Mondo Enoico

Inoveno, due anni di sperimentazione Irvos in Sicilia

17 marzo 2014 | C. S.

Nuovi protocolli per la realizzazione di vini di qualità, fortemente legati al loro territorio di origine e di maggiore "tipicità". Sono questi gli importanti obiettivi raggiunti dal progetto "Inoveno. Innovazioni enologiche per la produzione vitivinicola siciliana", promosso dall'Irvos, l'Istituto regionale vini e oli di Sicilia, per migliorare la competitività delle aziende enologiche siciliane. I risultati del progetto sono stati presentati questa mattina a Palazzo Steri a Palermo nell'ambito di una giornata di studi che ha coinvolto circa cento tra produttori, tecnici, associazioni di categoria e rappresentanti delle istituzioni. Il progetto Inoveno è un progetto ad alta innovazione che ha avuto la durata di due anni e mezzo ed è stato condotto dai tecnici dell'Irvos attraverso l’applicazione di nuovi protocolli enologici presso sei importanti cantine siciliane: Alto Belice, Colomba Bianca, Europa, Patria, Primavera e Tenuta Gatti. Il progetto, finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito della misura 124 del “Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2007/2013”, intende trasferire nuove tecnologie, protocolli e conoscenze fortemente innovative dal mondo della ricerca, condotta nei vigneti, nei laboratori e nella cantina sperimentale dell'Istituto, a quello delle aziende vitivinicole siciliane. "Grazie al lavoro di ricerca svolto dall'Istituto - ha spiegato Lucio Monte, direttore generale dell'Irvos - le aziende siciliane avranno infatti la possibilità di realizzare vini di alta qualità e di migliorare la competitività della loro produzione enologica attraverso un aumento della “tipicità” in un mercato sempre più interessato a prodotti che caratterizzano i diversi "territori" della nostra Sicilia". Tre i principali obiettivi raggiunti dal progetto: l’impiego nelle aziende di nuovi ceppi di lievito per la produzione di vini bianchi e rossi; di un nuovo protocollo per la produzione di vini rosati a più alta stabilità del colore e longevità del quadro aromatico e la produzione di vini spumanti innovativi (metodo Charmat e metodo classico, usando sia vitigni autoctoni che internazionali) e di un nuovo ceppo di lievito con caratteristiche ottimali per tale produzione. 
“Questi due anni di lavoro – ha detto Daniele Oliva, capo area tecnico-scientifica dell’Irvos - hanno rappresentato un forte esempio di trasferimento tecnologico e confidiamo che i buoni risultati raggiunti possano estendersi ad altre cantine siciliane, oltre a quelle direttamente partner del progetto. Il fatto che uno dei vini prodotti all’interno di Inoveno, il Catarratto 2012 della Cantina Patria, nel giugno scorso sia stato selezionato come miglior Catarratto dalla giuria internazionale al salone dei vini autoctoni Vini Di Radici, conferma con un “output” inatteso l’alta qualità dei vini e la bontà dell’innovazione introdotta nella aziende”.
Il progetto Inoveno ha avuto come partner l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Sicilia, il Consorzio di ricerca sul rischio biologico in agricoltura, il Centro di ricerche economiche e sociali per il Meridione, Assovini Sicilia, HTS Enologia, il Centro enochimico Barbera e UBIQ srl.
"Nei paesi del Mediterraneo, il settore vitivinicolo rappresenta ancora una delle risorse di maggior rilievo, per qualità e quantità - ha spiegato Dario Cartabellotta, Assessore regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea - in grado di competere sul mercato internazionale ed essere fonte di sviluppo economico. Si rende quindi necessario lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie innovative nel settore vitivinicolo mediterraneo in grado di mantenere intatta la qualità del prodotto nel tempo e di proteggere la viticoltura sul mercato internazionale". Tra i progetti della Regione Siciliana attraverso l'Irvos la costituzione di una scuola di enologia mediterranea finalizzata alla creazione di una rete del sapere enologico di eccellenza in grado di confrontarsi con altre scuole internazionali di enologia.
All'incontro, moderato da Alessandro Torcoli, direttore responsabile della rivista nazionale di settore "Civiltà del bere", hanno partecipato tra gli altri, il Rettore dell'Universita' degli Studi di Palermo, Roberto Lagalla.

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