Economia

Il Covid deprime le attività secondarie dell’agricoltura

Il Covid deprime le attività secondarie dell’agricoltura

Nel 2020 la produzione è diminuita in volume del 3,2%. Il complesso del comparto agroalimentare ha altresì registrato, per la prima volta dal 2016, una diminuzione del valore aggiunto

25 maggio 2021 | C. S.

Dopo la performance negativa del 2019 (-1,6% il valore aggiunto in volume), con la crisi dovuta alla pandemia da Covid-19, il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca ha subìto una ulteriore marcata contrazione: nel 2020 la produzione è diminuita in volume del 3,2% e il valore aggiunto del 6%.

La flessione è stata più contenuta per la produzione agricola di beni e servizi (-1,4% in volume e -0,5% in valore), gli effetti della pandemia hanno però inciso pesantemente sulle attività secondarie dell’agricoltura (-20,3% in volume). Per la silvicoltura si rileva un lieve aumento della produzione (+0,4%) e del valore aggiunto (+0,7%), di contro è stato molto negativo l’andamento del comparto della pesca, che ha visto un deciso ridimensionamento tanto della produzione (-8,8%) che del valore aggiunto (-5,3%).

Il valore aggiunto dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco è cresciuto dell’1,8% a prezzi correnti ma è diminuito della stessa entità in volume (-1,8%).

Il complesso del comparto agroalimentare (che comprende agricoltura, silvicoltura e pesca e industria alimentare) ha registrato, per la prima volta dal 2016, una diminuzione del valore aggiunto (-1,2% a prezzi correnti e -4% in volume). È il comparto in cui si è formato il 4,3% del valore aggiunto dell’intera economia (era il 4,1% nel 2019): il settore primario ha contribuito per il 2,2% (come nel 2019) e l’industria alimentare per il 2,1% (l’1,9% nel 2019). Nonostante i risultati non positivi il settore agroalimentare ha consolidato nel 2020 il proprio peso all’interno del quadro economico nazionale.

Potrebbero interessarti

Economia

Il prezzo dell’olio di oliva al 20 gennaio: si muove il prezzo dell’extravergine italiano

Mentre in Spagna volano gli scambi di olio vergine di oliva, sempre più vicino ai 3,85 euro/kg, in Italia torna l’interesse per l’extravergine con un aumento dei movimenti di cisterne e prezzi tendenzialmente sopra i 7 euro/kg. Sugli scaffali dei supermercati italiani olio vergine di oliva spacciato per olio extravergine di oliva

20 gennaio 2026 | 14:20

Economia

La Spagna conquista i mercati dell’olio di oliva con i prezzi bassi: differenza di quasi 2 euro/kg con l’Italia

Fuori dai confini dell’Unione europea, la Spagna ha esportato complessivamente 415 mila tonnellate di olio di oliva mentre l’Italia 223 mila. La quotazione media all’export spagnola è stata di 5,63 euro/kg, quella italiana 7,35 euro/kg

20 gennaio 2026 | 09:00

Economia

Noci, nocciole e mandorle valgono 1,1 miliardi di euro

Il 2025 segna un nuovo record: gli acquisti di frutta in guscio confezionata hanno superato 1,1 miliardi di euro e, in quantità, oltre 89 milioni di kg. La frutta in guscio rappresenta inoltre circa il 6% della spesa degli italiani per prodotti ortofrutticoli

19 gennaio 2026 | 13:00

Economia

Aumenti dei prezzi di alcuni prodotti orticoli stagionali

Nei mercati sono presenti anche prodotti ortofrutticoli stagionali che sono stati favoriti dal freddo e hanno mantenuto una sostanziale stabilità all’ingrosso. In particolare, gli agrumi, hanno visto un miglioramento della loro qualità

18 gennaio 2026 | 10:00

Economia

Prezzo dell’olio di oliva al 16 gennaio: si scaldano le quotazioni con la produzione mondiale inferiore al previsto

L’olio extravergine di oliva spagnolo torna sopra i 4,3 euro/kg, con una fiammata degli scambi che riguarda anche vergine e lampante. Si ferma la discesa in Italia, che vede profilarsi una risalita. Preoccupa una campagna olearia sotto le previsioni

16 gennaio 2026 | 10:00

Economia

Ottima performance dell'agroalimentare italiano con l’export che traina sempre di più

Aumentano ancora a livello tendenziale le esportazioni agroalimentari verso tutti i principali mercati esteri, ad eccezione degli Stati Uniti. Le importazioni agroalimentari a livello tendenziale continuano a crescere più dell'export

15 gennaio 2026 | 13:00