Ambiente

Dissesto idrogeologico: l'Italia non fa prevenzione e l'80% dei Comuni è a rischio

18 settembre 2013 | C. S.

Il dissesto idrogeologico ‘abita’ in Italia: 5.400 alluvioni e 11mila frane negli ultimi 80 anni; 70mila persone coinvolte da danni provocati dai dissesti e 30mila miliardi di euro di danni stimati. Numeri allarmanti, sottolinea il Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (CONAF) in occasione dell’apertura di Esonda (a Ferrara fino al 20 settembre). Fra i temi di maggiore interesse al Salone sul dissesto idrogeologico e il rischio idraulico in tempo di cambiamenti climatici, quello dell’attuazione della Direttiva Alluvioni (2007/60/CE). Il CONAF – che nella persona del presidente fa parte della Conferenza nazionale sul rischio idrogeologico (dove sono presenti associazioni ambientaliste, i comuni e altri ordini professionali) - è presente ad Esonda al padiglione 4, stand 71.

«Dalle cifre che abbiamo a disposizione – afferma Gianni Guizzardi, consigliere CONAF - si può dedurre che in Italia c’è ancora molto da fare per migliorare il lavoro di gestione del territorio e prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico. Questo appuntamento di Ferrara è un’occasione per fornire un contributo concreto alla riduzione del rischio idrogeologico e favorire un migliore governo del territorio».

Secondo un recente report del Ministero dell’Ambiente, sono ben 6.633 i comuni italiani in cui sono presenti aree a rischio idrogeologico,l’82% del totale. La superficie delle aree ad alta criticità idrogeologica si estende per 29.517 kmq, il 9,8% dell’intero territorio nazionale, di cui 12.263 kmq (4,1% del territorio) a rischio alluvioni e 15.738 kmq (5,2% del territorio) a rischio frana. E dall’indagine Ecosistema Rischio 2011 emerge che ben 5 milioni di cittadini si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane o alluvioni.

«Nel nostro paese – spiega il dottore forestale Fabio Palmeri - è mancata quasi completamente negli ultimi anni una seria e diffusa politica di prevenzione, mettendo a disposizione risorse finanziarie solo a “disastro avvenuto”. Per superare questa dimensione dell’emergenza è necessario appunto passare ad una politica di prevenzione, quindi ad una gestione più accorta del territorio attraverso una pianificazione che abbia come primario criterio guida, la gestione sostenibile e duratura del territorio, riconoscendolo come risorsa da proteggere e da gestire piuttosto che da sfruttare. Un valido intervento di “prevenzione” per evitare il verificarsi di calamità sta proprio nella manutenzione e nella cura del territorio a rischio di alluvioni, frane e terremoti e del suo costruito. Dal punto di vista economico, investimenti continui e congrui per la messa in sicurezza del territorio prevengono da eventuali fenomeni di dissesto idrogeologico, evitando perdite di vite umane, e dallo stanziamento di fondi destinati a riparare dei danni causati da un evento calamitoso di natura idrogeologica». Al tema del dissesto idrogeologico è legato quello della vegetazione: «La funzione della vegetazione – prosegue Palmeri -, non è solo quella di trattenere le particelle di suolo tramite l’apparato radicale, ma anche di trattenere acqua regolando quindi il deflusso e le eccedenze idriche ed evitando asportazioni di materiale terroso. La protezione del suolo da parte della vegetazione si manifesta principalmente secondo due modalità: limitando e rallentando lo scorrimento superficiale dell’acqua ed intercettando e frenando la velocità delle gocce d’acqua che attraversano l’apparato fogliare. L’associazione delle opere di ingegneria naturalistica con rinverdimenti e piantumazione di talee rende questi manufatti particolarmente efficaci nel controllo del dissesto idrogeologico ed un valido strumento da utilizzare nella gestione del territorio».

Potrebbero interessarti

Ambiente

In Italia oltre 1,1 milioni di ettari di bosco certificati

PEFC Italia presenta il Rapporto 2026 sulla certificazione di gestione forestale sostenibile: a fine 2025 sono 1.124.507,48 gli ettari di superficie certificata PEFC, in crescita di 63.447,98 ettari (+6%) rispetto al 2024

22 marzo 2026 | 11:00

Ambiente

I disturbi sulle foreste europee potrebbero raddoppiare entro la fine del secolo

Incendi, tempeste, infestazioni di insetti xilofagi: sono queste le principali minacce alle foreste europee, secondo uno studio internazionale pubblicato su Science,, che ha fornito la valutazione più completa sull’evoluzione dei disturbi forestali in Europa fino al 2100

19 marzo 2026 | 09:00

Ambiente

Improvvisa accelerazione del riscaldamento globale

Rimuovendo influenze naturali a breve termine come El Niño, eruzioni vulcaniche e cicli solari dai record di temperatura, il riscaldamento globale ha preso velocità negli ultimi dieci anni, secondo una nuova analisi del Potsdam Institute for Climate Impact Research

10 marzo 2026 | 16:00

Ambiente

Misurare la sostenibilità d'impresa: il progetto Ispra

Il dispositivo automatizza la generazione degli indicatori previsti dalla normativa e consente il download di report in formati standardizzati, garantendo piena interoperabilità con l'ESAP-European Single Access Point

03 marzo 2026 | 10:00

Ambiente

Stradivari: violini straordinari grazie agli abeti delle Alpi

Gli abeti cresciuti durante il Minimo di Maunder (1645–1715), con stagioni vegetative brevi e temperature basse, hanno generato legno particolarmente adatto alla costruzione di tavole armoniche

11 febbraio 2026 | 15:00

Ambiente

Le zanzare sempre più aggressive con l'uomo per la perdita dei boschi

Molte specie di zanzara preferiscono nutrirsi di persone piuttosto che della fauna selvatica diversificata della foresta. Questo comportamento aumenta drasticamente il rischio di diffondere virus pericolosi come la dengue e Zika

27 gennaio 2026 | 16:00