Ambiente
PER I REATI AMBIENTALI PENE INASPRITE, FINO A DIECI ANNI DI CARCERE E 250 MILA EURO DI MULTA
Il provvedimento inserisce nel codice penale una serie di delitti dolosi, solo in taluni casi previsti in forma colposa. La misura del Governo prevede anche la possibilità per il giudice di condannare l'autore del delitto ambientale al ripristino dello stato dei luoghi
05 maggio 2007 | C S
Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministro della Giustizia, un disegno di legge che delega il Governo al riordino, coordinamento e integrazione della disciplina dei delitti contro l'ambiente.
Il provvedimento inserisce nel codice penale una serie di delitti dolosi (solo in taluni casi previsti in forma colposa) al fine di un più incisivo contrasto degli attentati al bene ambientale inteso nell'accezione più ampia.
Tra tali delitti si menzionano:
- il traffico illecito di rifiuti;
- il disastro ambientale;
- l'inquinamento ambientale;
- l'alterazione del patrimonio naturale, della flora e della fauna; traffico illecito di rifiuti;
- il traffico di materiale radioattivo o nucleare e l'abbandono di esso;
- i delitti ambientali in forma organizzata, le cosiddette Ecomafie;
- la frode in materia ambientale;
- i delitti colposi contro l'ambiente.
In particolare il disegno di legge sugli eco-reati prevede, tra l'altro: i reati di associazione a delinquere finalizzata al crimine ambientale, di disastro ambientale, di traffico di rifiuti e inquinamento. Per il traffico di rifiuti sono tre le specie diverse di reato e riguardano rifiuti ordinari, tossico nocivi e materiale radioattivo o nucleare. Per il più lieve la pena al massimo è di 5 anni di reclusione; per il più grave, che riguarda materiale radioattivo o nucleare, si arriva a un massimo di 6 anni con multe da 50 mila a 250 mila; ma se c'è pericolo di vita per le persone la reclusione può arrivare fino a 10 anni.
Il Ddl eco-reati prevede anche la possibilità per il giudice di condannare l'autore del delitto ambientale al ripristino dello stato dei luoghi
Il provvedimento prevede anche il ''ravvedimento operoso'' con pene diminuite dalla metà a due terzi nei confronti di chi collabora con l'autorità di polizia o l'autorità giudiziaria.
Introdotta anche la ''causa di non punibilità '' per chi volontariamente rimuove il pericolo ovvero elimina il danno da lui provocato prima che sia esercitata l'azione penale.
Tra le novità anche la sanzione per ''danno economico'' che prevede la reclusione da due a sei anni e multe da ventimila a sessantamila euro quando l'eliminazione del danno risulta di particolare complessità sotto il profilo tecnico, ovvero particolarmente onerosa o conseguibile solo con provvedimenti eccezionali.
Fonte: Governo italiano
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