Economia
Battuta d'arresto delle compravendite di terreni agricoli in Italia
Per il mercato degli affitti l’emergenza sanitaria non ha inciso in maniera sostanziale, con effetti limitati ad alcuni comparti che hanno registrato un'attività in flessione, come floricoltura, viticoltura e agriturismo
09 settembre 2021 | C. S.
L'esplosione della pandemia nel 2020 ha lasciato il segno anche sul mercato fondiario, con una significativa contrazione dell'attività di compravendita, ma senza rilevanti conseguenze sulle quotazioni dei terreni.
Questi, in estrema sintesi, i risultati dell’indagine curata dai ricercatori delle sedi regionali del CREA Politiche e Bioeconomia, con il supporto del CONAF (Consiglio dell'Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali). Nel complesso, gli effetti del Covid sono stati meno gravi del previsto, grazie alla ripresa delle attività di compravendita nella seconda metà dell’anno, che è riuscita a compensare, seppure non pienamente, la flessione del primo semestre.

Nel 2020 il prezzo dei terreni agricoli è rimasto stazionario (-0,1% sul 2019) con flessioni generalizzate soltanto nelle regioni del Nord-Est. Oltre a Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Liguria, che presentano le riduzioni più vistose, si sono riscontrate contrazioni anche in Toscana, Molise e Campania). Il numero di atti di compravendita di terreni agricoli, conclusi nel 2020, è diminuito dell'8,4% rispetto al 2019, invertendo una tendenza positiva che durava dal 2014. Il credito per l'acquisto di immobili in agricoltura, secondo Banca d'Italia, ha subìto una brusca battuta di arresto dopo il recupero iniziato nel 2012, riportando in primo piano il tema della difficoltà di accesso al credito, più volte denunciato dagli operatori del settore. Nonostante l’incertezza della situazione economica generale, per gli operatori del settore i segnali di ripresa potrebbero ripercuotersi anche sul mercato fondiario. Il PNRR potrebbe essere di aiuto, mentre permangono le perplessità legate alla riforma della PAC.
Anche per il mercato degli affitti l’emergenza sanitaria non ha inciso in maniera sostanziale, con effetti limitati ad alcuni comparti che hanno registrato un'attività in flessione, come floricoltura, viticoltura e agriturismo. L'incertezza legata alla pandemia ha indotto molti operatori a preferire l’affitto piuttosto che optare per l'acquisto di nuovi terreni. Nel complesso, pertanto, l’istituto dell'affitto continua a rappresentare il principale strumento a disposizione degli imprenditori per ampliare le proprie superfici aziendali.
Si è rilevata una maggiore propensione al rinnovo dei contratti in affitto piuttosto che alla stipula di nuove contrattazioni, quasi sempre senza modificare l’importo del canone, per via della proroga concessa ai Programmi di Sviluppo Rurale. La scadenza dei contratti di affitto rimane di fatto tradizionalmente collegata alle politiche comunitarie.
In generale, la domanda tende a prevalere sull’offerta nelle regioni settentrionali, in quelle centrali la crisi generata dalla pandemia ha reso sostanzialmente immobile il mercato degli affitti e, anche nel Meridione, la situazione rimane abbastanza stazionaria.
Potrebbero interessarti
Economia
Spagna e Italia guidano gli acquisti di olio di oliva tunisino, ma il prezzo racconta due strategie diverse
Italia e Spagna rappresentano i principali sbocchi commerciali dell'olio tunisino, assorbendo oltre 106 mila tonnellate nei primi cinque mesi della campagna, ma con politiche di acquisto differenti e prezzi all'export inferiori rispetto ai mercati premium come Stati Uniti e Giordania
02 luglio 2026 | 14:00
Economia
Debacle dell'export di olio di oliva europeo nei primi quattro mesi del 2026
Le esportazioni europee di olio d'oliva e olive si fermano a 1,82 miliardi di euro tra gennaio e aprile, penalizzate dal calo dei prezzi e dei volumi. Stati Uniti, Canada, Australia e Giappone tra i mercati più colpiti
02 luglio 2026 | 11:00
Economia
Il crollo, in valore, dell'export di olio di oliva verso gli Stati Uniti
L'Osservatorio Certified Origins sul secondo trimestre 2026 fotografa un mercato a due velocità. Nel breve periodo prezzi all'origine in forte calo, scorte ai massimi e protezionismo americano. Nel lungo, gli scenari di settore stimano una crescita strutturale dei consumi
01 luglio 2026 | 11:30
Economia
Prezzi dell’olio di oliva al 30 giugno: si ferma la speculazione in Italia ma non in Spagna
L’attenzione degli operatori spagnoli, nell’ultima settimana, si è concentrata tutta su olio lampante, sceso a 2,95 euro/kg e olio vergine di oliva, sceso a 3,1 euro/kg. Si prepara una nuova ondata di deodorato. Mentre in Italia mercato e quotazioni appaiono bloccate con cascole di olive più elevate del solito ovunque
30 giugno 2026 | 15:30
Economia
Il forte caldo spinge i consumi estivi e tiene i prezzi all’ingrosso bassi, anche delle angurie
Le temperature elevate non hanno provocato ripercussioni al rialzo sui listini dei prodotti ortofrutticoli. Al contrario, il forte caldo accelera il naturale deperimento della frutta dopo la raccolta, spingendo gli operatori a mantenere prezzi al ribasso
29 giugno 2026 | 10:00
Economia
Torna a crescere la domanda di vino italiano negli USA
Se l’export registra lievi segnali di recupero, lo stesso non si può dire per i consumi americani di vino. Secondo l’Osservatorio Uiv su base SipSource i primi 5 mesi si sono chiusi con un ulteriore gap generale dei volumi consumati dagli statunitensi, a -10,1%
28 giugno 2026 | 09:00