Ambiente
CSQA certifica la superficie forestale più piccola del mondo
04 giugno 2015 | C. S.
Il “Gruppo di Valorizzazione del Legno delle Piccole Dolomiti” ha ottenuto da CSQA la certificazione per la Gestione Forestale Sostenibile secondo lo schema PEFC. La certificazione di questo Gruppo (con i boschi cresciuti sulla catena prealpina vicentina) va ad aggiungersi alle 27 già esistenti corrispondenti a oltre 824.000 ettari, equivalenti alla superficie di tutta la regione Umbria.
La rilevanza di questa nuova certificazione è legata alla strategicità del territorio per due fattori fondamentali:
• da quest’area si otterrà pregiato legno di acero, tiglio, frassino e castagno per il mercato locale costretto, fino a oggi, ad approvvigionarsi di materiale certificato dal mercato estero;
• si tratta di un esempio di valorizzazione e di corretta gestione del territorio, che potrebbe trainare altre realtà simili.
Il progetto è stato finanziato dal mondo imprenditoriale e, in particolare, da un gruppo di aziende appartenenti al “Consorzio Legno Veneto” e guidate da Montagna F.lli srl di Montecchio Maggiore (VI) e da Profilegno srl di Quinto Vicentino (VI). Quest’ultima si è già distinta in passato per la propria attività di valorizzazione del castagno locale nella ristrutturazione della pavimentazione in legno di Villa Thiene a Quinto Vicentino (Fonte: www.pefc.it).
PEFC-Programme for Endorsement of Forest Certification schemes
PEFC è una Certificazione Forestale che si fonda sul rispetto dei criteri e degli indicatori definiti nelle Conferenze Ministeriali per la Protezione delle Foreste in Europa (Helsinki 1993, Lisbona 1998). Tra gli obiettivi: conservare la foresta come habitat per animali e piante, mantenere la funzione protettiva delle foreste nei confronti dell’acqua, del terreno e del clima, tutelare la biodiversità, verificare l’origine delle materie prime legnose, prevedere che le piante siano tagliate rispettando il naturale ritmo di crescita della foresta e che le aree vengano rimboschite o rigenerate e rinnovate naturalmente, tutelare i diritti e la salute dei lavoratori, favorire le filiere corte e garantire i diritti delle popolazioni indigene e dei proprietari forestali.
Lo schema PEFC certifica tutta la filiera legno
Nella fase produttiva CSQA certifica con lo schema GFS-Gestione Forestale Sostenibile (Sustainably Managed Forest) e valuta la gestione e l'uso delle foreste e dei terreni forestali in un'ottica di sviluppo sostenibile.â¨
Nella fase di trasformazione del prodotto l’ente si occupa di certificare secondo lo schema CoC - Catena di Custodia (Chain of Custody). È necessario garantire la rintracciabilità della materia prima legno certificata all'interno del processo di trasformazione e mantenere inequivocabile la provenienza da foreste certificate. CSQA, oltre all'accreditamento PEFC, ha ottenuto l'accreditamento ACCREDIA sia per la Gestione Forestale Sostenibile che per la Catena di Custodia PEFC.
“La PEFC - ha detto Pietro Bonato, Direttore Generale e AD di CSQA - è una garanzia che la materia prima legnosa, utilizzata per carta e prodotti in legno, derivi da foreste gestite in maniera sostenibile e certificate secondo principi specifici. Ci auguriamo che questa certificazione sia sempre più diffusa perché utilizzare il marchio PEFC sui prodotti certificati, sia per la GFS- Gestione Forestale Sostenibile che per la CoC - Catena di Custodia, significa acquisire maggiore visibilità e credibilità, con conseguente accesso sui mercati internazionali”.
“Questa che rappresenta la più piccola superficie certificata al mondo è un’eccellenza che deve essere segnalata anche per un’altra situazione - ha commentato Antonio Brunori, Segretario Generale del PEFC Italia - e cioè per la volontà di imprenditori locali di dare un valore aggiunto alle risorse naturali del proprio territorio, invece di cercarlo in altri Paesi, talvolta lontani migliaia di chilometri. Investire per promuovere le filiere corte, riducendo l’inquinamento e incrementando il valore aggiunto e la tutela dei boschi del proprio territorio rappresenta un esempio virtuoso di economia circolare che fa onore a questi imprenditori del settore legno. E visto che è legno certificato per la gestione sostenibile dei boschi d’origine, ci sono tutte le garanzie per promuovere anche delle politiche di acquisti verdi da parte delle Amministrazioni Pubbliche venete, implementando le direttive europee sul GPP, troppo spesso disattese anche a livello nazionale”.
Potrebbero interessarti
Ambiente
Improvvisa accelerazione del riscaldamento globale
Rimuovendo influenze naturali a breve termine come El Niño, eruzioni vulcaniche e cicli solari dai record di temperatura, il riscaldamento globale ha preso velocità negli ultimi dieci anni, secondo una nuova analisi del Potsdam Institute for Climate Impact Research
10 marzo 2026 | 16:00
Ambiente
Misurare la sostenibilità d'impresa: il progetto Ispra
Il dispositivo automatizza la generazione degli indicatori previsti dalla normativa e consente il download di report in formati standardizzati, garantendo piena interoperabilità con l'ESAP-European Single Access Point
03 marzo 2026 | 10:00
Ambiente
Stradivari: violini straordinari grazie agli abeti delle Alpi
Gli abeti cresciuti durante il Minimo di Maunder (1645–1715), con stagioni vegetative brevi e temperature basse, hanno generato legno particolarmente adatto alla costruzione di tavole armoniche
11 febbraio 2026 | 15:00
Ambiente
Le zanzare sempre più aggressive con l'uomo per la perdita dei boschi
Molte specie di zanzara preferiscono nutrirsi di persone piuttosto che della fauna selvatica diversificata della foresta. Questo comportamento aumenta drasticamente il rischio di diffondere virus pericolosi come la dengue e Zika
27 gennaio 2026 | 16:00
Ambiente
Il Sud Italia sotto assedio climatico: le regioni più vulnerabili, secondo il Centro Studi sui Cambiamenti Climatici
Sicilia, Sardegna e Calabria sono le aree italiane più esposte agli effetti del cambiamento climatico, con impatti diretti su infrastrutture, economia e sicurezza delle persone. Urge un piano integrato di adattamento climatico
24 gennaio 2026 | 16:00
Ambiente
Il 2024 nel Mediterraneo è l'anno più caldo degli ultimi 40 anni
Il caldo record del 2024 è stato preceduto da un consistente accumulo di calore tra la primavera del 2022 e l’estate del 2023. Marcato aumento dell’energia cinetica media e turbolenta delle correnti, in particolare nei bacini algerino, nord-occidentale e levantino
24 gennaio 2026 | 09:00