Mondo Enoico
Prevedere la produttività di un vigneto è una questione scientifica
I tre periodi in cui generalmente si fanno proiezioni sulla produzione sono fioritura, invaiatura e pre-raccolta. Anche un'analisi in fase di fioritura, ancorchè caratterizzata da margini di errori più elevati, può rivelarsi efficace
17 luglio 2015 | Graziano Alderighi
Prevedere la produttività di un vigneto è una questione scientifica
I tre periodi in cui generalmente si fanno proiezioni sulla produzione sono fioritura, invaiatura e pre-raccolta. Anche un'analisi in fase di fioritura, ancorchè caratterizzata da margini di errori più elevati, può rivelarsi efficace
L'Università politecnica di Madrid, e più in particolare il gruppo che si occupa di viticoltura, hanno messo a punto modelli matematici predittivi che possono essere utilizzati in diversi momenti del ciclo della vite per prevedere le rese con maggiore o minore precisione e anticipo in cantina in modo da migliorarne la gestione.
I ricercatori hanno confrontato sei diversi metodi di proiezione della resa di un vigneto per quattro stagioni consecutive (2004-2007), al fine di determinare quando è il momento migliore per fare la previsione per ottenere i migliori risultati in termini di precocità, accuratezza e precisione.
Attualmente, vi sono infatti pochi modelli statistici convalidati statisticamente in grado di prevedere la resa di un vigneto. Ciò è dovuto principalmente al fatto che la resa è spesso influenzata da molti fattori, come la regione, il clima, le condizioni del suolo, la varietà, il modello, l’eterogeneità di impianto, la dimensione e così via. Pertanto, è molto comune che siano registrati cambiamenti significativi nella produzione di un vigneto nel corso degli anni e anche fra piante della stessa parcella nello stesso periodo di tempo, rendendo difficile prevedere la resa.
I ricercatori hanno lavorato ed elaborato le stime in tre diversi momenti nel ciclo produttivo della vite: fioritura , all'inizio dell'invaiatura e nella fase di plateau della bacca.
Semplice il metodo di campionamento che si basa su conteggio dei grappoli e pesatura degli stessi. Con i dati ottenuti per ciascuna parcella sperimentale, i ricercatori hanno sviluppato equazioni di regressione in grado di stimare la produzione per l'intero appezzamento.
I risultati sono stati confrontati con i dati effettivi ottenuti in raccolta.
La previsione all'inizio dell'invaiatura è risultata quella più affidabile e precisa, anche di quella in fase di plateau, riuscendo a prevedere la resa con un errore inferiore a 0,5 kg per filare nel 95% dei casi.
La previsione in fase più precoce, fioritura, è stata meno precisa dell’invaiatura (0,8 kg di errore per metro di filare, maggiore errore e minor efficienza). In fase di fioritura, tuttavia, si hanno risultati simili a quelli ottenibuli in fase di pre-raccolta (0,6-0,9 kg per metro di filare il margine di errore.
Per ridurre i margini di errore occorre sviluppare modelli matematici più precisi, adatti a ogni specifico territorio, ma è lecito affermare che il modello previsionale per la produzione del vigneto è già piuttosto affidabile e utile per massimizzare l'efficienza aziendale.
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