Ambiente
Un’aiuola per Falcone all’Orto Botanico di Palermo: la Welwitschia simbolo di memoria e rinascita
Intitolata al giudice Giovanni Falcone l’aiuola delle Succulente che custodisce la Welwitschia mirabilis, pianta capace di vivere oltre mille anni
25 maggio 2026 | 17:00 | C. S.
Un filo invisibile ma tenace lega la lotta alla mafia alla capacità di resistere nel tempo, rigenerandosi nonostante condizioni estreme. È questo il significato dell’intitolazione al giudice Giovanni Falcone dell’aiuola che ospita la Welwitschia mirabilis all’Orto Botanico di Palermo.
L’aiuola delle Succulente, curata nei giorni scorsi dai giardinieri dell’Orto Botanico, intitolata a Giovanni Falcone alla presenza del rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri, di Michelangelo Gruttadauria (presidente del Sistema Museale di Ateneo), del direttore dell’Orto Botanico Rosario Schicchi e di Vincenzo Di Fresco, presidente del Museo del Presente della Fondazione Falcone.
La Welwitschia – spiegano gli organizzatori – è una specie straordinaria: abituata a sopravvivere in ambienti aridi e ostili, è capace di rigenerarsi continuamente e di vivere per oltre mille anni. Produce soltanto due foglie, ma che crescono all’infinito. Un carattere che ha suggerito un parallelismo potente: “come la memoria e la forza del giudice ucciso a Capaci con la sua scorta”.
Welwitschia mirabilis: il miracolo vivente del deserto
C'è una pianta che sfida ogni legge della natura. Si chiama Welwitschia mirabilis e cresce in uno dei luoghi più inospitali del pianeta: il deserto del Namib, in Africa sud-occidentale. Charles Darwin, il padre della teoria dell'evoluzione, la definì "l'ornitorinco del regno vegetale" per la sua straordinaria unicità.
Un aspetto che inganna
A prima vista, la Welwitschia sembra un ammasso di foglie secche abbandonate sul terreno. In realtà, è un albero vero e proprio, con un tronco corto ma massiccio che può superare il metro di diametro. La sua caratteristica più stupefacente? Possiede soltanto due foglie – e queste non cadono mai.
Le due foglie crescono in continuazione per tutta la vita della pianta, allungandosi come nastri che si adagiano sulla sabbia, dove il vento le sfrangia e le attorciglia. Possono superare i 5-6 metri di lunghezza e raggiungere i 90 centimetri di larghezza alla base. In afrikaans, la lingua locale, viene chiamata "tweeblaarkanniedood" , che significa "due foglie che non possono morire".
Longevità da record
Quanto può vivere questa pianta straordinaria? Le datazioni al carbonio 14 hanno rivelato che alcuni esemplari hanno oltre 2.000 anni. Non è eterna, ma poco ci manca. Per questo viene considerata un fossile vivente: la sua struttura è rimasta pressoché identica per oltre 200 milioni di anni.
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