Legislazione

Fabbricati rurali non dichiarati al catasto edilizio: ultima possibilità di mettersi in regola

Sanzioni in arrivo fino a 8.264 euro per ogni unità immobiliare

20 luglio 2017 | C. S.

Ultima possibilità per mettersi in regola per i proprietari di fabbricati rurali non ancora dichiarati al catasto edilizio. L’Agenzia delle Entrate sta infatti completando il processo del recupero delle posizioni dei Fabbricati Rurali ancora iscritti al Catasto Terreni e non al Catasto Edilizio Urbano, anche se hanno i requisiti di ruralità, la cui scadenza era prevista il 30 novembre 2012. I proprietari degli immobili interessati ed in difetto di accatastamento, dovranno procedere immediatamente alla regolarizzazione. Anche i professionisti abilitati, ovvero i periti agrari, incaricati dai singoli proprietari devono operare in modo tempestivo.

E’ quanto informano i Periti Agrari Guido Povolo e Roberto Pierini per il Collegio nazionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati che ha partecipato ad una riunione che si è tenuta alla Direzione Centrale Catasto dell’Agenzia delle Entrate; è stata l’occasione per focalizzare con i rappresentati dei Collegi e Ordini, professionalmente abilitati in questo ambito, lo status delle azioni che da alcuni mesi.

In mancanza di azione di accatastamento a regolarizzazione e di contestuale ravvedimento operoso (che consente di applicare una sanzione ridotta pari ad 1/6 del minimo) da parte dei titolari degli immobili non regolarmente censiti – sottolinea il Collegio nazionale dei Periti Agrari – sono previste sanzioni e con l’accertamento in sostituzione del soggetto inadempiente, oneri a carico del proprietario. Le sole sanzioni hanno un importo compreso tra 1.032 e 8.264 euro per ogni unità immobiliare.

L’Agenzia, dopo aver verificato, ed escluso, le posizioni relative a ruderi o fabbricati già demoliti, sta inviando in questi giorni circa 872mila avvisi ai possessori di immobili non in regola, per un complessivo di circa 1 milione e 200 mila fabbricati. Entro luglio si prevede che tutti gli interessati ricevano tale lettera con il riepilogo delle posizioni non regolari inerenti i comuni di ogni provincia e la modulistica per segnalare le incongruenze o le non rilevanze del caso.

L’avviso – informa il Collegio nazionale - o anche l’eventuale avvio di parte delle operazioni di accatastamento (es. il solo Pregeo), non blocca i termini della messa in regola. L’Agenzia delle Entrate nei mesi autunnali procederà comunque alla emissione delle sanzioni in assenza del completo accatastamento, registrazione del Docfa. Si ricorda che il ravvedimento dovrà essere richiesto contestualmente alla presentazione del Docfa, secondo le modalità già disponibili sul portale Sister per questi ravvedimenti operosi estesi. Se il libero professionista Perito Agrario riceve una serie di incarichi di regolarizzazione, dovrà procedere con estrema tempestività alla completa evasione, in quanto si potrebbe verificare la condizione che durante l’iter tecnico, se prolungato, arrivi prima l'emissione della sanzione, senza alcun sconto di cui al ravvedimento operoso. Anche le variazioni inerenti a fabbricati demoliti ma ancora presenti in mappa e in visura con le varie qualità relative ai Fabbricati Rurali, devono essere dichiarate con le modalità delle Variazioni di Qualità dei Terreni (procedura Docte) dichiarando le corrette qualità di coltura presenti. Anche le mancate variazioni della qualità dei terreni sono soggette a sanzione, da 250 a 2mila euro.

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