Ambiente

I boschi sono il “capitale verde” della Terra. Ma in Italia solo il 2% è sfruttato al meglio

21 marzo 2013 | C. S.

ll bosco è un patrimonio straordinario per l’uomo. Un solo ettaro di superficie coperta di alberi è in grado di assorbire mediamente 2 tonnellate l’anno di anidride carbonica, liberando una tonnellata di ossigeno e producendo 100 quintali di legna da taglio. Un serbatoio unico di aria pulita, energia e biodiversità, che però in Italia è gestito attraverso un’adeguata pianificazione solo per il 2 per cento della sua estensione. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in occasione della Giornata internazionale delle Foreste proclamata dalle Nazioni unite.

 

L’Italia è ricoperta di alberi per più di un terzo dello Stivale. Si tratta - sottolinea la Cia- di una superficie boschiva pari a circa 11 milioni di ettari, il 36,2 per cento del totale. Ma nonostante l’invidiabile ricchezza boschiva della nostra penisola, in costante aumento da più di mezzo secolo, solo una porzione minimale di questo è gestita in modo efficiente. Basti pensare che se l’81 per cento di boschi italiani è disponibile al prelievo di legna, per una produzione annua fino a 37 milioni di metri cubi, oggi se ne sfrutta adeguatamente solo il 2 per cento, ricavando un totale di 7-8 milioni di metri cubi nei dodici mesi: appena il 20 per cento dell’incremento legnoso annuo, contro il 65 per cento della media europea.

 

Una gestione attiva del bosco -spiega la Cia- comporta di lavorare costantemente alla sua rigenerazione, prelevando annualmente una percentuale di biomassa legnosa e assicurandogli così uno sviluppo adeguato. In questo modo si preservano tutte le potenzialità insite nelle foreste, da quelle ambientali a quelle di tipo economico.

 

Dal benessere di un bosco dipende anche l’equilibrio idrogeologico del suolo e la stabilità dei versanti su cui poggia. E un monitoraggio efficace permette anche di prevenire, almeno in parte, tutti quei fattori che ne minacciano l’esistenza. Primi fra tutti gli incendi, che solo nel 2012 da gennaio a settembre hanno generato un “bollettino” di danni pesantissimo: 97 mila gli ettari di superficie bruciata, di cui 46 mila ricoperta da boschi, con un incremento record del 130 per cento rispetto all’anno scorso.

 

Ma non solo, il bosco è anche uno degli elementi fondamentali del nostro paesaggio. E come tale costituisce un potenziale economico straordinario, anche dal punto di vista turistico e culturale. Per questo -conclude la Cia- è sempre più indispensabile programmare una gestione attiva del patrimonio forestale nazionale, che dia al settore agro-forestale gli strumenti idonei per assicurare la tutela dei boschi, in un adeguato equilibrio tra conservazione e utilizzo.

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