Mondo Enoico

Il sovescio per migliorare la qualità dei suoli vitati

Il suolo negli interfilari contiene meno organismi rispetto a quello dei sottofilari. Tuttavia, tramite il sovescio, si amplia la biodiversità con migliore sviluppo della pedofauna

28 aprile 2012 | Graziano Alderighi

Nel corso della Giornata della Vite e del Vino è stata illustrata una sperimentazione pluriennale del Centro Laimburg nella gestione dell’irrigazione in un vigneto di Sauvignon Blanc, del Lagrein e su incroci con varietà resistenti provenienti dall’America e dall’Asia. Ne è emerso che non vi sono effetti importanti sulla qualità del vino, bensì ce ne sarebbero invece a livello di risparmio idrico. Però l’irrigazione deve essere attentamente adeguata al tipo di terreno, allo stato nutrizionale del vigneto e, soprattutto, all’andamento climatico.

Altresì si è evidenziato che l’utilizzo della tecnica del sovescio, metodo efficace e naturale per fertilizzare il terreno, può aiutare ad aumentare la biodiversità e la pedofauna negli interfilari dei vigneti. In particolare, il docente Enzo Mescalchin, direttore dell’ufficio viticoltura ed enologia dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, durante l’incontro tecnico ha esposto i risultati delle ricerche sulle condizioni di terreno e biodiversità nei suoli dei vigneti trentini. I dati presentati mostrano che il suolo negli interfilari, a causa del compattamento, contiene meno organismi rispetto a quello dei sottofilari. Tuttavia, tramite la tecnica del sovescio, si sono migliorate le condizioni del terreno, in quanto l’ampliamento della biodiversità delle piante favorisce anche lo sviluppo della pedofauna.

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