L'arca olearia
Crolla il prezzo dell’olio di oliva italiano: le cause e la tendenza
Il prezzo minimo dell’olio italiano sceso di un euro in meno di un mese. Le speculazioni degli imbottigliatori e dei grandi frantoi e la resistenza delle cooperative e del mondo associativo. L’olio extra vergine di oliva spagnolo costa più di quello italiano
03 novembre 2023 | T N
I grandi frantoi e gli imbottigliatori italiani, con il sostegno della Grande Distribuzione, cercano di ribassare fortemente il prezzo dell’olio italiano, con operazioni mirate da alcune decine di cisterne a prezzi da 8,1 a 8,5 euro/kg, mentre le cooperative, il mondo associativo e i piccoli e medi frantoi cercano di resistere a questa speculazione, con contratti a 8,8-9,1 euro/kg.
E’ questa la ragione per cui i prezzi dell'olio extra vergine di oliva italiano indicati dalla Camera di Commercio di Bari variano dagli 8,3 ai 9,1 euro/kg. Il listino olio al 31 ottobre 2023 si è limitato a registrare questo braccio di ferro tra il mondo della produzione e quello del commercio.

E non solo sulla piazza di Bari, infatti anche a Foggia, come registrato da Ismea Mercati, il prezzo dell’olio extra vergine di oliva è in discesa a 8,6 euro/kg al 26 ottobre 2023, 10 centesimi in meno rispetto alla settimana precedente.
Per l’olio extra vergine di oliva italiano il trend al ribasso era emerso fin dai primi giorni di ottobre, come dimostra il seguente grafico di Ismea Mercati, con il picco massimo raggiunto a settembre di 9,2-9,3 euro/kg per abbassarsi già ai primi di ottobre sotto i 9 euro/kg.

Sulle altre piazze nazionali la situazione di mercato appare decisamente più stabile, con listini che, in particolare per gli oli Dop/Igp, sono quasi sempre sopra i 10 euro/kg. La Dop Monti Iblei è stabile da settimane a 11,50 euro/kg, Dop Umbria a 10,5 euro/kg al pari dell’Igp Toscano, 13,5 euro/kg per la Dop ligure Riviera dei fiori, 11 euro/kg per la Dop Aprutino pescarese al pari delle Colline Teatine. I prezzi più alti si registrano per la Dop Chianti Classico a 13,63, molto vicino ai 14 euro/kg della Dop Garda (segnalata in lieve calo) al contrario della Dop Brisighella a 24 euro/kg (in aumento di quasi il 5% rispetto alla settimana precedente). Le Dop sotto i 10 euro/kg sono la Val di Mazara a 9,4 euro/kg, Dop Bruzio e Lametia tra gli 8,8 e i 9 euro/kg, per arrivare agli 8,85 euro/kg della Valli trapanesi, agli 8,9 euro/kg della Dop Dauno, con maglia nera per la Dop Terra di Bari a 8,7 euro/kg.
E’ lecito attendersi, nel caso il trend al ribasso dell’olio italiano venga confermato, anche un abbassamento dei listini sulle atre piazze nazionali per il fisiologico riallineamento dei valori.
Olio extra vergine di oliva italiano a 9,9 euro/litro a scaffale
Vediamo dunque le cause di questa tendenza inaspettata. Le giacenze pressochè azzerate e la produzione prevista a 250-290 mila tonnellate fanno ipotizzare livelli disponibili per il mercato appena sufficienti a garantire i consumi. In un quadro simile era lecito attendersi una stabilizzazione dei prezzi sui massimi.
Ferrea, invece, la volontà di qualche catena della Grande Distribuzione di voler offrire olio extra vergine di oliva italiano di nuova produzione a 9,9 euro/litro, con promozioni anche a 8,5-8,9 euro/litro già a Natale o a gennaio. Ovviamente si è scatenata l’asta degli imbottigliatori, che ormai operano più che altro come confezionatori di private label, per garantire le forniture, con speculazioni al ribasso sui prezzi all’origine.
La volontà sarebbe portare il prezzo dell’olio extra vergine di oliva italiano intorno agli 8 euro/kg, quotazioni compatibile con le esigenze commerciali della Grande Distribuzione.
In calo i prezzi dell’olio vergine e lampante spagnolo
La volontà di raffreddare le quotazioni, d’altro canto, non è solo italiana ma internazionale, anche se con sfumature diverse che portano anche a paradossi.
Oggi, infatti, la quotazione dell’olio extra vergine di oliva spagnolo è di 8,25 euro/kg, praticamente uguale al prezzo minimo registrato dalla Borsa Merci di Bari a 8,3 euro/kg per l’olio extra vergine di oliva italiano. Addirittura, guardando al Borsino dell’olio di Teatro Naturale, il prezzo dell’olio nazionale è di 8,1 euro/kg, contro gli 8,35 euro/kg di quello iberico. Insomma l’olio extra vergine di oliva spagnolo vale quanto o più dell’olio italiano, uno scenario mai visto sul mercato.
Dobbiamo però considerare che il mercato dell’olio spagnolo è dominato più dall’olio lampante e dal vergine di oliva che dall’extra vergine. Ancor oggi i consumi di oli di oliva, suave e intenso, in Spagna superano quelli dell’olio extra vergine di oliva. Gli stessi volumi produttivi di oli vergini e lampanti valgono il 40% della produzione nazionale secondo la media quinquennale fornita dal Ministero dell’agricoltura spagnolo, percentuale che potrebbe salire in questa campagna olearia.

E i prezzi dell’olio lampante e dell’olio vergine di oliva sono in discesa libera dalla metà di settembre, quando erano superiori agli 8 euro/kg per il vergine e intorno ai 7,5 euro/kg per il lampante, per arrivare oggi, secondo il portale PoolRed a 7 euro/kg per il vergine e a 6,6 euro/kg per il lampante.
E’ evidente la volontà di calmierare l’inflazione anche sull’olio di oliva da parte della distribuzione internazionale, con un contenimento dei listini all’ingrosso pressochè dappertutto.
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