Ambiente
Una nuova schiera di cittadini in difesa del paesaggio rurale italiano
In Italia negli ultimi anni la popolazione che vive nelle campagne è aumentata di circa mezzo milione di individui e nei 6500 comuni rurali consumi e redditi sono vicini e talvolta superiori alla media nazionale
08 novembre 2013 | Francesco Presti
La parola paesaggio deriva da paese, termine che a sua volta deriva dal latino volgare pagensis, da pagus (=villaggio). Pagus in origine significava palo conficcato nel suolo, successivamente ha assunto il significato di zona rurale delimitata. In epoca cristiana pagano divenne sinonimo di non cristiano, perché nelle campagne il cristianesimo stentò a penetrare e in molti fuggirono dalle città alle campagne per poter seguire i loro culti e sfuggire alle persecuzioni.
Poi lentamente con l’industrializzazione e le conquiste tecnologiche le persone hanno iniziato a spostarsi dalle campagne alle città in cerca di un’opportunità o un reddito che la campagna non poteva più garantire. Attorno al 2008-2009 a livello planetario la popolazione delle città ha superato quella delle campagne. In Italia questo passaggio è avvenuto molti anni fa, nei paesi in via di sviluppo questo trend avanza con un ritmo incalzante. Tuttavia questo inesorabile cambiamento porta con se profonde conseguenze a livello sociale, economico e culturale.
Il paesaggio (risorsa difficilmente monetizzabile) è uno degli aspetti costantemente tralasciati nelle priorità di soggetti pubblici o privati che sviluppano attività produttive. Tuttavia la semplice osservazione di una zona più o meno vasta ci può fornire numerosi elementi sui rapporti che legano l’uomo e il territorio che abita, sulla pressione che le attività umane esercitano sull’ambiente, sul rapporto fra città e campagna. Il ruolo che l’agricoltura ha avuto e ha in questo processo è fondamentale: oltre alla produzione di cibo l’agricoltura produce biodiversità, difesa idrogeologica e fra molte altre cose anche il paesaggio. Inoltre negli ultimi anni l’agricoltura e il mondo rurale sono diventati custodi di una memoria storica fatta di tradizioni rurali, di prodotti tipici che esprimono il valore di un territorio; l’agricoltura svolge più o meno consapevolmente una funzione sociale ed economica che influenza la nostra percezione dell’ambiente e la qualità della nostra vita.
In Italia negli ultimi anni la popolazione che vive nelle campagne è aumentata di circa mezzo milione di individui e nei 6500 comuni rurali consumi e redditi sono vicini e talvolta superiori alla media nazionale. Questo “popolo” non è fatto di contadini ma di cittadini (difficilmente riunibili in un unico ceto sociale), generalmente con un buon livello di istruzione che decidono di vivere in campagna per una precisa scelta culturale in prospettiva di un diverso stile di vita. Anche in città si è svegliato un altro “popolo”, coloro che continuano a vivere in città ma che sentono il bisogno di dedicare parte del proprio tempo libero alla campagna svolgendovi attività ludiche, ricreative o culturali. Inoltre sono molti i consumatori che hanno sviluppato una coscienza critica che li indirizza verso il biologico, il km zero e i mercati di nicchia.
Alcuni secoli fa gli uomini fuggivano dalle città per continuare a professare il proprio Dio e sostanzialmente per essere lasciati in pace, oggi i molti “nuovi” abitanti delle campagne fuggono dalla città per vivere liberi da inquinamento e stress causati dalla città stessa e per avere un po’ di pace. Ma riuscirà questo popolo a difendere ciò che rimane del patrimonio agricolo e forestale? Riuscirà a fermare la selvaggia espansione delle città che si mangiano aree rurali per lasciare spazio a insediamenti e infrastrutture al servizio della città che degradano la campagna?
Riuscirà questo popolo a difendere il paesaggio?
Potrebbero interessarti
Ambiente
Stop al caldo fuori stagione: da metà settimana brusco calo delle temperature
L’ultima decade di settembre segna una netta svolta meteorologica. Dopo giornate ancora estive, con temperature localmente superiori ai 30 °C, aria più fresca dal Nord Europa raggiungerà progressivamente l’Italia, accompagnata da temporali anche intensi
22 settembre 2026 | 08:30
Ambiente
Le foreste sono una risorsa decisiva per la sicurezza alimentare globale
Un nuovo rapporto FAO evidenzia il ruolo di alberi e foreste nell’alimentazione, nella salute e nel reddito di oltre 5 miliardi di persone. Frutta, semi, funghi, tuberi e selvaggina contribuiscono alla qualità della dieta, ma il loro apporto resta ancora marginale nelle politiche agricole e nei sistemi statistici nazionali
21 settembre 2026 | 10:00
Ambiente
A fine settembre il primo assaggio d’autunno
L’anticiclone arretra sotto la spinta di un nuovo fronte atlantico. Tra il 22 e il 24 settembre aria più fresca raggiungerà anche l’Italia, ma senza trasformarsi in una vera irruzione artica
18 settembre 2026 | 10:45
Ambiente
Impollinatori in declino, le piante rischiano di perdere la capacità di adattarsi al clima
Possibile conflitto evolutivo tra la necessità di attirare gli impollinatori e quella di adattarsi al cambiamento climatico. In appena nove anni, il tasso di adattamento della popolazione studiata è crollato del 96%
10 settembre 2026 | 10:00
Ambiente
Il mare Mediterraneo è caldissimo, che autunno è legittimo prevedere
Le analisi del Consorzio LaMMA-CNR, con dati aggiornati a fine agosto 2026, indicano un’anomalia termica marina che interessa anche gli strati sotto la superficie: condizione, quest’ultima, che con le temperature atmosferiche eccezionalmente elevate può aumentare il potenziale degli episodi meteorologici intensi
07 settembre 2026 | 12:00
Ambiente
Addio al caldo africano: dal 9 settembre arriva la svolta, giù le temperature fino a 10 gradi
L’anticiclone subtropicale si prepara a lasciare il Mediterraneo dopo settimane di caldo opprimente. Da mercoledì 9 settembre una perturbazione atlantica dovrebbe aprire la strada a una rinfrescata generalizzata, con massime sotto i 30 °C dall’11 settembre e valori localmente inferiori alle medie stagionali a metà mese
07 settembre 2026 | 10:00
Diego Leva
12 novembre 2013 ore 00:03Peccato che molto spesso questi nuovi abitanti delle campagne portino con sè contrasti difficilmente gestibili. La stalla puzza? Ed allora vai con le denunce, si ara la sera per combattere la calura? Vai con le richieste al sindaco di proibire le lavorazioni della terra dopo le 23. Purtroppo queste persone che si trasferiscono in campagna hanno una visione della terra alquanto bucolica e lontana dalla realtà anni luce.