Ambiente

Il 31% dei patrimoni ambientali dell'umanità minaccia di scomparire

Le esplorazioni per la ricerca di petrolio, gas e minerali mettono a rischio un terzo dei siti naturali tutelati dall'Unesco. Le situazioni più gravi in Africa e in Asia. In occidente a rischio "solo" il 10% di queste riserve di biodiversità

02 ottobre 2015 | C. S.

Il 31% dei siti naturali Patrimonio dell'umanità - 70 su 229 tra barriere coralline, parchi nazionali, riserve naturalistiche - è minacciato dalle esplorazioni per la ricerca di petrolio, gas e minerali. Un dato in crescita rispetto al 24% di un anno fa. A lanciare l'allarme è un nuovo rapporto del WWF, da cui emerge che il pericolo riguarda soprattutto i Paesi in via di sviluppo.

Dal parco nazionale del Virunga in Congo a quello del Lago Malawi, fino a uno dei più grandi parchi faunistici mondiali, la riserva Selous in Tanzania, 25 patrimoni mondiali su 41 (61%) sono interessati da attività o concessioni per le estrazioni. In Asia il problema riguarda 24 siti su 70 (34%), nell'America latina e caraibica 13 su 41 (31%). La situazione è meno grave in Occidente: in Europa e Nord America sono in pericolo 7 siti su 71 (10%). Tra questi il parco nazionale del Coto Donana, situato nell'estuario del fiume Guadalquivir, nel sud della Spagna, una delle zone umide più importanti d'Europa per l'unicità della biodiversità che ospita.

I siti naturali Patrimonio dell'umanità, che coprono meno dell'1% della superficie del Pianeta e hanno un valore eccezionale in termini di specie e paesaggi, corrono un rischio crescente di sfruttamento e di danni irreparabili, che a loro volta danneggiano le comunità dipendenti da questi luoghi per la sussistenza. La minaccia interessa anche alcuni degli animali più rari del Pianeta, come i gorilla di montagna e gli elefanti africani, i leopardi delle nevi, cetacei e le tartarughe marine.

Se questi siti e i loro ecosistemi rimanessero intatti, sottolinea il WWF, sarebbero preservate aree uniche che garantirebbero importanti benefici a lungo termine:

- 93% dei Natural World Heritage Sites garantiscono benefici legati al turismo e alla ricreazione;
- 91% garantisce interessanti sviluppi occupazionali e creazione di posti di lavoro
- 84% contribuisce e promuovere e diffondere cultura e istruzione

Potrebbero interessarti

Ambiente

Foreste urbane per ridurre l’impatto delle ondate di calore

Raggiungere almeno il 30 per cento di copertura arborea potrebbe diminuire significativamente l’impatto delle temperature elevate nelle città italiane, secondo uno studio condotto dal Cnr-Iret in collaborazione con il College of Environmental Science and Forestry della State University of New York

30 giugno 2026 | 10:00

Ambiente

Foreste europee in crescita, ma la materia prima resta la sfida strategica

L'Italia deve trasformare il proprio patrimonio forestale in una leva di sviluppo industriale. Serve una strategia per implementare un Sistema Prodotto Legno Nazionale

29 giugno 2026 | 14:00

Ambiente

Il riscaldamento globale accelera: la svolta dal 2013-2014

Una ricerca congiunta dell’Università dell’Aquila e del Cnr-Iia ha applicato un metodo statistico robusto all’analisi delle serie di temperature medie globali dei maggiori centri internazionali di ricerca climatica, evidenziando chiaramente un raddoppio del tasso di aumento dal 2013-2014

28 giugno 2026 | 11:00

Ambiente

La gestione della risorsa acqua in tempi di cambiamenti climatici

L’ Italia si scalda più velocemente della media mondiale ma continua a gestire allegramente l'acqua: è il Paese che ne preleva di più in Europa.  Gli eventi estremi sono quasi triplicati in sei anni

11 giugno 2026 | 09:00

Ambiente

Tutto intorno a un albero: accesso agli spazi naturali ai bambini

L'educazione ambientale passa dal potenziamento dell'offerta educativa del Giardino Botanico di Oropa e del Giardino di Cascina Oremo

09 giugno 2026 | 17:00

Ambiente

L'influenza dell'inquinamento azotato atmdoferico sulle foreste

L'inquinamento da azoto può accelerare o rallentare drasticamente la "respirazione" naturale dei terreni forestali. Ecco come influenza il modo in cui le foreste immagazzinano carbonio e affrontano il cambiamento climatico

09 giugno 2026 | 10:00