Economia
La guerra in Ucraina ha fatto aumentare i costi per l'agricoltura italiana
Il costo per l’energia è salito del 66% incidendo in modo maggiore sui bilanci delle imprese. I consumi energetici e dei concimi rappresentano in media il 25% dei consumi intermedi di un’azienda agricola italiana
26 febbraio 2025 | 12:00 | C. S.
Le aziende agricole italiane con i tre anni di guerra in Ucraina hanno visto aumentare del 21% i costi complessivi per far fronte ai propri consumi intermedi. È quanto rivela il Centro Studi Divulga in occasione dell’anniversario per i tre anni del conflitto in Ucraina.
Il costo per l’energia, ad esempio, è salito del 66% incidendo in modo maggiore sui bilanci delle imprese.Infatti, i consumi energetici e dei concimi rappresentano oggi in media il 25% dei consumi intermedi di un’azienda agricola italiana, mentre prima della guerra il loro peso si aggirava intorno al 20%.
A fronte di una riduzione dei volumi utilizzati dalle singole aziende agricole, il valore di tutte le voci di costo principali a bilancio è notevolmente cresciuto. Ad incrinare la capacità di generare redditi di molte imprese agricole, e quindi ad aggravare la propria sostenibilità economica, l’aumento dei costi per mangimi e spese per il bestiame (+11% in termini monetari) e per i fitosanitari (circa l’8% in più rispetto al 2021) che rappresentano una voce di spesa importante per il settore agricolo italiano (circa un terzo dei costi aziendali totali).
Le quotazioni medie dei principali fertilizzanti hanno subito una crescita esponenziale proprio nel 2022, anno dell’invasione russa (+173% rispetto al 2019). Successivamente c’è stata una progressiva contrazione dei prezzi (in media -45%) ma in ogni caso su valori decisamente più alti rispetto al passato. Ad oggi, le quotazioni medie dei fertilizzanti registrate a gennaio 2025 si attestano su valori medi del 49% superiori al 2019. In rialzo anche le quotazioni del gasolio agricolo, più alti del 22% circa rispetto a prima del conflitto.
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