Economia
Il prezzo dell’olio extravergine di oliva a 7,5 euro/kg a Bari, 7 euro/kg a Brindisi, Taranto e Lecce
La speculazione sull’olio extravergine di oliva non accenna a placarsi nonostante le proiezioni di produzione in Sicilia, Calabria e Puglia siano probabilmente peggiori del previsto. Flessioni importanti a Brindisi, Taranto e Lecce mentre a Bari si scende sotto gli 8 euro/kg
11 novembre 2025 | 12:53 | T N
Il rimbalzo tanto atteso delle quotazioni dell’olio extravergine di oliva italiano dopo dieci giorni di “follia” e quotazioni in picchiata di due euro non c’è stato.
Anzi, una parte del mondo dei commercianti e degli imbottigliatori continuano a essere estremamente agguerriti, trovando soprattutto nella Calabria terreno fertile per far abbassare ancora le quotazioni. Il ventre molle dell’Italia dell’olio di oliva, oggi, più della Puglia è la Calabria e le indicazioni che arrivano dai territori sono una forte insistenza nell’abbassamento delle quotazioni.
Commercianti e imbottigliatori non demordono e si sentono impuniti e la dimostrazione si ha con la nuova indicazione del prezzo a Brindisi, Taranto e Lecce a 7 euro/kg al 10 novembre secondo IsmeaMercati. Si tratta di una discesa improvvisa del 12,5% rispetto alla precedente quotazione. Come più volte abbiamo segnalato queste piazze non fanno affatto tendenza per i volumi di scambio ma sono messaggi al mondo del commercio per affermare che vi sono ancora spazi di manovra per far abbassare il prezzo.

Il mondo della produzione sta provando a resistere. La CCIAA di Bari al 11 novembre segnala la quotazione stabile a 7,4-8,4 euro/kg dell’olio extravergine di oliva ma, allo stesso tempo, Ismea Mercati segnala già un prezzi di 7,5 euro/kg e il Borsino dell’Olio di Teatro Naturale a 7,15 euro/kg al 8 novembre.
Fino a dove può scendere?
Le indicazioni che ci arrivano dalla Grande Distribuzione nei giorni passati indicano che stanno arrivando offerte di olio extravergine di oliva italiano da parte di imbottigliatori e commercianti a 7-7,5 euro/litro, franco destinazione. Si tratta di prezzi compatibili con quotazioni all’ingrosso di 6-6,5 euro/kg. Ecco dunque fin dove si vogliono spingere e fin dove vogliono spingere le quotazioni dell’olio extravergine di oliva italiano.
L’anno scorso il mondo della produzione ebbe la forza, la capacità e la lungimiranza di reagire e, dopo solo una settimana di speculazione, i prezzi tornarono a risalire per stabilizzarsi poi sopra i 9 euro/kg.
Ripetiamo, per l’ennesima volta, quello che andiamo dicendo da settimane: non c’è alcuna giustificazione economica perché il prezzo dell’olio extravergine di oliva italiano discenda a questi livelli. La produzione di olio extravergine di oliva italiano sarà più bassa delle previsioni iniziali. La produzione mediterranea di olio di oliva sarà più o meno stabile rispetto all’anno passato. Le previsioni di vendita di olio dalla Spagna, anche a prezzi intorno a 5 euro/kg, indicano volumi da 1,6 milioni di tonnellate, in crescita rispetto alla scorsa campagna olearia. Una differenza di prezzo di 2,5-3 euro/kg tra olio comunitario e olio italiano è giustificata dal consumatore come hanno evidenziato i dati di vendita di Nielsen. Le giacenze di olio italiano a fine settembre erano azzerate e a fine ottobre comunque ancora ai minimi. Non esiste alcuna ragione per svendere l’olio italiano.
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