Mondo Enoico

Per la promozione internazionale dei nostri vini si riparte dal bando nazionale

Finiti i fondi a disposizione del Ministero sono le Regioni la cassaforte dell'Ocm, con 15 milioni di euro spendibili. Inizia la fase di concertazione per utilizzarli al meglio. Agevolazioni per le micro-imprese e meno discrezionalità nella valutazione dei progetti ma anche misure per evitare sprechi

11 aprile 2014 | T N

Il vino italiano va e se, in questi anni, ha retto l'ondata di crisi è stato anche per merito dei fondi dell'Ocm promozione che hanno permesso di aprire nuovi mercati e rafforzare la nostra presenza in altri.

Molti i progetti di successo ma anche qualche esperienza negativa per cui Emilio Gatto, neo direttore generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell'ippica, ha dichiarato la necessità di “riaggiustare il tiro”.

L'occasione è stata il convegno su "Ocm promozione tra opportunità, novità e criticità", organizzato dal Mipaaf in collaborazione con Business Strategies.

Durante le prime battute la notizia, che non ha certo rassicurato gli operatori. Il Mipaaf ha esaurito i fondi disponibili per i progetti dei privati sia per il biennio 2013-14 sia per il 2014-15. Se ne riparlerà dunque nel 2016.

Emilio Gatto, direttore generale per la promozione e la qualità del Ministero dell'agricoltura ha però voluto rassicurare i vitivinicoltori, la mancanza di fondi nazionali “non significa che in quel periodo non saranno fatte iniziative di promozione.” “E' un peccato - ha commentato la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta - ma ci sono modi per sopperire a questa mancanza, ad esempio attraverso i fondi regionali e quelli interregionali.” Le Regioni infatti non hanno esaurito i budget, in particolare per i progetti territoriali, una missione comunque importante in mercati dove i nostri famosi brand non sono ancora così conosciuti come in Cina.

Le novità non si sono esaurite, come invece è stato per i fondi.

Occorrerà infatti rivedere il DM, ancora a firma Galan, scaduto il 31-12-2012 relativo all'attuazione dell'Ocm vino ma in attesa della revisione normativa sarà anche necessario una revisione del bando nazionale su cui poi si dovranno basare quelli regionali.

Le linee guida sono già ben chiare: semplificazione burocratica, meno discrezionalità nella valutazione dei progetti, maggiore flessibilità per progetti pluriennali in funzione di cambiamenti di mercato e agevolazioni alle micro-imprese che vedranno ridurre il plafond dei 100 mila euro minimi per progetto.

Si tratta di novità fortemente volute dal Mipaaf a cui si aggiungeranno le proposte e le indicazioni provenienti da Regioni e dalle associazioni.

Le prime richieste non sono tardate ad arrivare. Il presidente dell'Unione Italiana Vini, Domenico Zonin, ha chiesto di ''riequilibrare il rapporto tra risorse dello Stato e delle Regioni almeno al 50% per ognuno'', considerando che 15 milioni di euro a disposizione del settore vitivinicolo nelle Regioni verranno invece dirottati su altre misure.

La semplificazione non sarà l'unico punto fermo del Mipaaf. Emilio Gatto ha infatti promesso che entro un paio d'anni verrà implementato un sistema di monitoraggio che permetta di comprendere agli uffici ministeriali e a quelli comunitari quali obiettivi siano stati raggiunti grazie all'Ocm promozione.

La promozione, però, si inserisce in un quadro di stabilità economico-patrimoniale delle imprese, messe a rischio dalla riforma dei diritti d'impianto. “Il sistema dei diritti in Italia – ha dichiarato il direttore di Federvini Ottavio Cagiano de Azevedo – ha incrementato considerevolmente i valori dei vigneti, aiutando la patrimonializzazione delle aziende. Un passaggio morbido all'abrogazione dei diritti è quindi un punto delicatissimo per noi.”

La concertazione, insomma, potrebbe allungarsi nel momento in cui sul tavolo venissero inserite altre variabili, come quella relativa ai vitigni esotici inseriti in territori a denominazione d'origine. “Un territorio non può esprimere solo il top di gamma – ha dichiarato Cagiano de Azevedo – bene dunque ai vini varietali con netta distinzione con le Doc/Docg.” Un tema questo che ha visto l'immediata opposizione di un'altra parte della filiera vitivinicola.

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