Cultura

Un relitto romano nel lago di Neuchâtel riaccende la storia delle rotte commerciali dell’olio d'oliva

Un relitto romano nel lago di Neuchâtel riaccende la storia delle rotte commerciali dell’olio d'oliva

Il carico affondato probabilmente destinato a rifornire una legione romana di stanza a Vindonissa, l’attuale Windisch. Recuperati due grandi frammenti di anfore romane, contenitori comunemente impiegati per il trasporto di derrate come olio d’oliva

09 aprile 2026 | 09:00 | S. C.

Un relitto romano individuato nelle acque del lago di Neuchâtel, in Svizzera, sta offrendo nuove informazioni sulle antiche vie commerciali che attraversavano l’Europa interna durante l’età imperiale. Il ritrovamento, considerato tra i più rilevanti emersi negli ultimi anni nel Paese, documenta la presenza di un carico naufragato risalente a quasi duemila anni fa e suggerisce il passaggio di merci mediterranee verso il cuore del continente.

L’operazione di archeologia subacquea è stata condotta dall’Ufficio cantonale di archeologia di Neuchâtel, in collaborazione con la Fondazione Octopus e il Servizio archeologico del Cantone di Friburgo. Dall’inizio delle indagini, avviate nel marzo 2025, gli archeologi hanno recuperato dal fondale lacustre centinaia di reperti, molti dei quali in uno stato di conservazione eccezionale.

Tra i materiali emersi figurano soprattutto ceramiche da mensa e da cucina — piatti, coppe, ciotole e vassoi — che, secondo le prime analisi, sarebbero stati prodotti in officine della regione dell’Altopiano svizzero. Insieme a questi oggetti sono stati rinvenuti anche due grandi frammenti di anfore romane, contenitori comunemente impiegati per il trasporto di derrate come olio d’oliva, vino e altri prodotti agricoli.

Secondo gli studiosi, la tipologia delle anfore potrebbe indicare una provenienza iberica, lasciando ipotizzare che tra le merci in transito vi fossero anche prodotti originari della Penisola Iberica, già pienamente inserita nelle grandi reti commerciali dell’Impero romano. Sebbene siano necessari ulteriori studi per definire con precisione il contenuto originario dei recipienti, il rinvenimento rafforza l’idea di una circolazione di beni su lunga distanza attraverso l’Europa centrale già nella prima età imperiale.

Un ritrovamento emerso quasi per caso

La scoperta del sito risale al novembre 2024, quando durante un programma di monitoraggio del fondale del lago è stata individuata un’anomalia nel sedimento grazie a una fotografia aerea. Le successive ricognizioni subacquee hanno confermato la presenza di un deposito archeologico riferibile a un naufragio romano, datato in via preliminare tra il 20 e il 50 d.C.

Anche se finora non sono stati identificati resti strutturali dell’imbarcazione, il carico si è conservato sotto uno spesso strato di sedimento calcareo, che per secoli ha protetto i reperti dall’erosione e dall’alterazione. Gli archeologi hanno deciso di intervenire rapidamente anche per evitare i rischi legati al traffico nautico, all’erosione del fondale e a possibili episodi di saccheggio.

L’ipotesi: rifornimenti destinati a un presidio militare romano

Tra le ipotesi al vaglio degli esperti vi è quella che il carico fosse destinato a rifornire una legione romana di stanza a Vindonissa, l’attuale Windisch, uno dei principali centri militari romani nell’odierna Svizzera. Il sito ospitò, a partire dal 16 d.C., la Legio XIII Gemina, incaricata del controllo strategico dell’area prossima al confine del Reno.

Secondo la ricostruzione più probabile, le merci sarebbero state trasportate inizialmente via terra fino a Eburodunum, l’attuale Yverdon-les-Bains, per poi proseguire il viaggio via acqua attraverso il lago di Neuchâtel e la rete di laghi e corsi fluviali collegati al fiume Aare. Un sistema logistico efficiente, che conferma l’importanza delle vie d’acqua interne nell’organizzazione economica e militare romana.

I reperti aiutano a definire la cronologia

A rafforzare la datazione del contesto contribuiscono alcuni elementi emersi durante lo scavo. Il campione ligneo rinvenuto sotto parte del carico è stato sottoposto ad analisi dendrocronologica, che ha indicato un abbattimento dell’albero intorno al 17 d.C.. Anche una fibula recuperata sul sito risulta compatibile con i modelli in uso durante il regno dell’imperatore Tiberio.

Questi dati collocano il relitto in una fase molto precoce della presenza romana stabile nell’area alpina e transalpina, offrendo una testimonianza preziosa sulla circolazione delle merci, sui consumi e sull’organizzazione logistica dell’Impero in Europa centrale.

Dopo il recupero, il restauro e la futura esposizione

I materiali recuperati sono ora sottoposti a un delicato processo di conservazione e restauro, necessario per stabilizzarne le condizioni dopo la lunga permanenza sott’acqua. Una volta completati gli studi scientifici, il complesso archeologico sarà esposto al Laténium, il parco e museo di archeologia di Neuchâtel.

Il ritrovamento promette così di arricchire in modo significativo la conoscenza delle rotte commerciali, dei trasporti interni e dei rapporti tra il Mediterraneo romano e le regioni poste a nord delle Alpi, offrendo un nuovo tassello alla storia degli scambi nell’Europa antica.

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