Ambiente
Allergie in aumento fino al 2050: invasione dei pollini di ambrosia
Da oggi al 2050 quadruplicheranno i pollini di ambrosia, e di altre specie allergeniche, nell'aria di mezza Europa. Il periodo peggiore per le allergie non sarà più la primavera ma la tarda estate
27 maggio 2015 | T N
I cambiamenti climatici influenzano la nostra vita quotidiana e lo faranno sempre più nei prossimi anni, se le previsioni del Cnrs francese si avvereranno.
Da oggi al 2050, infatti, è destinato ad aumentare di ben quattro volte il polline di ambrosia artemisiifolia, responsabile di allergie e rinite, congiuntivite e asma, laddove questa specie è già presente come nella pianura padana. I risultati hanno evidenziato anche un'estensione dell'area interessata dall'ambrosia verso il nord e il centro Europa fino alla Gran Bretagna, dove ora è trascurabile.
Senza dubbio una delle prime cause è da imputare ai famigerati cambiamenti climatici: così afferma lo studio pubblicato da Nature Climate Change.
"Circa un terzo di quest'aumento è dovuto alla dispersione naturale dei semi, ed è indipendente dai cambiamenti climatici", scrivono gli autori. "Il resto - aggiungono - è imputabile ai cambiamenti del clima e dell'utilizzo dei terreni che estenderanno l'habitat della pianta verso nord ed est Europa e che aumenteranno la produzione di pollini nelle aree dove è già presente a causa dell'aumento della CO2".
Nel corso della ricerca, gli autori hanno utilizzato due sistemi numerici per prevedere le modalità di dispersione dei semi di ambrosia sulla concentrazione atmosferica del polline. Il primo simula i futuri cambiamenti climatici, sulla base della quantità di gas serra che sarà potenzialmente emessa nei prossimi anni. Il secondo riproduce i fenomeni d’invasione dell’ambrosia e la produzione, il rilascio e la dispersione di polline nell'aria.
Questi mutamenti cambieranno anche la stagione di picco delle allergie, dalla primavera alla tarda estate, momento in cui l'ambrosia produce i granuli pollinici.
Gli scienziati francesi inoltre prevedono un aumento dei casi di sensibilizzazione al polline dell'ambrosia e un numero maggiore di persone che manifesteranno in futuro i sintomi di allergie.
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