Ambiente
L'Europa contro gli incendi boschivi. Simulazione in Sardegna
24 aprile 2008 | C S
Con l'incremento della temperatura lungo le coste meridionali dell'Europa, aumenta il rischio di incendi boschivi. La Commissione europea e gli Stati membri collaborano strettamente per prepararsi alla prossima stagione degli incendi, facendo tesoro delle tragiche esperienze del 2007. Cinque Stati membri e il Centro di informazione e monitoraggio (MIC) delle catastrofi della Commissione europea sono impegnati in Sardegna in una vasta esercitazione di simulazione. L'esercitazione, denominata SARDINIA 2008, rientra in un progetto pilota più ampio cofinanziato dalla Commissione europea e finalizzato a sviluppare il concetto di una forza europea d'intervento rapido in caso di calamità .
"Se lavorano insieme, i paesi europei possono dare una risposta più efficace rispetto agli interventi individuali; in questo settore l'UE apporta dunque un evidente valore aggiunto," ha dichiarato Stavros Dimas, Commissario europeo all'ambiente e alla protezione civile. "Questo progetto è un esempio eccellente del rapporto costruttivo esistente tra Stati membri e Commissione europea.".
Pianificare le emergenze future
L'esercitazione SARDINIA 2008 (dall'inglese Sardinia ARsons DIrect NIxing Action) è partita una serie di formazioni per i responsabili delle squadre antincendio di Italia, Francia, Grecia, Portogallo e Spagna, i cinque paesi che hanno inviato risorse antincendio aeree e di terra per l'esercitazione. L'esercitazione pratica si svolge a Olbia dove, per tre giorni, le squadre di intervento in caso di emergenza dovranno combattere degli incendi simulati. Il MIC interverrà attivamente fornendo un supporto per coordinare le attività sul campo e presso la centrale operativa. All'evento assisteranno osservatori provenienti dall'UE e da paesi terzi.
Il meccanismo comunitario di protezione civile
Il meccanismo comunitario intende migliorare la cooperazione in materia di interventi di assistenza nel campo della protezione civile e serve a coordinare l'assistenza, a fornire un supporto rapido e ad intervenire in qualsiasi paese in cui sia necessario, all'interno o all'esterno dell'Unione europea. L'obiettivo principale del meccanismo è fornire la migliore risposta e la migliore preparazione possibili in caso di emergenza grave. Tutte queste attività sono coordinate a livello centrale dalla Commissione attraverso il Centro di informazione e monitoraggio (MIC), che è ospitato nei locali dell'unità Protezione civile della Direzione generale Ambiente.
Al meccanismo comunitario aderiscono 30 paesi e le risorse che vengono messe a disposizione possono essere destinate a paesi colpiti da calamità in tutto il mondo.
Da quando il meccanismo è diventato operativo nel 2002 è stato attivato per varie emergenze in tutto il mondo. Tra gli interventi effettuati citiamo lo tsunami del 2004 che ha colpito il Sud-est asiatico, gli incendi del 2005 in Portogallo, le alluvioni in Bulgaria e Romania, l'uragano Katrina negli Stati Uniti, il terremoto che ha colpito il Pakistan nel 2005 e la crisi in Libano nel 2006. Nel 2007 il meccanismo è stato attivato per le alluvioni in Bolivia e per gli incendi che hanno devastato l'Italia, la Grecia, Cipro, l'Albania e l'ex Repubblica di Macedonia. Più recentemente, è intervenuto a seguito degli incidenti con sversamento di petrolio in Ucraina e Corea del Sud, per un terremoto in Kirghizistan e per le alluvioni che hanno colpito Bolivia ed Ecuador.
Fonte: Ue
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