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VINO: L’EUROPA SI SCOPRE ECCEDENTARIA. CRESCONO I QUANTITATIVI IMMAGAZZINATI E QUELLI AVVIATI ALLA DISTILLAZIONE

Aumentano i consumi interni, ma lo stock finale per la campagna 2004/2005 segnerà un incremento di 26 milioni di ettolitri. Dato che risente delle negative previsioni per l’export extracomunitario. Italia in controtendenza, boom di vendite negli Usa, +15% negli ultimi mesi

16 luglio 2005 | Graziano Alderighi

La produzione comunitaria di vino avrebbe raggiunto, nella campagna 2004/05, 184 milioni di ettolitri, il 14,6% in più rispetto alla campagna precedente. Si tratta delle prime previsioni sulla produzione vinicola dell’Unione europea a 25, stime che confermano la ripresa già riscontrata nella campagna 2003/04.
Nel dettaglio dei vari Paesi, incrementi significativi si segnalano in tutti i principali produttori di vino, con tassi in crescita del 23% in Francia, 18% in Italia, 4% in Spagna e 22% in Germania.
Dal bilancio redatto dalla Commissione europea risulta una disponibilità totale di 357 milioni di ettolitri di vino, in cui confluiscono i quantitativi prodotti, quelli importati e gli stock.
Le utilizzazioni interne, tra consumi e altri impieghi, ammonterebbero a 158 milioni di ettolitri, mentre le esportazioni extracomunitarie a 12 milioni, con uno stock finale in crescita di 26 milioni di ettolitri.

Dal bilancio Ue emerge inoltre che il consumo pro capite di vino dovrebbe attestarsi nei a 34,73 litri, registrando un aumento rispetto ai 32,01 dell’annata 2003/04.
Per quanto attiene alle esportazioni, le stime della Commissione europea danno in calo il dato relativo al commercio con i Paesi extracomunitari: le spedizioni scenderebbero del 9,6%, attestandosi sui 12,2 milioni di ettolitri, contro gli oltre 13 milioni di ettolitri esportati nel 2003/04.

Export italiano in controtendenza
Negli Stati Uniti è boom per il vino Made in Italy che con un aumento del 15,2% nel valore delle importazioni supera nettamente i concorrenti francesi (+5%) ed australiani (+0,1%) che sembrano aver arrestato la tumultuosa crescita dello scorso anno. Il vino italiano nei primi cinque mesi del 2005, registra un ottimo risultato negli Usa sulla base delle elaborazioni Ismea sui dati del dipartimento del Commercio statunitense. Complessivamente, il mercato americano del vino di importazione è cresciuto in valore del 10,4% e quello Made in Italy ne copre una quota di circa il 29,6%, seguito dal 26,5% della Francia e dal 22,5% dell'Australia.
L'andamento positivo del settore non riguarda solo il valore, ma anche il numero di bottiglie importate negli Stati Uniti che sono aumentate del 7% per l'Italia, dell'1,6% per la Francia e del 5,4% per l'Australia che ha adottato una politica di forte contenimento dei prezzi.

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