Ambiente

Riconosciuto il ruolo dei paesaggi olivetati nella storia d'Italia

La Città dell’Olio di Vallecorsa ha festeggiato lo storico ingresso dei suoi oliveti terrazzati nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali del Ministero delle Politiche Agricole. Ora tocca al Parco Regionale dell’Olivo di Venafro, di Trequanda e della fascia olivata di Assisi - Spoleto

11 settembre 2017 | C. S.

L’olivo è uno degli alberi tipici della Penisola, che, oltre a riempire i paesaggi di molte regioni, caratterizzano la Dieta Mediterranea col pregiato olio d’oliva. Molti sono i Paesi e le città italiane in cui l’economia del territorio e la tradizione culinaria è determinata dalle olive e dall’olio, e gli ulivi iniziano ad essere considerati patrimonio naturale del Belpaese, e quindi attrazione per i visitatori che possono rimanerne incuriositi e appassionati.

Da qui nasce la campagna Città dell’Olio, lanciata e sostenuta dalle Città dell’Olio: dopo il traguardo raggiunto dalla Città dell’Olio di Vallecorsa, che ha festeggiato lo storico ingresso dei suoi oliveti terrazzati nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali del Ministero delle Politiche Agricole, vede la corsa di altri 15 territori candidati. E, per il Parco Regionale dell’Olivo di Venafro, di Trequanda e della fascia olivata di Assisi - Spoleto il traguardo sembra essere molto vicino. Per loro, infatti, si entra nella fase più delicata, la fase successiva al superamento della prima selezione avvenuta dopo la presentazione ufficiale della candidatura e cioè quella della presentazione del dossier ufficiale. Proprio sui dossier si giocherà la partita finale, perché ora che sono stati acquisiti dal Ministero, saranno esaminati dall’Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale, delle Pratiche Agricole e Conoscenze Tradizionali entro l’anno.

“Con la presentazione dei dossier ufficiali relativi alle candidature di Parco Regionale dell’Olivo di Venafro, di Trequanda e della fascia olivata di Assisi - Spoleto le nostre speranze diventano più concrete - ha commentato Enrico Lupi, presidente delle Città dell’Olio - ci auguriamo di poter festeggiare molto presto l’ingresso di altre tre delle 15 Città dell’Olio candidate nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali del Ministero Siamo convinti che la bellezza dei nostri oliveti costituisca un potente polo d’attrazione per costruire un’offerta turistica sempre più in grado di incuriosire e appassionare tutti i visitatori, non solo i cultori dell’olio”.

Potrebbero interessarti

Ambiente

Misurare la sostenibilità d'impresa: il progetto Ispra

Il dispositivo automatizza la generazione degli indicatori previsti dalla normativa e consente il download di report in formati standardizzati, garantendo piena interoperabilità con l'ESAP-European Single Access Point

03 marzo 2026 | 10:00

Ambiente

Stradivari: violini straordinari grazie agli abeti delle Alpi

Gli abeti cresciuti durante il Minimo di Maunder (1645–1715), con stagioni vegetative brevi e temperature basse, hanno generato legno particolarmente adatto alla costruzione di tavole armoniche

11 febbraio 2026 | 15:00

Ambiente

Le zanzare sempre più aggressive con l'uomo per la perdita dei boschi

Molte specie di zanzara preferiscono nutrirsi di persone piuttosto che della fauna selvatica diversificata della foresta. Questo comportamento aumenta drasticamente il rischio di diffondere virus pericolosi come la dengue e Zika

27 gennaio 2026 | 16:00

Ambiente

Il Sud Italia sotto assedio climatico: le regioni più vulnerabili, secondo il Centro Studi sui Cambiamenti Climatici

Sicilia, Sardegna e Calabria sono le aree italiane più esposte agli effetti del cambiamento climatico, con impatti diretti su infrastrutture, economia e sicurezza delle persone. Urge un piano integrato di adattamento climatico

24 gennaio 2026 | 16:00

Ambiente

Il 2024 nel Mediterraneo è l'anno più caldo degli ultimi 40 anni

Il caldo record del 2024 è stato preceduto da un consistente accumulo di calore tra la primavera del 2022 e l’estate del 2023. Marcato aumento dell’energia cinetica media e turbolenta delle correnti, in particolare nei bacini algerino, nord-occidentale e levantino

24 gennaio 2026 | 09:00

Ambiente

Eventi meteo estremi in aumento al 2100 in Italia

Nelle aree montuose si prevede un aumento delle temperature estive con punte fino a + 4,5 °C e fino a +3,5 °C in autunno nello scenario a più elevato impatto. Il clima tenderà a diventare generalmente più secco in tutte le stagioni, in particolare durante l’estate

27 dicembre 2025 | 09:00