Legislazione

SUI TEMI DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO SI CAMBIA APPROCCIO, UNA VISIONE PREMIALE PIU’ CHE REPRESSIVA. PREVISTE MISURE DI SEMPLIFICAZIONE PER PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Approvato dal Consiglio dei Ministri, prima della crisi, un corposo disegno di legge delega per riordinare la legislazione in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro. Con questo provvedimento verranno estese le tutele a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla natura giuridica del rapporto di lavoro, compresi, quindi, parasubordinati e autonomi

03 marzo 2007 | Ernesto Vania

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge delega in materia di salute e sicurezza sul lavoro, presentato dal Ministero del Lavoro e dal Ministero della salute.

“Il nostro impegno – ha ricordato il Ministro Damiano - è finalizzato a considerare il lavoro non sicuro come una vera e propria minaccia alla convivenza civile contro la quale l'intera società deve reagire con tempestività, per affermare il valore etico e politico della sicurezza e per evitare che l'inerzia e la rassegnazione alimentino l'illegalità e la violenza annidata in condizioni di lavoro degradate e pericolose.”

Il riordino della legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro era effettivamente diventata esigenza ormai improrogabile.
Le dieci pagine dello schema di legge quadro hanno certo alcuni caratteri innovativi, aspirando a modificare, semplificandolo, il quadro normativo esistente, nel pieno rispetto delle disposizioni comunitarie, dell’equilibrio tra Stato e Regioni, ma garantendo l’uniformità delle tutele sull’intero territorio nazionale.

Di particolare importanza, in primis, il fatto che con questo provvedimento verrebbero estese le tutele a tutte le lavoratrici ed i lavoratori, indipendentemente dalla natura giuridica del rapporto di lavoro, lavoro parasubordinato e lavoro autonomo compreso; a tutti i settori di attività e a tutte le tipologie di rischio, con particolare attenzione alle categorie più esposte.

Si prevedono inoltre misure di semplificazione degli adempimenti in materia di sicurezza, specie per le piccole e medie imprese, unitamente a forme di supporto per l’informazione e la formazione, e a finanziamenti ad hoc per il miglioramento degli ambienti di lavoro.
Si pone inoltre l’accento sulla necessità di un riordino della normativa in materia di macchine, impianti, attrezzature di lavoro, opere provvisionali e dispositivi di protezione individuali.

All'azione degli organi ispettivi sarà affiancata una serie di interventi mirati ad accompagnare in un percorso di regolarizzazione le imprese, soprattutto di piccole dimensioni, che intendano ottemperare alle prescrizioni della legge.
In questo senso è stato in particolare previsto un riassetto dell'apparato sanzionatorio, modulando le sanzioni in funzione del rischio, con la previsione di misure di tipo interdittivo per le violazioni di particolare gravità, adottando un sistema misto che combini l’impiego di sanzioni di diversa natura.

Innovativa è sicuramente la previsione degli strumenti in grado di valutare l’idoneità delle aziende che lavorino negli appalti pubblici, utilizzando come parametro il rispetto delle norme di salute e sicurezza sul lavoro, considerato vincolante anche per l’accesso ad agevolazioni a carico della finanza pubblica, di cui usufruiranno quindi solo le aziende considerate virtuose, in una logica premiale.

Interessante risulta anche la realizzazione, se dovutamente efficace e seria, di un coordinamento su tutto il territorio nazionale delle attività in materia di salute e sicurezza sul lavoro, finalizzato all’emanazione di indirizzi generali uniformi, così pure la razionalizzazione degli interventi ispettivi al fine di evitare che vi siano sovrapposizioni e duplicazioni tra i soggetti istituzionalmente a ciò deputati.

Per far comprendere l’importanza della prevenzione è stato infine previsto l’inserimento della materia della salute e sicurezza del lavoro nei programmai scolastici ed universitari e nei percorsi di formazione.

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