Mondo Enoico

I segreti per l'appassimento dell'uva

I vini passiti stanno acquisendo sempre più quote di mercato e il loro successo deriva dai loro tipici aromi che debbono essere preservati in fase di appassimento. Per ottenere il meglio occorre anche sapere dove sono le componenti aromatiche al termine della disidratazione

08 ottobre 2011 | Graziano Alderighi

Le uve aromatiche, generalmente utilizzate per la produzione di vini passiti, si differenziano dalle altre perchè predominano i composti aromatici in forma libera mentre nelle altre sono prevalenti quelli in forma glicosilata, ovvero non immediatamente percettibili.

Si tratta certo di una semplificazione se consideriamo che alcuni vitigni aromatici, come il Sauvignon, devono la loro componente aromatica prevalentemente ad azioni biochimiche durante le fasi prefermatative e fermentative.

Nonostante i fattori biochimici è tuttavia chiaro che, per ottenere ottimi vini passiti, si deve procedere a preservare il più possibile la componente aromatica, anche in forma libera, contenuta nelle uve di Moscato, Aleatico, Brachetti, Malvasie.

E' importante capire non solo la dinamica quali-quantitativa degli aromi durante l'appassimento ma anche la loro localizzazione nell'acino.

L'appassimento, prima di tutto, deve essere effettuato con scrupolo, certamente evitando ogni contaminazione batterica e fungina, quindi preservando la sanità delle uve, ma anche garantendo un'uniforme disidratazione degli acini.

E' stato infatti osservato da che in caso di appassimento troppo rapido vi è una disomogenea disidratazione dei frutti, con negative conseguenze sulla qualità del passito.

Per ottenere la necessaria uniformità l'appassimento deve essere lento, effetto ottenibile in condizioni ottimali, quali una temperatura di 10 gradi, un grado di umidità del 45% e un flusso d'aria di 1,2 m/s. Queste sono i parametri in cui si è svolta la ricerca di Domenico Tiberi (CRA) che ha esaminato la dinamica della chimica dell'uva durante tutto l'appassimento.

In queste condizioni, dopo sei settimane, è possibile assistere a un calo del peso delle uve del 40% circa, con un aumento del grado zuccherino del 70%. Si incrementano i valori dei polifewnoli e degli antociani. Il pH tende ad aumentare, a parità di acidità titolabile, per effetto tampone del succo che salifica gli acidi deboli.

Sulla componente aromatica si registra una sostanziale preservazione della dotazione rispetto all'uva fresca.

Addirittura, per due classi di molecole (linalolo e norisoprenoidi), si registra un incremento fino a una perdita di peso del 30%, per poi decrescere col proseguio dell'appassimento.

Ciò che, però, è più interessante notare è come la polpa manifesti una perdita della componente aromatica mentre la buccia ne acquisisca, mantenendo inalterati i livelli nel complesso dell'acino.

La spiegazioni più logica di questo fenomeno è certamente la traslocazione della componente volatile durante il movimento dell'acqua verso l'esterno.

E' però anche ipotizzabile che l'aumento nella buccia possa essere dovuto a una maggior sintesi, considerando che la buccia ha una funzione biologica di protezione dagli stress e alcuni composti secondari sono conosciuti per avere un'attività di messaggeri biologici.

Potrebbero interessarti

Mondo Enoico

Le cantine sono piene: quasi 61 milioni di ettolitri di vino in giacenza

Forte aumento delle giacenze dei vini rispetto a un anno fa. Il 56,8% del vino in Italia è detenuto nelle regioni del Nord ed è in prevalenza rosso con i vini varietali detenuti costituiscono appena l’1,5% del totale

13 febbraio 2026 | 09:00

Mondo Enoico

Nasce la Glera del futuro: sette nuove varietà resistenti per sostenere il Prosecco Doc e Docg

Quattro delle sette varietà resistenti nascono dal programma di miglioramento genetico autonomo di VCR e sono in fase avanzata di iscrizione al Registro varietale nazionale, con disponibilità prevista tra febbraio 2026 e fine 2027

02 febbraio 2026 | 11:00

Mondo Enoico

Aumentano le giacenze di vino nelle cantine italiane

Rispetto alla vendemmia 2024 in forte aumento sia la gicenza di vini che di mosti. Nel solo Veneto è presente il 27,1% del vino nazionale. Le prime 20 denominazioni contribuiscono al 58,4% del totale delle giacenze di vini a indicazione geografica

07 gennaio 2026 | 13:00

Mondo Enoico

Vino per le Feste natalizie: si beve meno e solo alta qualità

In crescita le bollicine italiane premium, come Franciacorta, Trento e Alta Langa, in calo gli Champagne medio-bassi.  Nei fatidici 35 giorni di fine anno in Italia,  non supereremo i 90-92 milioni di bottiglie di bollicine stappate. 240 milioni di tappi Made in Italy nel mondo

10 dicembre 2025 | 15:00

Mondo Enoico

Trattamenti fogliari per migliorare le risposte della vite alla siccità, alle alte temperature e alla salinità

Le applicazioni fogliari possono migliorare la tolleranza della vite alla salinità, alla siccità e allo stress termico modulando le risposte fisiologiche e il metabolismo secondario, sostenendo così la stabilità della produzione e la qualità dell'uva

08 dicembre 2025 | 13:00

Mondo Enoico

L'Italia è il più grande produttore mondiale di vino nel 2025

Il mercato mondiale del vino dovrebbe rimanere sostanzialmente equilibrato, poiché la crescita limitata della produzione contribuirà a stabilizzare le scorte in un contesto di indebolimento della domanda e di continue incertezze commerciali

14 novembre 2025 | 10:00