Ambiente
La giornata per la biodiversità passata sotto silenzio mediatico
Nell'anno di Expo 2015, la giornata dedicata dall'Onu alla biodiversità è passata nuovamente sotto silenzio. Ma i motivi di allarme ci sarebbero: ben il 60% specie e il 77% habitat sono minacciati da surriscaldamento globale.
22 maggio 2015 | T N
La giornata mondiale delle biodiversità si celebra ogni 22 maggio.
Così volle l'Onu nel dicembre 2000, per commemorare l’adozione del testo della Convenzione con l’Atto di Nairobi.
Nell'anno di Expo 2015, che ha come tema nutrire il pianeta, si poteva certamente fare di più per ricordare l'importanza della biodiversità naturale, ed agraria.Non che manchino i temi di interesse. Ben il 60% specie e il 77% habitat sono minacciati da surriscaldamento globale.
L'edizione 2015 era tra l'altro dedicata alle isole e al loro patrimonio naturalistico, messo in pericolo da cambiamenti climatici, inquinamento e sfruttamento del suolo.
La biodiversità è ricchezza perché ci fornisce dal cibo alle medicine; le materie prime per l’industria e i prodotti di origine animale; è una fonte crescente per il turismo ecologico che in Italia nel 2014 ha fatto registrare un fatturato di oltre 11,8 miliardi di euro.
In Europa l'Italia custodisce il più grande tesoro di biodiversità, ma oltre il 20% rischia di sparire.
Circa la metà dei bacini idrici d’acqua dolce in Europa difficilmente raggiungerà il ”buono stato ecologico” nel 2015, come stabilito da una Direttiva del 2000. A incidere è anche l’innalzamento delle temperature che porterebbe all’estinzione entro il 2100 a una specie su sei di animali e piante (il 16%).
Secondo uno studio di Legambiente, inoltre, su un campione di 2807 specie italiane di spugne, coralli, squali, razze e coleotteri, ben 596 sono a rischio di estinzione. Per 376 specie, in particolare invertebrati o animali di ambiente marino, il rischio di estinzione è ignoto, ma la pressione esercitata su molte popolazioni animali, causata direttamente o indirettamente dalla pesca commerciale e sportiva, le ha ridotte numericamente già nei decenni passati.
Il ricco patrimonio dell'Italia rispetto a quello europeo vanta oltre il 30% di specie animali (58mila) e quasi il 50% di quelle vegetali (circa 8.000). Ma di tutta questa ricchezza "oltre il 20% delle specie è a rischio estinzione" sottolinea Legambiente. Una minaccia che produce effetti negativi anche sulla salute e le abitudini umane. Secondo Coldiretti, infatti, nel secolo scorso in Italia si contavano 8mila varietà di frutta mentre oggi si arriva a poco meno di 2.000 e di queste ben 1.500 sono a rischio scomparsa. In pratica a sparire dalla nostra tavola sono state tre varietà di frutta su quattro, ma grazie agli agricoltori molti vegetali sono stati salvati, dal mais rosso al pomodorino zebrato alle patate blu.
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