Ambiente
Rischio idrogeologico sul 10% della superficie italiana
09 ottobre 2013 | C. S.
A cinquant’anni dalla tragedia del Vajont, l’attenzione verso la salvaguardia del territorio resta scarsa e l’Italia si trova ancora a fare i conti con il problema mai risolto del dissesto idrogeologico. Eppure quello che sta accadendo in questi giorni al Centro-Sud, in particolare in Puglia nel Tarantino e in Basilicata nel Metapontino, rilancia l’urgenza di una vera politica di prevenzione ambientale. E’ quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
I disastri provocati dal maltempo, con inondazioni, frane, smottamenti, dimostrano quanto sia diventato necessario agire al più presto, visto che oggi il rischio idrogeologico in Italia coinvolge il 10 per cento circa della superficie nazionale e riguarda 6.633 comuni -ricorda la Cia-. Vuol dire che quasi un cittadino su dieci si trova in aree esposte al pericolo di alluvioni e valanghe.
Per questo oggi sono più che mai necessarie adeguate politiche di prevenzione del territorio, tanto più con questo clima impazzito, a cui affiancare una puntuale azione di vigilanza e di controllo delle situazioni a rischio. Noi aggiungiamo che una nuova politica di tutela ambientale -spiega la Cia- non potrà prescindere dal presidio degli agricoltori, la cui opera di manutenzione del territorio è fondamentale, soprattutto nelle aree marginali di collina e di montagna.
I terreni coltivati, infatti, insieme a quelli boschivi, giocano un ruolo essenziale per stabilizzare e consolidare i versanti e per trattenere le sponde dei fiumi, grazie anche alla loro elevata capacità di assorbimento, aiutando a scongiurare frane e cedimenti del terreno -sottolinea la Cia-. Purtroppo però la cementificazione selvaggia non solo ha cancellato negli ultimi vent’anni oltre 2 milioni di ettari di terreno agricolo, ma spesso questo processo non è neppure stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque.
Intanto -evidenzia la Cia- sale la conta dei danni al settore primario nel Tarantino. Si stimano già perdite per decine di milioni di euro: tra Ginosa, Castellaneta, Laterza e nei comuni della zona orientale da San Giorgio ad Avetrana, infatti, moltissimi ettari di ortaggi e vigneti da tavola e da vino, frutteti e agrumeti, sono stati del tutto distrutti; danneggiati anche capannoni e abitazioni. Inoltre la pioggia rende tuttora difficile la percorribilità delle strade rurali e gli accessi nelle aziende a causa della presenza di fango e detriti trasportati dalla violenza dell’acqua.
Anche in Basilicata si stanno quantificando i danni, specie alle infrastrutture rurali al servizio di aziende e famiglie. La Cia lucana sta avviando “iniziative di coordinamento dell’attività con la Cia del Tarantino e pugliese per unificare l’impegno rivolto al Governo, al Parlamento e alle due Regioni” affinché siano attivate tutte quelle misure urgenti per il riconoscimento dello stato di calamità naturale.
Potrebbero interessarti
Ambiente
El Niño da record, l’Europa sotto osservazione per la possibile svolta dell’inverno
Il forte El Niño in sviluppo nel Pacifico sta attirando l’attenzione di agricoltori e imprese. Ma per l’Europa il segnale è molto meno diretto: NAO, onde di Rossby, Atlantico e vortice polare possono modificare la risposta atmosferica. Ecco cosa sappiamo e cosa, invece, non è ancora possibile prevedere
30 settembre 2026 | 12:00
Ambiente
Stop al caldo fuori stagione: da metà settimana brusco calo delle temperature
L’ultima decade di settembre segna una netta svolta meteorologica. Dopo giornate ancora estive, con temperature localmente superiori ai 30 °C, aria più fresca dal Nord Europa raggiungerà progressivamente l’Italia, accompagnata da temporali anche intensi
22 settembre 2026 | 08:30
Ambiente
Le foreste sono una risorsa decisiva per la sicurezza alimentare globale
Un nuovo rapporto FAO evidenzia il ruolo di alberi e foreste nell’alimentazione, nella salute e nel reddito di oltre 5 miliardi di persone. Frutta, semi, funghi, tuberi e selvaggina contribuiscono alla qualità della dieta, ma il loro apporto resta ancora marginale nelle politiche agricole e nei sistemi statistici nazionali
21 settembre 2026 | 10:00
Ambiente
A fine settembre il primo assaggio d’autunno
L’anticiclone arretra sotto la spinta di un nuovo fronte atlantico. Tra il 22 e il 24 settembre aria più fresca raggiungerà anche l’Italia, ma senza trasformarsi in una vera irruzione artica
18 settembre 2026 | 10:45
Ambiente
Impollinatori in declino, le piante rischiano di perdere la capacità di adattarsi al clima
Possibile conflitto evolutivo tra la necessità di attirare gli impollinatori e quella di adattarsi al cambiamento climatico. In appena nove anni, il tasso di adattamento della popolazione studiata è crollato del 96%
10 settembre 2026 | 10:00
Ambiente
Il mare Mediterraneo è caldissimo, che autunno è legittimo prevedere
Le analisi del Consorzio LaMMA-CNR, con dati aggiornati a fine agosto 2026, indicano un’anomalia termica marina che interessa anche gli strati sotto la superficie: condizione, quest’ultima, che con le temperature atmosferiche eccezionalmente elevate può aumentare il potenziale degli episodi meteorologici intensi
07 settembre 2026 | 12:00