Mondo Enoico

Le contrapposte pulsioni del mondo vitivinicolo

Tecniche innovative e voglia di stupire ma anche ricerca delle condizioni ambientali ideali. Dal vino ottenuto in un'ora agli investimenti milionari per scavare montagne o affinare nelle profondità marine

07 settembre 2013 | Graziano Alderighi

Occorre trovare sempre qualcosa di nuovo, per poter porre sul mercato un prodotto contraddistinto da quale carattere di innovazione.

Nel settore agricolo il comparto più modaiolo è sicuramente quello vitivinicolo. E' anche il più volubile, con i giudizi dei vari degustatori internazionali che ne sono la massima espressione.

Siamo passati, negli ultimi anni, dai vini superconcentrati, quasi marmellate di frutta, a vini che cercano la naturalità e al ritorno a un bouq1uet più legato al vitigno e all'uva. Da vini molto alcolici e strutturati siamo passati a vini semplici, magari anche a tuttopasto.

Queste pulsioni, a volte contrapposte, non possono non influenzare anche la tecnica, in campo e in cantina.

E' così che, nelle stesse settimane, sulla stampa, più o meno specializzata, troviamo la presentazione di una tecnica innovativa, per affinare il vino in 60 minuti e gli investimenti miliardari cinesi per scavare una montagna per trovare le migliori condizioni ambientali di stoccaggio che invece Pero Lugano ha trovato nel mare di Portofino.

 

Si chiama 'Vine Wizard' e promette 'miracoli' sul vino. Senza chiamare in causa scenari biblici, è semplicemente una nuova tecnologia sviluppata dalla CleanPath Resources che, attraverso l'utilizzo di onde elettromagnetiche e acustiche, potrà affinare il vino in tempi molto rapidi. Il processo chiamato ETM (Electromagnetic treatment matrix) accelera l'invecchiamento e ne aumenta il pH, riducendo l'acidità e la presenza di solfiti. E tutto con un tempo tra i 15 e i 60 minuti, a seconda del grado di maturazione che si desidera (leggero, medio o massimo).

In più di 150 prove di assaggio alla cieca, tra vini 'maturati' naturalmente e altri elettromagnetizzati, oltre il 97% del campione, composto da degustatori dilettanti, ha detto che il dispositivo ha migliorato il sapore del vino rosso, con un 90% d'accordo anche su un miglioramento dell'aroma.

 

Il primo impianto cinese di stoccaggio di vino in profondità è stato inaugurato nella contea di Changli (provincia di Hebei). Terminato dopo sette anni di lavori dalla Moutai Wine Company.

La contea di Changli è conosciuta come “la casa dell’uva da vino cinese” e anche “la città del vino rosso secco”. L’area si trova al 39esimo grado di latitudine nord come Bordeaux, in Francia, una delle più rinomate città vitivinicole al mondo. Nel 2002 grazie a investimenti del Kwei Chou Moutai Group, è stata creata la società Changli Moutai Wine. L’azienda ha incominciato a produrre vino introducendo tecniche importate proprio da Bordeaux. Oggi, la produzione annuale di vino ha superato le 10mila tonnellate, con asset fissi superiori ai cento milioni di yuan.

 

Quella di Piero Lugano, titolare della azienda vinicola Bisson di Chiavari è stato il primo esperimento d'avanguardia di "spumantizzazione subacquea" in Italia.

Il processo, ispirato dal ritrovamento sottomarino di anfore di età greco-romana contenenti vino intatto nelle sue proprietà organolettiche, ha avuto inizio il 22 maggio 2009 con la posa in fondo al mare di 6.500 bottiglie a una profondità di circa 60 metri in località Cala degli Inglesi, una baia incontaminata tra il faro di Portofino e la Cala dell'Oro. Data la considerevole profondità a cui sono state immerse, le bottiglie hanno potuto beneficiare del perfetto bilanciamento di pressione ricevendo una omogenea ed equilibrata spinta dall'interno verso l'esterno e dall'esterno verso l'interno. Questo effetto di "contro-pressione equivalente" ha favorito un intenso amalgamarsi delle bollicine e conferito al vino un miglior aspetto organolettico oltre che tattile e quindi una maggiore sensazione di piacere nella degustazione. Altrettanto importante l'effetto "culla" svolto naturalmente dalle correnti marine sulle bottiglie immerse che ha permesso di mantenere in sospensione nel vino i materiali di scarto - le cosiddette "fecce nobili" - prodotti dal processo di spumantizzazione e fondamentali per conferire al vino corpo, struttura e profumo. Un movimento naturale, dolce e costante frutto delle correnti marine e che nel normale processo di invecchiamento del vino in cantina è attuato meccanicamente tramite appositi macchinari.

 

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