Mondo Enoico
Ridurre il grado alcolico dei vini direttamente in vigna, grazie agli antitraspiranti
I cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova la viticoltura in molti paesi, con aumenti di zuccheri nelle uve che rendono difficoltoso produrre vini a bassa gradazione, oggi sempre più apprezzati sui mercati. Ecco il lavoro scientifico italiano premiato dall'American Society for Enology and Viticulture
02 maggio 2014 | R. T.
E' ormai accertato che vi sia una naturale tendenza al riscaldamento del pianeta con una maturazione accelerata delle uve che porta a un eccessivo accumulo di zuccheri nel frutto con innalzamento del grado alcolico del vino.
Queste tendenze possono essere contrastate con scelte tecniche in campo e in cantina.
Dopo un periodo in cui i consumatori amavano vini alcolici e strutturati, ora il consumo si sta dirigendo verso vini più freschi e meno alcolici, anche seguendo le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità e i suoi continui allarmi sull'alcolismo.
Non è solo una questione salutistica. E' stato dimostrato che l'etanolo può migliorare la percezione della dolcezza e amarezza riducendo quella acida e di salsedine. Insomma l'alcol modifica i caratteri organolettici del vino.
Per limitare il grado alcolico sono stati studiati interventi tecnologici in cantina che presentano però molti limiti. I processi di dealcolizzazione sono costosi e limitati alla riduzione fino al 2% di alcol.
In vigna l'utilizzo maggiormente ragionato dell'irrigazione, della potatura verde e del diradamento fornisce un supporto ma purtroppo non decisivo.
Tra le opportunità agronomiche offerte ci sono anche gli antitraspiranti che si distinguono in due grandi categorie: i film di polimeri da spruzzare sulle superfici fogliari in maniera uniforme e i composti che favoriscono la chiusura degli stomi. Tra questi ultimi ricordiamo l'acido alchenilsuccinico, l'acetato fenilmercurico e l'acido abscissico. Anche il caolino è risultato efficace nel controllo dello stress termico in diverse specie aumentando la riflettanza da radiazioni infrarosse e ultraviolette, riducendo così la temperatura tissutale di foglie e frutti.
E' stato quindi testato un antitraspirante, per due anni su un vigneto di Sangiovese, per testare l'efficacia di un'applicazione post invaiatura con un film antitraspirante atto a ritardare l'accumulo di zuccheri negli acini, valutando gli effetti sulla fisiologia della vite, la qualità del vino e l'accumulo di riserve di elementi minerali nelle radici.
L'antitraspirante è stato applicato post invaiatura sulle foglie funzionali, ovvero quelle mediane completamente funzionali.
Questa strategia di gestione della chioma è stata efficace nel ridurre il ritmo di accumulo di zuccheri nella bacca segnando un -1,2 Brix al momento del raccolto e abbassando il tenore alcolico nei vini ottenuti del - 1 % vol.
Quindi si tratta di una pratica consigliabile nelle aree dove la maturazione delle bacche inizia precocemente, quando è ancora in corso la stagione più calda.
In tale contesto, la maturazione è spesso associata a fenomeni come innalzamenti repentini del pH e della concentrazione di zucchero, con formazione di composti fenolici atipici, al pari di un profilo aromatico squilibrato. L'unica soluzione potrebbve essere una raccolta precoce ma non possibile né ipotizzabile per le uve rosse, poiché si otterrebbero vini amari ed astringenti, per estrazione delle proantocianidine dai semi.
L'utilizzo del film antitraspirante non ha queste controindicazioni, riducendo il grado Brix senza alcun danno sull'accumulo di fenol ima solo in quelli antocianici, riducendo la pigmentazione. La riduzione del contenuto antocianico è probabilmente proprio dovuta al ridotto stress da temperatura.
Infine la limitazione fotosintetica indotta dal trattamento non ha comportato la ricostituzione della concentrazione di elementi negli organi di riserva. Il recupero della fotosintesi dopo il raccolto è stato probabilmente sufficiente per ricostituire le riserve di zuccheri solubili e amido. A seconda delle condizioni meteorologiche, in Italia centrale, infatti, le foglie possono mantenere un buon tasso fotosintetico fino a 60 a 70 giorni dopo la raccolta.
Bibliografia
Postveraison Application of Antitranspirant Di-1-p-Menthene to Control Sugar Accumulation in Sangiovese Grapevines
A. Palliotti, F. Panara, F. Famiani, P. Sabbatini, G.S. Howell, O. Silvestroni, and S. Poni
Am. J. Enol. Vitic. 64:378-385 (2013)
Potrebbero interessarti
Mondo Enoico
Vini bianchi italiani, ecco la mappa sensoriale delle varietà autoctone
Un nuovo studio scientifico definisce il primo lessico condiviso per 18 vini monovarietali italiani: uno strumento destinato a cambiare produzione, comunicazione e valorizzazione del patrimonio vitivinicolo nazionale
01 maggio 2026 | 12:00
Mondo Enoico
Autolisi dei lieviti enologici per vini bianchi e spumanti
Basi biochimiche, implicazioni tecnologiche e prospettive innovative dell'autolisi dei lieviti, con il rilascio di composti organici capaci di modificare profondamente il profilo chimico e sensoriale del vino
20 aprile 2026 | 14:00
Mondo Enoico
Troppo vino nelle cantine italiane: 55,9 milioni di ettolitri
Il 56,5% del vino in Italia è detenuto nelle regioni del Nord. Il 53,9% del vino in giacenza è a DOP, di cui il 48,7% vini bianchi e il 48,4% vini rossi. Le prime 20 denominazioni contribuiscono al 58,3% del totale delle giacenze di vini a IG
14 aprile 2026 | 11:00
Mondo Enoico
Vino italiano, la sfida è salire di fascia: i Premium reggono la crisi e guidano la crescita globale
Nonostante il calo delle importazioni, i vini tra 8 e 50 euro crescono più del resto del mercato. Per l’Italia la chiave è aumentare il peso del segmento alto e puntare su nuovi mercati emergenti
13 aprile 2026 | 08:30
Mondo Enoico
Il tasso annuale di crescita del mercato del vino frmo al 3%
Il mercato globale del vino è stimato avere un valore di circa $360 miliardi nel 2025 che dovrebbe diventare circa $370 miliardi a fine anno. Stati Uniti, Germania e Regno Unito, primi tre mercati di destinazione, rappresentano quasi il 50% dell’export italiano di vini
11 aprile 2026 | 13:00
Mondo Enoico
La qualità sensoriale dei vitigni PIWI: prospettive per una viticoltura sostenibile
Merlot Kanthus ha evidenziato il contenuto zuccherino più elevato, mentre Merlot Khorus ha mostrato valori inferiori di zuccheri ma anche un pH più basso, cioè una maggiore acidità potenziale. I vini da Merlot Kanthus e Merlot Khorus sono risultati mediamente più graditi rispetto al Merlot classico
31 marzo 2026 | 14:00
angelo minguzzi
03 maggio 2014 ore 19:251)ma non basta aumentare la produzione per ridurre il grado?l
2) oppure bloccare la fermentazione, ottenendo così un vino più dolce, che è anche più buono e si può bere subito, senza bisogno di spendere dei soldi per metterlo in barrique a fargli prendere la puzza di legno.
E' sufficiente cambiare il concetto di "buono" ed è fatta!