Economia

I formaggi italiani tornano a correre all'estero

A trainare l'export dei formaggi stagionati, con una forte ripresa delle richieste oltreoceano, con l'export verso gli Usa balzato a 147 milioni di euro. Cala però il prezzo medio all'esportazione, anche per la filiera del latte ovino

26 settembre 2019 | C. S.

Dopo il rallentamento osservato nel 2018, i primi sei mesi del 2019 fanno registrare una crescita a due cifre per le esportazioni di formaggi e latticini.

Secondo le elaborazioni Ismea su dati Istat, la prima metà dell'anno ha visto crescere le nostre spedizioni all'estero di oltre il 12%, in decisa accelerazione rispetto all'andamento contenuto del 2018 (+3%), il più basso degli ultimi 10 anni.

A trainare il comparto in questo primo semestre si segnalano i formaggi stagionati (+14,5%, per 772 milioni di euro pari al 45% del totale comparto) e i formaggi freschi (+6,3% per un valore di 424 milioni).

Da rilevare per gli stagionati una forte ripresa delle richieste oltreoceano, con l'export verso gli Usa balzato a 147 milioni di Euro (+25% sui primi sei mesi del 2018) grazie all'ottima performance del Grana padano, del Parmigiano reggiano (+26%) e dei Pecorini (+28% ).

In quest'ultimo caso, sottolinea l'Ismea, l'aumento dell'export in valore si accompagna a un incremento più che proporzionale delle quantità, segnale di una flessione del prezzo medio all'export che, quindi, non offre alla filiera del latte ovino la tanto attesa boccata d'ossigeno.

Si segnala anche l'ottimo andamento in Giappone sempre per formaggi stagionati (+22,8% per un valore di 19 milioni di euro) e i freschi (+24,9% con 17 milioni di euro di introiti).

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