Ambiente

La mancanza di acqua uccide più di una guerra

22 marzo 2013 | C. S.

“La mancanza d’acqua uccide di più di una guerra. Oggi oltre un miliardo di persone nel mondo hanno sete, mentre in più di 2,4 miliardi non possono contare sulla disponibilità di una risorsa sicura e incontaminata e di questi ben 8 milioni muoiono a causa di malattie legate all’oro blu. Ma il peggio è che l’incremento demografico e la crescente urbanizzazione faranno lievitare la domanda di questo bene prezioso, non solo per il consumo diretto, ma soprattutto per la produzione di cibo, che dovrà aumentare tra il 70 e il 100 per cento entro il 2050, quando ad abitare il Pianeta saremo in 9 miliardi”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua.

“Quest’anno il ‘World Water Day’ -ha aggiunto Politi- ha un'importanza ancora maggiore, perché il 2013 è l’Anno internazionale della cooperazione nel settore idrico. Davanti alla sfida della sicurezza alimentare globale, la disponibilità di acqua gioca un ruolo fondamentale. E, purtroppo, i cambiamenti climatici modificheranno sensibilmente la qualità e la disponibilità delle risorse idriche e ciò, a sua volta, avrà ripercussioni sulla produzione alimentare, dove proprio l'acqua è un elemento essenziale: si pensi che nel mondo oltre l’80 per cento dei terreni agricoli è irrigato dall’acqua piovana”.

“L’agricoltura, se si garantiscono risorse idriche adeguate e se soprattutto si assicura l’accesso all’oro blu può giocare -ha rimarcato il presidente della Cia- un ruolo decisivo nella lotta alla fame nel mondo. Ed è per questo che rinnoviamo il nostro appello per più agricoltura in grado di dare risposte adeguate all’esigenza di cibo nel Pianeta”.

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