Mondo Enoico

Fiat lux, nasce l'Accademia dell'alberello pugliese

E' stato fatto un significativo passo avanti nel tentativo di mantenere in essere uno stile e un modo di coltivare la vite secondo i valori della tradizione. Ora si punta a conseguire un contributo annuale per ettaro. Non un mero sussidio, precisa Angelo Maci, ma un incentivo per la conservazione del paesaggio

06 marzo 2010 | T N

Uno dei massimi luminari della vitivinicoltura mondiale, il professor Mario Fregoni, lo ha sempre detto e scritto: salvare l'alberello pugliese equivale a tenere in piedi la viticoltura di qualità. Ora, dopo anni di insistenze da parte di alcuni operatori pugliesi, ha visto finalmente la luce, ufficialmente, l'Accademia dell'alberello pugliese.

Sotto il sigillo del notaio Francesco Di Gregorio, è stata infatti sancita la nascita dell’Accademia. Si tratta di un organismo dotato di un comitato scientifico e che ha tra i soci fondatori il Presidente della Cantine Due Palme Angelo Maci, promotore tra i più convinti della costituzione dell’Accademia.

Maci si dichiara soddisfatto, ma avverte: "siamo consapevoli che i costi di gestione per portare a produzione un vigneto ad alberello superano di gran lunga i ricavi e che la riconversione in molti casi è indispensabile. Eppure la tutela del nostro territorio viticolo, quanto quella delle modalità storiche di allevamento delle stesse piante, come l’alberello pugliese e i vitigni autoctoni così impostati, sono la nostra unica vera arma per competere con gli altri paesi produttori".

Vale lo stesso discorso che era stato fatto tempo fa con l'olivicoltura pugliese. "Così come è stato riconosciuto per gli ulivi secolari e monumentali di Fasano e Ostuni, come pure per l’oasi di Torre Guaceto e per la Murgia barese, anche il nostro alberello pugliese - incalza Angelo Maci - va tutelato, salvaguardato e incoraggiato". Ma in modo convinto: "con un contributo annuale per ettaro", precisa Maci. "Un contributo da corrispondere al viticoltore in quanto incentivo per la conservazione del patrimonio paesaggistico e non in quanto mero sussidio”.

Non è un caso che Maci, il presidente di Cantine Due Palme, nonché del Consorzio del Salice Salentino, abbia fortemente voluto la costituzione dell’Accademia dell’Alberello Pugliese, creatura a cui ha lavorato negli ultimi anni, a cui possono aderire tutti i proprietari e produttori di vitigni ad alberello, periti agrari, agronomi, enologi e ricercatori.

“Pensare che in Australia sono sufficienti – ha precisato Maci - appena 50 ore di lavoro meccanizzato per gestire un ettaro di vigneto, mentre nei nostri territori italiani sono necessarie anche mille ore di lavoro, ci fa riflettere su che tipo di concorrenti abbiamo in ambito mondiale. Il nostro punto di forza è e deve continuare ad essere la qualità, lo stretto legame tra il nostro vino ed il territorio, la storia e la cultura della nostra terra”.

Per questo, sotto il sigillo del notaio Francesco Di Gregorio è stata sancita la nascita dell’Accademia dell’Alberello Pugliese. Soci fondatori sono appunto il presidente di Cantine Due Palme Angelo Maci (promotore della costituzione dell’Accademia), il Presidente della Cantina sociale di San Donaci, Marco Pagano, il Presidente della Cantina Risveglio Agricolo, Giovanni Nardelli. Ma c'è anche il mondo istituzionale, quello che il professor Fregoni aveva bacchettato per esempio nel 2005, nel corso di un incontro pubblico (link esterno) sostenendo come la “Puglia avesse un cadavere: l’alberello”.

Ora forse è diverso? Intanto, a far parte dei soci fondatori c'è l’Assessore regionale all’agricoltura Dario Stefano, il Presidente della provincia di Lecce, Marco Maria Gabellone, il Sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti, il Sindaco di Novoli, Oscar Marzo Vetrugno, il Sindaco di Cellino San Marco, Claudio Pezzuto, il Sindaco di Lecce, Paolo Perrone, il Sindaco di Squinzano, Giovanni Marra, il Sindaco di Salice Salentino, Donato Demitri, il Sindaco di San Pietro Vernotico, Giampietro Rollo.

L'Accademia dell'alberello pugliese ha anche una struttura solida alle spalle, facendo perno su un Comitato Scientifico di cui fanno parte Sergio Pede, Margherita Caroli (U.O. di Igiene e Nutrizione, Dip. di Prevenzione ASL Brindisi) e Alessandro Distante (Ordinario presso l’Università di Pisa ed ISBEM di Brindisi).

Componenti del Comitato Tecnico sono invece Donato Antonacci (Dirett. Ist. Sperim. di Turi), Paolo Amirante (docente ordinario dell’Università di Bari), Cosimo Lacirignola, (Direttore Istit. Agronom. Meridionale di Valenzano), Antonio Calò (Docente della Sezione Sperimentale della Viticoltura di Conegliano Veneto, nonché Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino), Vittorio Marzi (Presidente dell’Accademia dei Georgofili Sez. Sud/Est ed ordinario presso l’Univ. degli Studi di Bari), Francesco Zito (vice Comandante Interreg. dei Carabinieri del Triveneto e dell’Emilia Romagna) e Cosimo Durante (Sindaco del Comune di Leverano).

Vedremo cosa verrà fuori in futuro. Intanto il primo passo è stato fatto, restano da fare i passi successivi.

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