Gastronomia
L'olio extra vergine d'oliva monovarietale è il paladino della biodiversità
Quest'anno la Rassegna degli oli monovarietali è andata in scena ad Ascoli. Ben 94 le varietà rappresentate a questa edizione che ha visto come tema centrale la biodiversità. Nasce così anche un nuovo concorso per valorizzare "vecchi" alimenti in ricette innovative, per nuovi stili di consumo
28 aprile 2016 | Barbara Alfei
Una enorme ricchezza, un tesoro da custodire, un patrimonio da conservare….la biodiversità olivicola italiana; circa 540 varietà di olivo colorano da nord a sud il territorio nazionale, ne caratterizzano il paesaggio, ne raccontano la storia, la cultura, le tradizioni.
94 le varietà rappresentate alla 13° edizione della Rassegna Nazionale degli oli monovarietali, con 308 campioni, da 17 regioni; 166 invece le varietà presenti nella banca dati degli oli monovarietali (www.olimonovarietali.it), gestita da ASSAM Marche e IBIMET – CNR di Bologna, aggiornata annualmente, ormai divenuta punto di riferimento per una conoscenza sempre più approfondita delle peculiarità chimiche e sensoriali degli oli ottenuti dalle innumerevoli varietà autoctone radicate da secoli nel territorio nazionale.

Fianco a fianco, 48 produttori provenienti da 13 regioni italiane, isole comprese, hanno presentato le eccellenze degli oli monovarietali italiani, rigorosamente selezionate dal Panel regionale ASSAM – Marche, nella splendida cornice di Piazza del Popolo - il salotto della città di Ascoli Piceno, nell’ambito della manifestazione FRITTO MISTO, lo scorso 23-24 aprile. Un’occasione di incontro, di scambio, di confronto, di passioni condivise, di progetti per il futuro, di amici ritrovati, di nuove amicizie strette nel nome degli oli monovarietali.
Una due giorni intensa, un susseguirsi di eventi, per tutti i gusti, esigenze e competenze...
Al Convegno tecnico “Identità territoriale degli oli monovarietali”, la varietà, elemento principe della Rassegna Nazionale degli oli monovarietali, è stata posta al centro dell'attenzione per valorizzare la biodiversità olivicola marchigiana e nazionale, e il suo legame indissolubile con il territorio. La qualità degli oli monovarietali sta aumentando anno dopo anno, e l'obbiettivo comune è un miglioramento continuo ottimizzando tutti i parametri, agronomici e tecnologici, per consentire la massima espressione delle caratteristiche di qualità e tipicità degli oli.
Da segnalare la grande sfida “Indovina la varietà”, giunta alla nona edizione, appuntamento annuale atteso dagli esperti assaggiatori, che in squadre da 3 si sono cimentati nel riconoscimento degli oli monovarietali di Ascolana tenera, Casaliva, Cellina di Nardò, Coratina, Coroncina, Itrana, Mignola, Moraiolo...mettendo alla prova il naso alla ricerca dei sentori di mandorla, carciofo, pomodoro, frutti di bosco... Sul podio una new entry, la squadra "Lugiasa", composta da Luca Sperati, Gianluca Ferroni, Samuela Piersigilli; "I due mari" con Livio Giovenali, Leonardo Delogu, Antonella Ascani riconfermano invece la seconda posizione; terza classificata la squadra “Sgamato”, composta da Marco Galeazzi, Margherita Mazzantini, Enzo Torelli, sommelier …anche di olio!
Infine curiosità golose, come “Ciocc’olio – monovarietale e monorigine” con Manuela Mancino, a cura di Flavor-culturadigusto, e “Colomba 100% Puglia”, con Raffaele Piano.

Novità 2016 – la biodiversità olivicola italiana sposa la biodiversità agraria delle Marche: lunedì 25 aprile la Mostra Mercato dei prodotti della Biodiversità Agraria delle Marche, insieme agli oli monovarietali marchigiani e italiani, ha animato Piazza del Popolo, per accompagnare il pubblico in un percorso sensoriale alla riscoperta della qualità e degli aspetti nutrizionali e salutistici, nonchè di antichi sapori, valori, tradizioni ed emozioni sapientemente trasmessi dagli Agricoltori custodi che costituiscono nel territorio il punto d’eccellenza per conservazione, informazione e divulgazione del materiale genetico autoctono.
Coroncina, Ascolana tenera, Raggia, Coratina, Casaliva, Dritta, Minìol, Cazzarella, Castiglionese, Termite di Bitetto, Ogliarola del Bradano, Bosana, Nocellara del Belice, Peranzana (….solo per nominarne alcune) incontrano Mela rosa, Mais ottofile di Roccacontrada, Taccola di Massignano, Fagiolo Monachello, Carciofo Jesino e quello Ascolano, Anice verde di Castignano, Pomodoro di Monte San Vito, Fava di Fratte Rosa, Cece e Roveja di Appignano….in una esplosione di colori, profumi e sapori.
E il matrimonio perfetto si consuma …a tavola!!! Nei tre eventi gastronomici “Mangiando si impara”, i prodotti del Repertorio Regionale della Biodiversità Agraria, sapientemente preparati da importanti Chef, quali Enrico Mazzaroni, Sabrina Tuzi e Aurelio Damiani, sono stati proposti al pubblico di Fritto Misto per giocare con i profumi e sapori degli oli monovarietali italiani, alla ricerca del miglior abbinamento.

Un'efficiente strategia per la valorizzazione degli oli monovarietali deve necessariamente considerare un appropriato utilizzo dell’olio nella gastronomia come ingrediente fondamentale per valorizzare una particolare ricetta. Quel filo d’olio aggiunto al piatto può giocare un ruolo importante nel creare sensazioni ed emozioni a tavola, regalando armonia o piacevole contrapposizione alla preparazione gastronomica stessa.
Il concorso “Biodiversità in cucina”, che ASSAM e Regione Marche organizzano con gli Istituti Alberghieri, intende appunto creare un percorso di conoscenza dei prodotti della biodiversità e degli oli monovarietali delle Marche come i possibili ingredienti di ricette tradizionali riviste in chiave innovativa per i nuovi stili di consumo, al fine di trasmettere alle nuove generazioni l’importanza delle risorse locali come riferimento agricolo, storico e culturale del nostro territorio.
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