Mondo Enoico

Utilizzare l'anidride carbonica al posto dell'anidride solforosa in cantina

Utilizzare l'anidride carbonica al posto dell'anidride solforosa in cantina

Con l'utilizzo della CO2 vi è una diversa dinamica della fermentazione alcolica, con benefici sui composti volatili e gli aromi floreali. Buone notizie anche sul fronte del colore che si mantiene saturo per un anno

23 settembre 2021 | R. T.

L'anidride solforosa (SO2) ha un'importanza significativa in enologia per le sue proprietà antiossidanti e antibatteriche. Dal punto di vista sensoriale, la SO2 può dare sapori e odori sgradevoli al vino e anche la presenza di solfiti nei vini può portare a reazioni pseudo-allergiche in alcune persone. Ecco perché l'Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV) ha ridotto i limiti massimi della SO2 totale nei vini.

La scienza enologica si sta interessando da qualche anno alla possibilità di ridurre l'utilizzo di anidride solforosa in cantina, con altre tecniche. In Spagna hanno pensato all'utilizzo di anidride carbonica in fase di fermentazione.

Saturando i mosti con CO2 e diminuendo le dosi di SO2, la fermentazione alcolica inizia prima e avviene più lentamente, il che offre un vantaggio per l'auspicabile formazione e conservazione degli aromi.

Nessuna variazione tecnologicamente importante nei parametri enologici abituali è stata osservata nei vini appena imbottigliati saturando i mosti con CO2 e diminuendo le dosi di SO2.

Per quanto riguarda il colore, bisogna notare che tutti i vini di entrambe le varietà avevano valori di luminosità simili e che la saturazione dei mosti con CO2 ha prodotto vini con toni più verdi e la diminuzione delle dosi di SO2 con più note gialle.
Dopo 12 mesi i vini di entrambe le varietà evolvono in modo favorevole, un colore leggermente più intenso, ma non si vedono note di ossidazione.

In relazione alla composizione volatile, la saturazione dei mosti con CO2 e la riduzione delle dosi di SO2 hanno prodotto vini con maggiori concentrazioni di composti responsabili delle note fruttate e floreali.

Il controllo efficace dei batteri dell'acido acetico nel tempo è stato dimostrato poiché l'acidità volatile di questi vini è simile a quella dei vini di controllo e non aumenta l'anno dell'imbottigliamento.

Potrebbero interessarti

Mondo Enoico

Vino italiano, giacenze in crescita a 41 milioni di ettolitri nei registri telematici

Il report ICQRF al 30 settembre 2026: il Veneto resta il primo serbatoio nazionale con il 24,9% del vino, trainato da Treviso e Verona. Balzo dei mosti (+50,5%) e dei vini nuovi ancora in fermentazione (+92,8%). Il Prosecco è la denominazione più detenuta con 3,3 milioni di ettolitri

23 ottobre 2026 | 11:00

Mondo Enoico

Potenziata la confusione vibrazionale contro la cicalina della Flavescenza dorata della vite

Due vigneti sperimentali in Trentino, nuovi emettitori e sistemi di alimentazione solare più efficienti per studiare una difesa sostenibile da Scaphoideus titanus. La ricerca sulla biotremologia ottiene intanto un riconoscimento internazionale con una pubblicazione su Nature Reviews Methods Primers

22 ottobre 2026 | 10:00

Mondo Enoico

Droni tra i filari: al via i test con droni d'avanguardia per il Progetto DROLig

Uno dei traguardi primari del Progetto DROLig è sviluppare un sistema di distribuzione adattato alle complesse caratteristiche territoriali locali, spesso segnate da forte pendenza, terrazzamenti e continui cambiamenti di tipologia del suolo e della vegetazione

18 ottobre 2026 | 10:00

Mondo Enoico

Gestione della peronospora della vite in un'annata di forte pressione del fungo

In due annate di prove la strategia biologica che ha funzionato meglio ha combinato il lievito PT22AV (formulato YSY®), rame proteico ed estratti vegetali, con applicazioni avviate già dalle prime fasi vegetative. Serve prevenzione precoce e miscele a più meccanismi d’azione, non il singolo prodotto

16 ottobre 2026 | 12:00

Mondo Enoico

Grande Franciacorta: la proposta per un nuovo distretto sostenibile del vino in Lombardia

Uno studio dell'Università di Scienze Gastronomiche propone di unire Franciacorta e Oltrepò Pavese sotto un'unica denominazione, "Grande Franciacorta", per coniugare crescita, sostenibilità ambientale e competitività sui mercati internazionali

12 ottobre 2026 | 16:00

Mondo Enoico

Virus della vite e potenziale enologico: sfatato il mito del miglioramento qualitativo

Analizzato l'impatto delle infezioni virali multiple (GPGV, GFLV, GLRaV-1 e GLRaV-3) sul Pinot grigio. Le coinfezioni virali compromettono gravemente la resa e il profilo metabolico del mosto, con ripercussioni significative anche sulle performance fermentative e sulle caratteristiche organolettiche del vino

06 ottobre 2026 | 15:00