Legislazione

Etichettatura olio extra vergine d’oliva, la storia infinita

Ora che è il Comitato gestione oli a Bruxelles ad aver acquisito il dossier etichettatura si aspettano lumi, sperando che non si arrivi a pochi giorni dall’inizio della campagna. C’è intanto chi si attrezza

14 giugno 2008 | T N

E’ la domanda delle ultime settimane nel comparto oliandolo.
Cosa accade ora? Come dobbiamo etichettare le nostre bottiglie?
Una risposta certa e definitiva a queste domande non esiste.
Si possono dare, e daremo, dei consigli.
Possiamo tracciare, e tracceremo, degli scenari.
Nulla più, purtroppo.

Il dossier etichettatura è ufficialmente passato nelle mani dell’Unione europea, in particolare del Comitato gestione oli.
L’unica dichiarazione degna di nota in proposito è del dirigente Tomas Grcia Azcarate, responsabile dell’unità olio d’oliva e prodotti orticoli che ha ammesso che esiste un documento non ufficiale, assai articolato e confuso, che “non ricalca quella del decreto ministeriale italiano, ma è piuttosto sulla linea di quella prevista per il miele”.
Gli uffici di Bruxelles predisporranno quindi una bozza di proposta, che dovrà essere esaminata anche dalle direzioni industria e commercio, quindi, ammesso e non concesso che non vi siano da apportare modifiche, la proposta verrà formalizzata da parte della Commissione che la sottoporrà agli Stati membri durante il primo utile Consiglio agricolo.
I tempi, quindi, non saranno probabilmente così brevi anche se Azcarate ha affermato che “stiamo andando in fretta”.
In attesa che le modifiche al Reg. Ce 1019/02 diventino operative in Italia la situazione resta confusa perché è in vigore, nonostante la lettera di messa in mora da parte dell’Ue, il decreto ministeriale del 10 ottobre 2007 sull’etichettatura obbligatoria d’origine.
Un decreto che appare superato dai fatti ma a cui è obbligo attenersi, sia sul fronte degli adempimenti burocratici sia sull’etichettatura.

Fin qui i fatti.
E’ probabile, per quelli che sono normalmente i tempi europei, che la questione etichettatura, vista la ferrea opposizione della Spagna non avrà un iter così veloce, né la strada spianata.
Avere qualche certezza dall’Ue prima dell’estate è quindi poco realistico.
La palla passa quindi nel campo italiano e sarà necessario capire come si muoverà Zaia, ovvero se deciderà, nel frattempo, di far applicare con intransigenza il Dm 10 ottobre 2007, oppure se vorrà abrogarlo, sospenderlo, oppure ancora, come avviene tipicamente in Italia, non farlo applicare.
Vi sono riunioni programmate al Mipaaf nelle prossime settimane, speriamo di saperne qualcosa in più.

Nel frattempo è certamente utile per tutte le aziende che confezionano olio extra vergine d’oliva provvedere ad alcuni minimi adempimenti, ovvero dotarsi del codice alfanumerico e dei registri di carico e scarico che, a questo punto, vista l’obbligatorietà di una tracciatura d’origine, risulteranno probabilmente comunque necessari.

La richiesta del codice alfanumerico deve, anzi doveva, essere effettuata dalle aziende entro il 31 maggio a mezzo di una lettera di richiesta alla Regione o alla provincia delegata.
Con il codice alfanumerico, ovvero con la lettera di richiesta, si dovrà poi provvedere a predisporre un registro di carico e scarico, conforme al decreto ministeriale 14 giugno 2004, quello del Made in Italy, e farlo vidimare dal più vicino ufficio dell’Icq (ex Repressione Frodi).
Se è semplice predisporre la lettera di richiesta, più complicato è provvedere a dotarsi di un registro conforme.

Per venire incontro alle richieste, pressanti, dei produttori, l’Aifo (Associazione Italiana Frantoiani Oleari) è stata tra le prime a venire incontro alle esigenze degli associati.
L’Aifo ha infatti predisposto due servizi di creazione e fornitura del registro carico e scarico che dovrà poi essere vidimato presso L’Icq territorialmente competente.
Il primo servizio, per i frantoi non informatizzati, riguarda la creazione e fornitura del Registro da compilarsi a mano con relativo frontespizio (costo 30 euro per ogni registro)
Il secondo servizio riguarda la creazione e fornitura dei fogli vidimabili, con relativo frontespizio, da compilarsi con il sistema informatico. Il sistema permette l’inserimento dei dati richiesti per legge tramite internet e la successiva stampa della griglia elettronica contenente i dati che dovrà poi essere vidimata dall’Ufficio Icq (costo del servizio 100 euro/anno).

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