Mondo Enoico

PER L’ASTI UNA VENDEMMIA IN CALO (- 4,3%), MA NON SUL FRONTE QUALITATIVO

Diminuiscono le vendite nel primo trimestre (-22,8%) in Italia, si consolida il mercato tedesco ed esplode lo statunitense. Un fitto programma di promozioni per il rilancio del prodotto, questa la ricetta anti crisi del Consorzio

08 ottobre 2005 | T N

“La pioggia insistente ha reso la vendemmia difficile e faticosa - ha esordito il direttore Ezio Pelissetti – la qualità è buona anche se il quadro aromatico evidenziato dai mosti è inferiore alle punte d’eccellenza toccate nel 2001 e nel 2004”.
I 6.500 viticoltori hanno raccolto sui circa 9.800 ettari di vigneto 1.100.000 quintali di uve di buona qualità, il 4,3% in meno rispetto all’annata 2004. Le migliori, pari a 710 mila quintali, si fregeranno della Docg.
Più nel dettaglio 475mila ettolitri di spumante, pari a 63,3 milioni di bottiglie, diventeranno Asti docg; 57mila ettolitri, pari a 7,6 milioni di bottiglie, andranno sul mercato con la fascetta del Moscato d’Asti.
Della quota restante 67.500 ettolitri diventeranno mosto parzialmente fermentato aromatico; 216mila ettolitri saranno invece destinati a vino bianco secco da tavola; succhi d’uva; mosto muto per concentrazione; mosto bianco e distillati.

Conclusa la vendemmia entra nel vivo l’accordo interprofessionale che segnato una svolta importante nelle politiche del comparto.
“In un contesto di forte crisi per il mondo del vino l’Asti ha garantito ai viticoltori un incremento del reddito e la certezza di guadagno per quattro anni – ha ricordato il presidente Paolo Ricagno – inoltre grazie al contributo economico di tutta la filiera sarà possibile dare l’avvio al progetto McKinsey per il rilancio del prodotto sui principali mercati. La serietà e la strategicità del progetto è confermata dal sostegno che il Ministero delle Attività produttive ha deliberato pochi giorni fa: si tratta di un contributo da 20 milioni di euro per la prima tranche del progetto che prevede un investimento complessivo di 39,7 milioni di euro”.

Per la gestione dei contributi e delle iniziative previste dal piano McKinsey sarà definito a brevissimo un ente apposito che, ha sottolineato Pelissetti, “dovrà garantire la massima trasparenza e partecipazione di tutti i componenti della filiera (viticoltori, aziende spumantiere, cantine sociali, imbottigliatori) e nello stesso tempo dovrà rispettare i parametri fisssati dal ministero delle attività Produttive e dalla Ue”.
Il nuovo ente gestore sarà affiancato dal comitato guida del progetto McKinsey (costituito in seno al consorzio dai rappresentanti delle principali case spumantiere e dalla componente agricola) e dagli esperti della società McKinsey che seguirà l’avvio delle operazioni per i prossimi sei mesi.
Tra le priorità d’intervento c’è il mercato italiano che nel primo semestre ha visto un calo delle vendite pari al 22,8%. “La campagna promozionale sarà operativa per la Pasqua del 2006 – ha annunciato Ricagno – ma già dalle prossime settimane ci mobiliteremo con forza per coinvolgere nella campagna promozionale tutte le risorse piemontesi. I primi pusher dell’Asti Spumante devono essere ristoratori, enotecari, baristi e albergatori. Chi viene in Piemonte deve trovare l’Asti Spumante sulla tavola, negli aperitivi, come ideale accompagnamento dei dolci tradizionali. Di fronte ai grandi sforzi messi in campo dalle aziende private e dagli enti pubblici nessuno può tirarsi indietro. E’ tempo di dare una svolta anche in questo senso”.
Parallelamente all’azione sull’Italia il mondo dell’Asti investirà energie e risorse sul mercato tedesco che, nonostante la crisi di questi anni, resta il primo mercato estero.
Nel primo semestre del 2005 ha assorbito 5,4 milioni di bottiglie, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2004. “Ci attendiamo sorprese positive dalla Germania già per la fine dell’anno”, ha commentato Ricagno ricordando l’avvio dell’operazione ambasciatori (primo evento il 27 ottobre a Francoforte) e l’ingente investimento sul riposizionamento del prodotto che hanno in corso marchi leader su quel mercato.

Sul fronte delle vendite (complessivamente assestate a 19,96 milioni di bottiglie, meno 3,2% rispettto al primi semestre 2004) arrivano conferme importanti dal mercato russo che prosegue a vele spiegate sulla scia della notorietà acquisita in questi anni: da gennaio a giugno la Russia ha importato 474mila bottiglie, il 100,85% in più rispetto allo stesso periodo del 2004.
Segnali positivi arrivano anche dal Portogallo (+25,3%), dal Centro America (+15,85%) dall’Oceania (+80,3%), dal Giappone (+8,3%) e dai paesi del Nord Europa come Belgio, Olanda e Austria.
Meritano alcune precisazioni il calo di vendite registrato dall’Inghilterra (-14,1%) e dagli Usa (-19,36%).
“Le aziende leader sul mercato inglese stanno rivedendo le politiche commerciali, puntando sulla fascia medio alta del mercato – ha spiegato Pelissetti – il momentaneo calo di vendite dovrebbe essere recuperato con un recupero il valore e prestigio del prodotto. Quanto agli Usa – ha aggiunto – le vendite non registrano una grossa spedizione via nave avvenuta dopo il primo di luglio”.
Il Moscato d’Asti ha totalizzato nella prima parte dell’anno vendite per 2,42 milioni di pezzi, in lieve calo rispetto al 2004, ma anche qui si attendono risultati positivi per la fine dell’anno.
Infine una curiosità.
Il Consorzio di tutela ospiterà ad Asti lo scrittore inglese Toby Clements, autore del “Asti Spumante Code”, parodia del notissimo romanzo di Don Brown “Il Codice da Vinci”.
“Non procederemo con azioni legali visto che nel libro non c’è nulla di lesivo per l’immagine dell’Asti – ha commentato Pelissetti – l’autore ci ha fatto sapere di essere molto lieto di poter visitare le terre dell’Asti e dunque lo ospiteremo con l’auspicio che possa diventare un testimonial dell’unicità dell’Asti nel mondo”.

Fonte: Consorzio Asti Spumante

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