso della cucina liquida o della cucina concettuale o ancora di quella ancestrale. Filoni diversissimi, ma accomunati dalla capacità di far vivere al commensale un’esperienza unica. Crescono anche gli spazi multiforme, capaci di offrire molteplici servizi insieme a un’ottima cucina.

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