Ambiente
Nelle città europee le ondate di calore colpiscono i più vulnerabili
Secondo i ricercatori di tutta Europa persiste un alto livello di diseguaglianza sociale nella capacità di accesso agli spazi verdi nelle aree urbane, utili contro gli effetti negativi delle ondate di calore
08 giugno 2024 | C. S.
Le ondate di calore in Europa sono in aumento, causando un incremento del 57% delle persone esposte rispetto al decennio 2000-2009. Specialmente nelle aree urbane, gli impatti di questi eventi estremi sono particolarmente pronunciati a causa delle strutture urbane che causano il cosiddetto effetto isola di calore (urban heat island): lo stress termico derivante dalle ondate di calore è la principale causa di morti premature legate al clima in Europa.
Tra le soluzioni più efficaci vi è lo sviluppo di infrastrutture verdi urbane, che rappresentano una delle migliori Nature Based Solutions (NBS – soluzioni che replicano processi naturali) per mitigare il surriscaldamento nelle città e fornire servizi ecosistemici. Tuttavia, la capacità di beneficiare di questi servizi di green cooling da parte dei cittadini è ancora relativamente sconosciuta.
Un nuovo studio pubblicato su Nature Cities - che ha coinvolto ricercatori e ricercatrici da tutta l'UE tra cui, per l’Italia il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e il Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (CMCC) - ha esaminato l'“ingiustizia ambientale” che sta alla base dell'accesso alle soluzioni di green cooling in quattordici grandi aree urbane europee, tra cui Firenze e Roma, utilizzando indicatori socioeconomici. Per lo studio è stato sviluppato un approccio innovativo per valutare l'esposizione dei cittadini allo stress termico basato su una combinazione di dati micrometeorologici, dati satellitari e modelli di simulazione.
“In tutte le aree urbane analizzate, i cittadini residenti a più basso reddito, quali gli inquilini, gli immigrati e i cittadini disoccupati, hanno maggiori difficoltà di accesso ai servizi di green cooling a causa della sfavorevole conformazione urbanistica e sociale di molte città europee", afferma il ricercatore del CMCC e coautore dello studio Giacomo Nicolini. Al contrario, i residenti ad alto reddito, i cittadini nazionali e i proprietari di case hanno usufruito di una fornitura di raffreddamento superiore alla media.
Alcune delle città oggetto di questo studio sono state selezionate perché ospitano siti di misurazione degli scambi di energia e di gas serra, come il sito dell’Osservatorio Ximeniano di Firenze gestito dal Cnr, che fornisce questo tipo di misurazioni da quasi vent’anni e fa parte della rete ICOS (Integrated Carbon Observation System), l’infrastruttura europea di riferimento sul ciclo del carbonio. Sia il CMCC sia il Cnr sono, infatti, coinvolti attivamente nella raccolta e nell'elaborazione dei dati della rete europea di ICOS, e nel network nazionale ICOS Italia, oltre all’Ecosystem Thematic Centre - ETC, gestendo diversi siti e la catena di elaborazione e convalida dei dati di tutta la rete internazionale.
“Questo studio ci mostra che la differente capacità di adattamento ai cambiamenti climatici non è solo una questione tra Paesi ad alto e basso reddito, ma riguarda anche le differenze sociali all’interno delle ricche regioni e città europee. Gli interventi mitigativi basati sulle Nature Based Solutions dovranno assolutamente tenere in debito conto la dimensione sociale oltre a quella ambientale, con analisi integrate e multidisciplinari ad elevato dettaglio spaziale”, conclude Beniamino Gioli, ricercatore dell’Istituto di Bioeconomia del Cnr di Firenze (Cnr-Ibe).
Potrebbero interessarti
Ambiente
Impollinatori in declino, le piante rischiano di perdere la capacità di adattarsi al clima
Possibile conflitto evolutivo tra la necessità di attirare gli impollinatori e quella di adattarsi al cambiamento climatico. In appena nove anni, il tasso di adattamento della popolazione studiata è crollato del 96%
10 settembre 2026 | 10:00
Ambiente
Il mare Mediterraneo è caldissimo, che autunno è legittimo prevedere
Le analisi del Consorzio LaMMA-CNR, con dati aggiornati a fine agosto 2026, indicano un’anomalia termica marina che interessa anche gli strati sotto la superficie: condizione, quest’ultima, che con le temperature atmosferiche eccezionalmente elevate può aumentare il potenziale degli episodi meteorologici intensi
07 settembre 2026 | 12:00
Ambiente
Addio al caldo africano: dal 9 settembre arriva la svolta, giù le temperature fino a 10 gradi
L’anticiclone subtropicale si prepara a lasciare il Mediterraneo dopo settimane di caldo opprimente. Da mercoledì 9 settembre una perturbazione atlantica dovrebbe aprire la strada a una rinfrescata generalizzata, con massime sotto i 30 °C dall’11 settembre e valori localmente inferiori alle medie stagionali a metà mese
07 settembre 2026 | 10:00
Ambiente
Supercelle e grandine, l'Italia si prepara a settembre con un Mediterraneo bollente
Il mare non si raffredda, l'umidità tocca livelli tropicali e l'aria oceanica è in arrivo: i prossimi temporali potrebbero essere più violenti del normale. Dopo il 10 settembre previsti i primi fronti organizzati al Nord
02 settembre 2026 | 12:00
Ambiente
Ondata di calore africana: picchi di 46°C al Sud, temporali al Nord. Quando arriva il refrigerio?
L'Italia stretta nella morsa dell'anticiclone africano fino a domenica 30 agosto, con temperature da record e notti tropicali. Al Nord, invece, temporali intensi e localmente dannosi tra giovedì e sabato. La tregua (forse) ai primi di settembre
26 agosto 2026 | 18:15
Ambiente
Emergenza incendi, serve un monitoraggio degli effetti
La fase successiva all'incendio non è la semplice attività di ripristino. Essa costituisce un momento strategico per conoscere l'evoluzione degli ecosistemi, pianificare gli interventi più efficaci e ridurre i rischi connessi alla perdita di fertilità dei suoli, all'erosione, all'instabilità dei versanti e al dissesto idrogeologico
23 agosto 2026 | 09:00