Ambiente

Al via il progetto “Boschi di Gran Cereale”: così Barilla salva sei boschi italiani

Il progetto coinvolge un totale di 13 ettari di terreno e messa a dimora di circa 3.200 tra piante e arbusti. Dal 2018 il marchio ha ridotto e compensato le emissioni di CO2 della propria filiera produttiva

23 giugno 2020 | C. S.

Ripristino, protezione e salvaguardia di sei aree boschive italiane che soffrono di problematiche legate a calamità naturali, vegetazione infestante, incendi e dissesto idrogeologico: questo è il progetto “Boschi di Gran Cereale” che coinvolge un totale di 13 ettari di terreno e messa a dimora di circa 3.200 tra piante e arbusti: aumento biodiversità, ripopolamento naturale, stabilizzazione del suolo, riduzione rischio propagazione incendi sono solo alcuni dei benefici principali di questa iniziativa del famoso brand di biscotti.

In occasione del World Rainforest Day (22 giugno) dedicato al tema della riforestazione, Gran Cereale racconta i risultati ottenuti nell’ambito della campagna nazionale “Mosaico Verde” promossa da Legambiente per la tutela di 6 boschi italiani, alla quale ha aderito con il progetto “Boschi di Gran Cereale”.

Le aree individuate nell’ambito dell’iniziativa “Boschi di Gran Cereale” soffrono di problematiche ambientali che ne determinano l’impoverimento del bosco e sono dislocate da Nord a Sud. Tra queste vi è la Val di Sella in Trentino Alto – Adige, il Parco Regionale di Portofino in Liguria, il Parco Nazionale Foreste Casentinesi in Toscana, il Parco Regionale Valle del Treja nel Lazio, il Parco Nazionale del Gargano in Puglia e il Parco Nazionale del Pollino in Basilicata.

Aumento della biodiversità attraverso l’innesto di nuovi alberi e l’introduzione di specie autoctone, ricolonizzazione naturale del bosco, stabilizzazione del suolo, riduzione del rischio di propagazione di incendi e malattie, pulizia delle aree, sono solo alcuni dei principali benefici del progetto.

“I boschi svolgono una funzione primaria per la nostra vita e per il Pianeta. Salvaguardare gli ecosistemi forestali significa garantirci il futuro: qualsiasi intervento che viene fatto, anche il più piccolo, è utile per contribuire alla salvaguardia della biodiversità, ha dichiarato Antonio Nicoletti responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente. I boschi delle aree ripristinate e rimboschite grazie al contributo di Gran Cereale rispondono alle esigenze di tutelare meglio territori ad elevata naturalità del nostro Paese e sono in linea con le strategie conservazione della biodiversità forestale a scala globale. Abbiamo realizzato sei interventi diversi tra loro ma con un unico filo conduttore: dare un contributo a ripristinare la biodiversità e gli ecosistemi dei territori interessati valorizzando al meglio la biodiversità autoctona. Un’azione in difesa dell’ambiente di cui la comunità locale in primis potrà fruire e beneficiare!”

L’impegno di Gran Cereale sul fronte della sostenibilità è testimoniato da un altro importante risultato raggiunto negli ultimi anni. Gran Cereale infatti, dal 2018 ha ridotto e compensato le emissioni di CO2 della propria filiera produttiva, grazie al sostegno di un progetto internazionale certificato di salvaguardia forestale presso l’isola amazzonica di Marajo, in Brasile.
Il progetto ha l’obiettivo di salvare 2.500 ettari dalla deforestazione e genera una serie di importanti benefici come preservare flora e la fauna della zona, generare fonti di reddito alternative alle popolazioni locali e dare un sostegno sociale alla comunità attraverso la costruzione di una scuola.

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