Mondo Enoico
Il terroir del vino è anche dovuto ai batteri presenti nel terreno
I microrganismi associati alle radici, all’uva, alle foglie e ai fiori derivano principalmente dai microrganismi del terreno e hanno un'influenza diretta e indiretta sulla resistenza alle malattie, sulla tolleranza allo stress e sulla produttività
24 aprile 2015 | Graziano Alderighi
Quando si pensa al terroir generalmente si fa riferimento al paesaggio, al terreno, alla fertilità del suolo, alla pendenza. Al più alle caratteristiche geopedologiche.
Raramente si pensa ai batteri come invece fatto dal gruppo di ricerca dell’Argonne National Laboratory di Illinois, negli Stati Uniti.
Nella prima parte del lavoro, dedicato allo studio della microflora completa della vite, i ricercatori hanno trovato che i microrganismi associati all’uva, alle foglie e ai fiori derivano principalmente dai microrganismi del terreno che si trova intorno alle radici.
“I batteri hanno un rapporto complesso con le piante che influisce sulla resistenza alle malattie, sulla tolleranza allo stress e sulla produttività." ha dichiarato Jack Gilbert, tra gli autori dello studio.
In effetti, alcune specie di Pseudomonas e Sphingomonas presenti sulle foglie e sui tessuti fuori terra possono influenzare la salute delle piante e la produttività, mentre Methylobacterium spp. trovato sulle foglie e sull'uva può stimolare lo sviluppo attraverso la produzione di fitormoni. Non solo, Sphingomonas e Methylobacterium spp. possono sopravvivere al processo di fermentazione in cantina, ma il loro impatto sulle proprietà organolettiche del vino rimangono sconosciute. Steroidobacter spp., trovati in maggiore quantità sulle radici, svolgono un ruolo essenziale nello sviluppo delle piante.
Lo scopo del lavoro non era però una caratterizzazione della microflora e microfauna del vigneto ma capire in che modo i diversi batteri colonizzano le viti e come possono contribuire alle proprietà sensoriali del vino.
Quanto c'entrano, dunque, i batteri sull'effetto terroir?
A questo scopo sono state studiate piante della varietà Merlot coltivate in cinque diversi vigneti di Long Island, New York. In ogni sito, sono stati prelevati campioni di suolo, radici, foglie, fiori e uva durante la stagione di crescita. Poi è stato applicato il “shotgun metagenomic sequencing” per la caratterizzazione di tutte le specie di batteri.
Successivamente, il team ha confrontato la microflora delle uve di New York con quello di uve Merlot provenienti da Bordeaux e California. Nei tre campioni sono stati osservati specie di batteri molto simili.
Nel complesso, su Merlot, la maggiore diversità microbica si è riscontrata su radici e sul suolo a contatto con le radici che non su foglie e uva. La ragione può essere nella diversa suscettibilità dei batteri a fenomeni meteo, in particolare temperature, umidità e raggi UV.
Vi è comunque grande interesse dal punto di vista commerciale nel trovare batteri specifici che forniscano caratteristiche positive alle colture come per esempio resistenza alla siccità e ai parassiti. Ma i risultati possono anche portare a nuove forme batteriche che abbiano effetto sulle caratteristiche finali del vino.
Potrebbero interessarti
Mondo Enoico
Le cantine sono piene: quasi 61 milioni di ettolitri di vino in giacenza
Forte aumento delle giacenze dei vini rispetto a un anno fa. Il 56,8% del vino in Italia è detenuto nelle regioni del Nord ed è in prevalenza rosso con i vini varietali detenuti costituiscono appena l’1,5% del totale
13 febbraio 2026 | 09:00
Mondo Enoico
Nasce la Glera del futuro: sette nuove varietà resistenti per sostenere il Prosecco Doc e Docg
Quattro delle sette varietà resistenti nascono dal programma di miglioramento genetico autonomo di VCR e sono in fase avanzata di iscrizione al Registro varietale nazionale, con disponibilità prevista tra febbraio 2026 e fine 2027
02 febbraio 2026 | 11:00
Mondo Enoico
Aumentano le giacenze di vino nelle cantine italiane
Rispetto alla vendemmia 2024 in forte aumento sia la gicenza di vini che di mosti. Nel solo Veneto è presente il 27,1% del vino nazionale. Le prime 20 denominazioni contribuiscono al 58,4% del totale delle giacenze di vini a indicazione geografica
07 gennaio 2026 | 13:00
Mondo Enoico
Vino per le Feste natalizie: si beve meno e solo alta qualità
In crescita le bollicine italiane premium, come Franciacorta, Trento e Alta Langa, in calo gli Champagne medio-bassi. Nei fatidici 35 giorni di fine anno in Italia, non supereremo i 90-92 milioni di bottiglie di bollicine stappate. 240 milioni di tappi Made in Italy nel mondo
10 dicembre 2025 | 15:00
Mondo Enoico
Trattamenti fogliari per migliorare le risposte della vite alla siccità, alle alte temperature e alla salinità
Le applicazioni fogliari possono migliorare la tolleranza della vite alla salinità, alla siccità e allo stress termico modulando le risposte fisiologiche e il metabolismo secondario, sostenendo così la stabilità della produzione e la qualità dell'uva
08 dicembre 2025 | 13:00
Mondo Enoico
L'Italia è il più grande produttore mondiale di vino nel 2025
Il mercato mondiale del vino dovrebbe rimanere sostanzialmente equilibrato, poiché la crescita limitata della produzione contribuirà a stabilizzare le scorte in un contesto di indebolimento della domanda e di continue incertezze commerciali
14 novembre 2025 | 10:00