Economia

Comprare l’olio extravergine di oliva 100% italiano al supermercato costa meno che al frantoio, ecco perché

Comprare l’olio extravergine di oliva 100% italiano al supermercato costa meno che al frantoio, ecco perché

Bottiglie di olio extravergine di oliva 100% italiano si trovano a scaffale da 8,99 a 9,99 euro al litro mentre è difficile trovare olio extravergine di oliva al frantoio a meno di 12 euro al litro, per salire a 18-20 euro alla bottiglia. Dove si fa l’affare? Di chi ci si deve fidare? Scopriamo le differenze

31 ottobre 2025 | 11:00 | T N

E’ tempo di olio nuovo e, chi è in regioni olivicole, va al frantoio per acquistare un po’ di extravergine.

Regione che va e prezzo che trovi, in virtù delle specificità territoriali, delle abitudini di consumo e dei costi di produzione.

Oggi in molte aree del sud Italia il prezzo al litro di un olio extravergine di oliva, in lattine da 5 litri, varia da 10 a 12 euro al litro, più basso in alcune aree della Calabria e del Salento, più alto nel nord della Puglia e in quasi tutta la Sicilia. E’ frequente, in zone particolarmente vocate, che vengano chiesti 15 euro al litro. Si tratta di un aumento di 5-6 euro al litro rispetto al periodo pre Covid ma bisogna considerare tutti che tutti i costi di produzione si sono alzati per l’olivicoltore del 30-40%, con punte anche del 60-70% per esempio per l’irrigazione.

Man mano che ci si sposta verso il centro nord i prezzi salgono a 15 euro al litro di media ma arrivando tranquillamente a 18 euro al litro nelle zone interne della Toscana, in Umbria e in Liguria. Ancora una volta si tratta di prezzi giustificati dall’aumento dei costi di produzione, per esempio quelli di frangitura sono aumentati del 20-30% negli ultimi anni.

Allo stesso modo, però, al supermercato si trovano bottiglie di 100% italiano a 8,99-9,99 euro al litro. Come è possibile?

Le vendite al dettaglio e all’ingrosso dell’olio extravergine di oliva seguono logiche diverse, con la formazione del prezzo che segue regole di mercato differenti. Sempre basate su domanda e offerta ma, con l’aumento dei volumi, cambiano le proporzioni e il peso negoziale degli operatori del settore. I commercianti e gli imbottigliatori possono spuntare quotazioni vantaggiose in determinati periodi, condizionando il trend dei prezzi, similmente a quanto accade nel mercato azionario.

Se i prezzi al dettaglio sono di 10-15 euro al litro in media in Italia, quelli all’ingrosso negli ultimi 12 mesi hanno oscillato da 8,9 a 9,8 euro al chilo (7,2 – 7,9 euro al litro). A questi andrebbero aggiunti indicativamente 3 euro al litro di costi per l’industria e la distribuzione, portando così il prezzo finale a 10,2 – 10,9 euro al litro. Sotto questi prezzi a scaffale non è extravergine italiano? Sconti e promozioni, che ormai rappresentano l’80% del venduto in Grande Distribuzione, possono far abbassare questo valore fino agli 8,99-9,99 euro al litro, senza dover gridare allo scandalo.

Ma non necessariamente è un affare.

La campagna di produzione dell'olio extravergine di oliva in etichetta

Nel caso dell’olio extravergine di oliva italiano è obbligatorio indicare in etichetta la campagna di produzione, nel caso di quest’anno è la campagna olearia 2025/26. Se sulla bottiglia troviamo scritto campagna 2024/2025 sapremo che è olio vecchio. Se poi l’indicazione è del tutto assente è perché l’olio in questione è un blend di più annate.

E’ evidente che, dal punto di vista qualitativo, al netto che si tratti sempre di extravergine, non si può paragonare un olio nuovo e un olio vecchio. Spesso l’extravergine vecchio ha perso i caratteri di freschezza, amaro e piccante, iniziando a far percepire i primordi del rancido, ovvero di un olio ossidato. Un olio del genere avrà, indipendentemente dal termine minimo di conservazione indicato, una durata molto più breve di un olio nuovo.

Dipende insomma se cerchiamo unicamente la convenienza, al prezzo della durata, o vogliamo gusto, freschezza e un extravergine che ci duri fino al 2026.

I vantaggi di comprare al frantoio

Il più grande vantaggio è non dover acquistare a scatola chiusa. L’olio si può assaggiare, prima di acquistarlo e il nostro naso e la nostra bocca sono ottimi laboratori d’analisi portatili.

Se sentiamo odori sgradevoli, specie entrando al frantoio, è meglio cambiare subito direzione. Altrimenti si possono assaggiare oli diversi per gusto e intensità e scegliere il proprio preferito.

Ricordiamo che è sempre bene anche comprare bottiglie o lattine correttamente etichettate, con il frantoiano che rilascia regolare scontrino o fattura. E’ una garanzia di serietà. Acquistare l’olio in nero, oltre a esporre a frodi tipo quelle evidenziati da Striscia la Notizia, espone a più rischi. Non è detto che un hobbista abbia seguito tutte le buone prassi in campo e le norme igienico sanitarie per avere effettivamente un olio salubre e sicuro. Insomma, non necessariamente acquistare un olio in nero è un buon affare.

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