Mondo Enoico

ANDAMENTO VENDEMMIA 2003. I PARERI DI MARTELLI PER ASSOENOLOGI E RIVELLA PER L'UNIONE ITALIANA VINI

Gelate primaverili, temperature record in estate e siccità hanno in parte compromesso la raccolta. I principali osservatori stimano circa 47 milioni di ettolitri di vino

13 settembre 2003 | T N

Andamento stagionale
Sicuramente anomalo l’andamento stagionale in questa annata. Le gelate in aprile, sebbene non abbiano compromesso i raccolti, hanno danneggiato in particolare i vitigni più precoci, che erano già in pieno risveglio vegetativo dopo le temperature miti registrate alla fine dell’inverno.
Peronospora e oidio non hanno rappresentato il solito spauracchio per i viticoltori, infatti queste malattie fungine sono state contenute da elevate temperature e assenza di piogge. Da segnalare solo il diffondersi della flavescenza dorata nel nord del Piemonte e attacchi di tignola in Abruzzo.
Dal punto di vista fitosanitario le condizioni climatiche hanno rappresentato un vantaggio, purtroppo le alte temperature e la siccità molto prolungata hanno ridotto la grandezza degli acini e la resa dell’uva in vino.
Giuseppe Martelli, presidente dell'Assoenologi
Caratteristiche delle uve e previsioni
Il grado alcolico è alto (anche oltre i 24º brix in alcune zone della Sicilia) e generalmente superiore rispetto all’anno passato. Il tenore di acidità, mediamente basso, potrebbe creare qualche problema durante la vinificazione e compromettere i profumi dei vini.
Dopo che la vendemmia è iniziata in ogni parte del nostro paese, con almeno 10 giorni di anticipo rispetto alle consuetudini sono usciti i dati previsionali per l’Italia delle organizzazioni agricole, vitivinicole e professionali:
Assoenologi 46,85 milioni di ettolitri (+5% su 2002)
Uiv / Ismea 46,34 milioni di ettolitri (+4% su 2002)
Confagricoltura 47 milioni di ettolitri (+5,5% su 2002)

Rispetto all’anno passato le regioni del Sud sembrano aver sofferto meno il caldo e la siccità e mostrano un incremento della produzione nell’ordine del 10-15 per cento. Anche nel nord-est la produzione dovrebbe essere superiore rispetto al 2002 di circa il 5 per cento. Lombardia, Lazio e Marche dovrebbero far segnare un -5-10 per cento rispetto all’anno scorso.
Situazione controversa in Toscana, dove domina il sangiovese, che per Uiv e Ismea ha sofferto le gelate primaverili e i caldi estivi (-10 per cento su 2002) mentre Assoenologi riscontra un lieve aumento +5 per cento rispetto al 2002.

Previsioni (migliaia di ettolitri)


Situazione in Europa:
Le valutazioni in Francia sono state ritoccate al ribasso dallo Scees prevedendo un decremento della produzione del 10/15% sul 2002 (quindi 47 milioni di ettolitri contro i 52 del 2002).
In Spagna le prime stime fanno prevedere una defezione quantitativa nel Nord ed un deciso incremento nel Centro Sud, con qualità molto eterogenea e scarsa resa uva/vino.
In calo Portogallo, Grecia e Germania, quest'ultima del 10%, tanto da ipotizzare un quantitativo sui 9 milioni di ettolitri contro gli abituali 10.
La situazione europea non è stata quindi molto diversa da quella italiana, caratterizzata da caldi intensi e persistenti e carenza d’acqua. Un’altra estate dei record anche secondo i metereologi.

Opinioni e valutazioni del Dott. Martelli, presidente dell’Associazione Enologi ed Enotecnici Italiani, e del Dott. Rivella, presidente dell’Unione Italiana Vini.
Ezio Rivella, presidente dell'Unione Italiana Vini
- Quali aree italiane hanno risentito maggiormente di quest’estate infuocata? Quali i vitigni?
Martelli: I dati scaturiti dai rilievi fatti in giugno erano eccellenti da Bolzano a Pantelleria sia quantitativamente che qualitativamente. Con luglio le valutazioni qualitative sono scese all’ottimo, ma con la sicurezza che le consuete piogge estive avrebbero riportato ai massimi livelli la situazione. Purtroppo invece il mese di luglio e quasi tutto quello di agosto sono stati inesorabili, in particolar modo al Centro Nord, “bruciando” molte speranze. Poteva essere una vendemmia memorabile sia per qualità che per quantità, sarebbe bastato che l’estate ci avesse regalato meno sole e qualche pioggia, ma così non è stato ed il recupero in alcune zone e per certe tipologie diventa ora sempre più difficile.
Rivella: Certamente ne hanno risentito meno le aree che hanno impianti di irrigazione a goccia e si avvantaggiano di questo mezzo tecnico, quindi Toscana e Centro Sud. Al Nord vi sono state piogge ma non a sufficienza tranne in qualche enclave come Friuli e alcune zone del Piemonte.
In genere a soffrire maggiormente sono stati i vitigni bianchi, quelli a bacca rossa sicuramente meno.
- I problemi di vinificazione/invecchiamento quanto potranno incidere sul futuro prodotto?
Martelli: Siamo all’inizio della vendemmia, i primi rilievi di campagna e le analisi enochimiche di laboratorio ci permettono di sviluppare una serie di previsioni. Le uve, in media, presentano contenuto zuccherino elevato, ma con carente forza acida ed un quadro aromatico scostante.
Per i vini bianchi si prevede una discreta freschezza ed una certa potenzialità olfattiva solo per quelli ottenuti da uve che non hanno sofferto la siccità e cioè provenienti da vigneti soccorsi con adeguate irrigazioni nei periodi più critici o ubicati in zone meno soleggiate.
I vini rossi hanno invece ancora diverse possibilità di recupero in particolar modo quelli ottenuti dalle uve che saranno vendemmiate dopo il 20 settembre, per i quali non si dispera di raggiungere livelli qualitativi di vivo interesse a patto che le prossime settimane decorrano con temperature meno calde, con escursioni notturne di un certo rilievo e, soprattutto, con adeguate precipitazioni.
Rivella: Il grado di maturazione non ottimale, alte gradazioni alcoliche e tenori di acidità più bassi del solito daranno molto da fare in cantina. Ne usciranno probabilmente vini un po’ squilibrati, concentrati con qualche manchevolezza nell’eleganza e armonia. Questo il rischio. La mancanza di acidità, la non perfetta maturazione e quindi un non ottimale equilibrio non sono favorevoli a vini rosi di grande struttura quanto piuttosto a vini liquorosi come il Recioto. I vini bianchi saranno molto forti, strutturati, da invecchiamento, non adatti “easy to drink”.
- Un’altra annata deludente dal punto di vista quantitativo. Quale sarà la qualità dei vini 2003?
Martelli: Non siamo di fronte ad un’annata da dimenticare, anzi, ma sinceramente ci aspettavamo di più, quindi qualitativamente parlando certamente sarà un’annata migliore di quella passata ma lontana dai livelli del 1997.
La situazione è molto eterogenea, a macchia di leopardo, nel senso che in una stessa regione il mediocre si scontra con l’ottimo ed il medio si alterna con il buono.
Giusto ottimismo rimane per i vini che saranno ottenuti da uve a bacca rossa vendemmiate tardivamente, per i quali sono ancora possibili livelli di tutto rispetto, a patto però che nelle prossime settimane le condizioni climatiche e meteoriche decorrano favorevolmente.
Rivella: I dati forniti sono anche ottimistici, dove la vendemmia sta procedendo si raccoglie il 60% in meno rispetto al normale. Ci saranno sicuramente delle revisioni al ribasso.
Tuttavia non è certo un’annata scadente, ma anzi importante, anche considerando che le condizioni nel resto dell’Europa non sono certo migliori. Inoltre l’Italia è capace di fornire vini che sanno rispondere molto bene alle caratteristiche richieste dal mercato internazionale, vini molto concentrati, da bere al bicchiere e non a bottiglie.

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