Mondo Enoico
L’EUROPARLAMENTO APPROVA LO ZUCCHERAGGIO NELLE REGIONI VITICOLE DOVE È TRADIZIONALMENTE PRATICATO
Un colpo al cerchio e uno alla botte. Autorizzato l'uso di saccarosio e confermati gli aiuti al mosto concentrato. Un grado alcolico prodotto in vigna costa però fino a dieci volte in più quello ottenuto con lo zucchero
10 marzo 2007 | Graziano Alderighi
Sì allo zuccheraggio e agli aiuti al mosto concentrato.
Secondo i deputati, la questione del mantenimento o soppressione degli aiuti al mosto concentrato e al mosto concentrato rettificato âè strettamente e indissolubilmente collegata alla soppressione o mantenimento della capitalizzazione con saccarosioâ. Al riguardo, adottando con 466 voti favorevoli, 154 contrari e 6 astensioni un emendamento proposto dal Pse, il Parlamento evidenzia la necessità di fornire aiuti per il mosto e il mosto concentrato rettificato utilizzato per l´arricchimento, ritenendolo necessario âper preservare una pratica enologica tradizionaleâ. Sottolinea anche la necessità di mantenere gli aiuti per il mosto destinato alla produzione di succo d´uva, per non far scomparire un prodotto âimportante per il settore e che contribuisce a mantenere l´equilibrio del mercatoâ.
Riguardo allo zuccheraggio, il Parlamento ritiene che esso debba essere autorizzato in tutte le regioni viticole dove è tradizionalmente praticato e in cui non esistono eccedenze strutturali. Sostiene infatti che un divieto di tale pratica porterebbe a una discriminazione nei confronti degli Stati membri âsituati in regioni dell´Ue in cui la coltivazione della vite è più difficile a causa di condizioni climatiche meno favorevoliâ. D´altra parte, l´ammissibilità dell´arricchimento potrebbe essere subordinata a determinate condizioni dagli Stati membri, come il controllo delle misure per il miglioramento della qualità e alle circostanze climatiche.
Nord contro Sud.
I Paesi continentali, con la Francia in testa che zucchera oltre il 60 per cento della sua produzione, hanno lâevidente intento di spaccare il fronte del Sud, dove tale pratica è vietata, che ha fin qui sostenuto la proposta della Commissione europea di vietare lo zuccheraggio ed eliminare lâaiuto ai mosti concentrati.
Questo tentativo è perseguito con grande determinazione sia a livello politico che a livello organizzativo, per il peso che i produttori vinicoli hanno anche in Germania, Austria, Ungheria e negli altri paesi del Nord Europa. Lâannunciato divieto della Commissione metterebbe in crisi i vini arricchiti con zucchero di barbabietola che vedrebbero aumentare notevolmente il loro costo di produzione, in quanto un grado alcolico prodotto in vigna costa fino a dieci volte in più rispetto a quello ottenuto con lo zucchero ed sei volte in più rispetto a quello del mosto concentrato.
La questione non è, quindi, legata alla qualità o al clima, come sostengono i Paesi del Nord, ma semplicemente economica per lâabbassamento dei costi di produzione e per la competitività di prodotti che, se fatti naturalmente non avrebbero certo la concorrenzialità che hanno ricorrendo ad artifici produttivi.
Se così non fosse, già da tempo i produttori del Nord avrebbero accettato quanto proposto dalla Cia fin dalla riforma del 1987, e cioè di arricchire con lo zucchero dichiarandolo in etichetta.
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