Economia

Il prezzo dell’olio di oliva al 12 novembre: la speculazione colpisce Spagna e Italia

Il prezzo dell’olio di oliva al 12 novembre: la speculazione colpisce Spagna e Italia

Come già accaduto all’inizio di novembre del 2023, la speculazione colpisce pesantemente con forti ribassi del prezzo dell’olio di oliva in Spagna, Grecia e Italia. La quotazione dell’olio italiano veleggia verso gli 8 euro/kg mentre in Spagna si attende che scenda sotto i 5 euro/kg

12 novembre 2024 | 13:45 | T N

Purtroppo il mondo della produzione di olio di oliva non ha saputo prepararsi e organizzarsi di fronte a uno scenario di mercato sempre più internazionale e di fronte agli speculatori che, stavolta, hanno visto nel Portogallo il ventre molle per manovre di ribasso del prezzo.

Accade così che il prezzo dell’olio extravergine di oliva in Spagna sia di 5,15-5,2 euro/kg secondo Poolred e che in Italia, in Puglia in particolare, stia scivolando verso gli 8 euro/kg, con già qualche contratto siglato sotto questa soglia.

Ovvio che si crei allarme e allarmismo di fronte a un crollo così sensibile del prezzo, di circa un euro in un mese. Non è uno scenario nuovo. Già a novembre 2023 accadde lo stesso, con il prezzo dell’olio crollato di un euro o più in poche settimane per poi rimbalzare e raggiungere il record a gennaio. Probabilmente, a causa della buona produzione nel bacino del Mediterraneo, la situazione non è identica a quella del 2023 ma è prematuro affermare che ci si è avviati in una spirale al ribasso senza fine, visto che produzione e consumi, alla fine, dovrebbero equivalersi, con scarse scorte anche a settembre 2025.

L’Italia è stato l’ultimo mercato a reagire al ribasso dei prezzi dell’olio di oliva del Mediterraneo, provando a sostenere le quotazioni nonostante i venti di tempesta che provenivano dalla penisola iberica.

Al momento è la Puglia che risente maggiormente di questa dinamica commerciale, con il prezzo a Foggia a 8,5 euro/kg al 7 novembre secondo IsmeaMercati e 8,9 euro/kg al 4 novembre a Bari secondo la stessa fonte. Il Borsino dell’Olio di Teatro Naturale segnala un prezzo di 8,3 euro/kg al 9 novembre, mentre la CCIAA di Bari indica “mercato in fase di assestamento per olio extravergine di oliva e olive con quotazioni non accertabili”. Le differenze possono apparire significative e indicano semplicemente un mercato in fibrillazione, con mutamenti continui del prezzo che variano di giorno in giorno.

Le oscillazioni su tutte le altre piazze italiane sono nulle o minime, con la Sicilia che si conferma l’isola felice del mercato oleario nazionale in questa campagna 2024/25 con il prezzo dell’olio extravergine di oliva in salita a Ragusa a 10,95 euro/kg secondo IsmeaMercati al 5 novembre.

Prudenza e calma sono le parole d’ordine in questa situazione di turbolenza, stante anche le voci dalla Spagna e dalla Tunisia che non vogliono che l’olio extravergine di oliva scivoli sotto la soglia dei 5 euro/kg ma anzi lo vedono in prospettiva verso i 6 euro/kg.

Intanto, però, il mercato spagnolo registra ogni giorno nuovi cali con l’olio lampante a 4,5 euro/kg, il vergine di oliva a 5 euro/kg e l’extravergine a 5,15-5,2 euro/kg secondo PoolRed al 12 novembre 2024.

Sono le grandi cooperative spagnole a invitare alla calma, convinte che la speculazione terminerà entro un massimo di 15 giorni (appena finito l’olio di Arbequina degli impianti superintensivi) facendo rientrare il mercato in una dinamica più usuale. Sarà dicembre, dunque, il mese in cui capiremo meglio le tendenze del mercato nel medio termine, dopo anche che emergeranno le rese dei grandi frantoi industriali spagnoli che, a pieno regime, producono circa 20 mila tonnellate di olio di oliva al giorno.

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