Mondo Enoico

Il futuro del vino giovane e di pronta beva può essere in PET, purchè non sia riciclato

Il polietilene tereftalato è ormai utilizzato negli imballaggi di molti alimenti. Nel settore vitivinicolo si continua a preferire il vetro, nonostante i costi più elevati. Il PET, in determinate condizioni, può essere un valido sostituto

09 gennaio 2015 | Graziano Alderighi

Il vetro resta il materiale maggiormente utilizzato per la conservazione del vino. Nonostante l'intrinseca fragilità, la sua impermeabilità all'ossigeno e la sua neutralità sul vino ne fanno il materiale preferito dal settore vitivinicolo.

Vi sono però anche nuovi mercati dove, per ragioni di costi, occorre pensare a imballaggi meno costosi e che consentano anche risparmi significativi sul trasporto.

Il PET, polietilene tereftalato, è certamente più leggero del vetro e può essere modellato in molte forme diverse, consentendo risparmi significativi sui costi di spedizione.

Ma il PET è adatto a tutti i tipi di vino? Secondo l'Università di Montpellier il PET sarebbe adatto solo alla conservazione del vino per un breve lasso di tempo, a causa della permeabilità all'ossigeno, che fa degradare più rapidamente la qualità aromatica.

Non esiste però solo il PET, ma anche il PET con una membrana di protezione dall'ossigeno. L'Università di Foggia ha confrontato proprio PET con barriere anti ossigeno e vetro su alcuni vini pugliesi, bianchi e rossi. Sono quindi stati confrontati i parametri enologici classici tra cui la frazione di antociani e la frazione volatile dopo sette mesi di conservazione.

Sebbene il risultato non sia pari al vetro, il PET con barriera anti ossigeno ha mostrato dati comparabili e sicuramente superiori al PET classico.

Il PET ha anche il vantaggio, al pari del vetro, di poter essere riciclato e riutilizzato, con vantaggi ambientali. Purtroppo, però, come sottolineato da uno studio dell'Università di Montpellier, il PET riciclato non si presta molto bene alla conservazione del vino, a causa della eterogeneità, dispersione e dimensione dei cristalli.

Il problema del PET, secondo i ricercatori, è l'influenza che l'etanolo, ovvero l'alcol, ha sulla permeabilità all'ossigeno del materiale. Tanto è più elevato il grado alcolico del vino, tanto più sarà necessario un PET con una barriera all'ossigeno più elevata.

Gli imballaggi attivi, quindi, potrebbero avere un futuro nel settore vitivinicolo, anche se non quelli composti da materiale riciclato.

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