Mondo Enoico

Ventata di novità per il settore vitivinicolo

Aperta anche al vino la borsa merci telematica per scambiare prodotti “da tavola” ma anche a denominazione d’origine proprio mentre Napolitano firmava la riforma del settore

10 aprile 2010 | Graziano Alderighi

E’ legge.
Il Presidente Napolitano, quasi come grazioso omaggio al settore a cui ha fatto visita in occasione del Vinitaly, ha promulgato il decreto legislativo che dopo 18 anni, manda in pensione la 164/92 per aprire la strada a un nuovo modello di gestione delle denominazioni d’origine.

Queste le principali novità:
- l’introduzione di strumenti di semplificazione amministrativa per gli svariati adempimenti procedurali a carico dei produttori vitivinicoli;
- la promozione di un elevato livello qualitativo e di riconoscibilità dei vini a denominazione di origine e a indicazione geografica;
- la trasparenza e la tutela dei consumatori e delle imprese rispetto ai fenomeni di contraffazione, usurpazione e imitazione;
- la ridefinizione del ruolo del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini;
- la revisione del sistema dei controlli e del sistema sanzionatorio, sulla base di criteri di efficacia ed effettiva applicabilità.

“Con il varo di questa norma – ha dichiarato il Ministro Zaia – diamo fondamenta solide alle imprese che producono qualità e che si trovano a dover affrontare oggi nuove importanti sfide; miglioriamo il sistema dei controlli nel segno di una maggiore trasparenza e adeguiamo le norme alla riforma dell’Organizzazione Comune di Mercato del vino. La riforma è il frutto di un lavoro condiviso con le Regioni e le Province autonome e con tutta la filiera: abbiamo costruito insieme un pezzo importante del futuro del vino Made in Italy”.

Nel frattempo un’altra importante novità veniva annunciata proprio al Vinitaly: la possibilità di scambiare vino attraverso la borsa merci telematica.
La Bmti, istituita nel 2006, è un mercato telematico nazionale regolamentato dei prodotti agricoli, agroalimentari e ittici, realizzato attraverso una piattaforma telematica. Si tratta di una serie di sistemi di contrattazione per la negoziazione di merci e derrate accessibile da tutti i soggetti interessati grazie a internet e a postazioni remote predisposte dalla società di gestione. Un mercato telematico che conta già 41 prodotti agroalimentari transati e nel 2009, come ha ricordato il Presidente della Borsa, Bettoni, “ha visto una forte espansione con un incremento del 113% del numero dei contratti, una crescita del 55% del valore degli scambi e un milione di tonnellate di merci transate, il doppio rispetto l’anno precedente”.

I singoli operatori, una volta ottenuto l’accredito dalla Bmti Scpa, la società di gestione del mercato telematico, potranno quindi contrattare diverse tipologie di vini che vanno dal Vino “da tavola” all’Igt, al Doc, Docg, siano essi bianchi, rossi, rosati, frizzanti o spumanti, e quelli rientranti nelle categorie previste dalla normativa comunitaria. Ogni mercato è gestito da un apposito Regolamento speciale di prodotto che disciplina le condizioni della negoziazione telematica, le caratteristiche merceologiche del prodotto, le modalità di adempimento così come qualsiasi altro evento o fatto successivo alla conclusione del contratto che possa incidere sullo stesso. L’accesso alla piattaforma di contrattazione è riservato ai soggeti abilitati all’intermediazione (Sai) che hanno la funzione di raccogliere e gestire gli ordini dagli operatori accreditati.

“La Borsa telematica rappresenta un sistema aperto, efficace e soprattutto trasparente – ha sottolineato il vicedirettore generale sviluppo agroalimentare, qualità e tutela del consumatore del Mipaaf, Riccardo Deserti -: facilmente accessibile, esso offre delle garanzie sulla qualità e la certezza dell’origine del prodotto. Inoltre, esso permette anche una riduzione dei costi con l’assicurazione del credito (il 65% della merce) e la fatturizzazione delle operazioni attraverso l’accordo con alcuni istituti di credito”. L’obiettivo, come ha concluso Deserti, “è creare in futuro una Borsa telematica agroalimentare mondiale, magari da presentare già all’Expo 2015”.

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